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“Storia della notte e destino delle comete” il progetto di Tosatti in Biennale di Venezia

La “Storia della notte e destino delle comete“ è il progetto dell’artista Gian Maria Tosatti per la 59. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, che si svolgerà dal 23 aprile al 27 novembre 2022 (pre-apertura 20, 21 e 22 aprile), a cura di Cecilia Alemani e che quest’anno prenderà il nome “Il latte dei sogni”.

Nel corso della conferenza stampa per la presentazione del Padiglione Italiano, curato quest’anno da Eugenio Viola, Gian Maria Tosatti, descrive il suo lavoro, che muove come sempre dai concetti di identità, di pentadimensionalità e che interessa con le sue installazioni ampie porzioni di spazio e spesso intere comunità.  Artista della galleria Lia Rumma, Tosatti cita gli amici Motus impegnati in teatro in queste settimane con il loro ultimo spettacolo, un lavoro dal titolo “Tutto brucia”, tratto dalle Troiane di Euripide.

Le Troiane raccontano di una sconfitta, la più grande e tragica delle sconfitte che la storia ricordi. La storia di una realtà che sarà svenduta a pezzi.

Quando abbiamo perso?

Quando siamo stati svenduti a pezzi? 

La storia della nostra civiltà è in fondo, la stessa storia. Uscire da teatro dopo lo spettacolo sulle Troiane, è come svegliarsi da un sogno e trovarsi svegli nel presente. E questa è anche la storia di questo Padiglione Italia.

L’Arte è uno specchio crudele. Tosatti ricorda lo scritto di Pier Paolo Pasolini per un editoriale nel 1975 sul Corriere della Sera: mentre il nostro Stato si perdeva dentro le sue lotte di potere e burocrazia, non ci si accorgeva che stavano scomparendo le lucciole. Mentre tutto il mondo sprofondava nelle piccolezze dell’umano, non ci accorgevamo che non ci stiamo muovendo, non ci stiamo evolvendo. Racconta dei suoi diari di lavoro lo scorso anno durante i mesi di pandemia, sulla frontiera russa, tra Russia ed Estonia, del suo periodo di breve prigionia, della perdita di libertà, e della sua attenzione per la natura, per gli stormi di uccelli, e per la loro libertà in controtendenza rispetto ai fili spinati.

Come nelle Troiane, il nostro presente ha perduto la libertà, la libertà di poter essere in un luogo o nell’altro, senza dover giustificare nulla. Però, Anna Maria Ortese, che Tosatti inserisce nel suo discorso in conferenza, in ”Corpo Terreste” dice una cosa che diviene Legge: disegnare una prospettiva, una via d’uscita dal buio è un dovere di ferro.

E allora, la storia della notte del Padiglione deve finire con una immagine che ci mostri una prospettiva, non una via di uscita, ma una via di evoluzione, perché non si esce da dietro vigliaccamente, si affrontano i problemi e si superano. Di questo parla il Padiglione Italia, conclude Gian Maria: “di che cosa non siamo stati in grado di diventare fino ad oggi, e del fatto che forse dovremmo trovare il coraggio di diventare ciò che dovremmo”.

Ed è qua che siamo. E’ qua che l’Arte ha condotto Gian Maria Tosatti.

Miglior artista italiano 2021 per Inside Art, direttore artistico della Quadriennale di Roma per il triennio 2021-2024, artista unico del Padiglione Italiano curato da Eugenio Viola alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.

di Mina Grasso

Giornalista Odg di Napoli, Fotografa e Reporter

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