La Spot Home Gallery ha proposto a cavallo tra il 2021 e il 2022 a partire dal 28 ottobre 2021 la mostra “Apeiron”, a cura di Cristina Ferraiuolo e Michael Ackerman, mostra internazionale della fotografa Dimitra Dede, in questi giorni prorogata all’11 febbraio 2022 e che proseguirà il suo viaggio, una volta lasciata la galleria di Cristiana Ferraiuolo, verso la Francia.
“Dimitra Dede appartiene senza dubbio a quei fotografi che utilizzando il mondo, sperimentandone la materialità, per produrre immagini che esprimano i loro sentimenti e che nascono da una profonda necessità. Vi è qui un’altra definizione di fotografia. Quella di artisti che cercano nel mondo reale corrispondenze con il loro mondo interiore, con le loro emozioni, dolori o felicità di un istante “. Così, Christian Caujolle, photo editor del quotidiano Libération e fondatore dell’agenzia Vu, descrive nel suo contributo che accompagna la mostra il lavoro della fotografa greca.
Dimitra Dede, è greca ma lavora a Londra. Nel suo progetto coniuga la fotografia con la pittura, utilizzando sostanze chimiche e strumenti con i quali trasforma, muta, graffia, rimodula la fotografia per dissolverne l’immagine reale e giungere ad un risultato finale, nel quale il tempo è ormai slegato dal momento dello scatto. Un tempo nuovo, distante e rarefatto, nel quale si intravedono volti, liquidi, fuoco, paesaggi: materia soggettiva che scaturisce dalla materia oggettiva, ma se ne allontana.
L’esposizione prende spunto da un volume di fotografie di Dimitra Dede nel ricordo di sua madre: ho perso l’entrata, non perderò l’uscita – racconta lei – ora il viaggio sarà più difficile”.
Nel volume scatti legati a sensazioni come quelle provate percependo temperature, oppure immagini di viaggio, di volti, e di nuovo sensazioni connesse al vuoto, al silenzio, all’assenza di musica. La gallerista Cristina Ferraiuolo ha voluto tuttavia, mostrare un lavoro più ampio, completo: l’allestimento si sviluppa sulle pareti della home gallery come in un’onda unica, un percorso senza interruzioni che mostra i diversi progetti di Dimitra Dede non solo quelli legati al dolore per la perdita della madre, ma anche sperimentazioni sui negativi, sulle carte, utilizzo del colore pittorico, foto legate ad altri viaggi, a luoghi. Un intenso viaggio dentro un mondo interiore, “un bel modo – anche se a volte può apparire scomodo – per dire “io“.
