Sab. Apr 18th, 2026

Sospesa lo scorso anno, la festa del Redentore è tornata nello scorso week end a Venezia con i suoi fuochi d’artificio nel canale della Giudecca. E con la festa del Redentore il Gad Art District della Giudecca, ha completato il suo primo ciclo di mostre del 2021, iniziate in maggio in concomitanza con la Biennale di Architettura.

Si concludono dunque, the Space We Live In di Heinsdorff, e Encanto prima mostra personale a Venezia di Palmalisa Zantedeschi, artista di Verona, entrambe curate da Pier Paolo Scelsi.

Con The Space We Live In | Lo Spazio In Cui Viviamo, l’artista tedesco Markus Heinsdorff ha presentato il suo lavoro, che si concretizza nell’indagare lo spazio, le sue proprietà e il suo  utilizzo. Intervento centrale della mostra è stata una “Paper Box House”, installazione site-specific alta più di 4 metri, realizzata in cartone riciclato, un oggetto d’arte, ma anche di una riflessione sul tema della costruzione sostenibile con materiale riciclabile. Per Markus Heinsdorff l’intervento è un elemento di risposta ad un bisogno sociale: attualmente nel mondo più di 70 milioni di persone sono senza tetto e più di un miliardo di individui vive in alloggi inadeguati.

Nella mostra Encanto invece, la “pietra”, la “roccia” il “sasso”, ossia alcuni elementi naturali, sono stati proposti in contatto con la materia tattile e con l’uomo, e la mostra ha previsto l’esposizione di rocce provenienti da diverse parti del mondo, come un flusso che racconta la materia e l’energia, la percezione dell’uomo, e il suo porsi in uno status di tensione verso la conoscenza, tramite l’ascolto ma anche tramite l’atto della menzione, del nominare, tramite l’atto del “Canto”.

Il Gad Art District nel primo ciclo di mostre ha anche presentato la mostra dell’architetto Mario Gottardi dal titolo La misura e la grazia dell’abitare, curata da Caterina Corni con una ricca documentazione fotografica e progettuale a testimonianza delle principali sue commesse, e arricchita da un video di Umberto Corni, creato appositamente per l’occasione. E la mostra Texture of Fade, a cura di Francesca Mavaracchio, sul tema del paesaggio e della visione antropica di questo. Infine, la mostra Pulse realizzata a quattro mani, dalla scultrice Hande Sekerciler e dall’artista digitale Arda Yalkin, un duo artistico turco ha:ar  impegnato in una una ricerca compositiva e scultorea tra mondo fisico e virtuale, che rilegge l’estetica dei grandi maestri del Rinascimento e del Barocco alimentando così una riflessione critica su ciò che è stato e ciò che è, offrendo suggestioni su ciò che ci attende.

Arte Contemporanea, artigiani Veneziani, e Istituzioni e Partner Internazionali sono alla base dell’esperienza del Giudecca Art District, network di professionisti dell’arte il cui interesse si concentra sull’isola della Giudecca, al fine di creare un polo artistico attraente lontano dal clamore del turismo di massa e vicino a un’estetica industriale contemporanea del nord Europa. I 640 visitatori giunti nello spazio nel corso di questo week end del Redentore sono stati una ventata di energia nuova, e una spinta utile e positiva alla prosecuzione dei lavori degli attori dell’arte del Gad.

di Mina Grasso

Giornalista Odg di Napoli, Fotografa e Reporter

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