Sab. Apr 18th, 2026

Lo spettacolo è liberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia, e andrà in scena dal 27 Gennaio al 1 Febbraio. La regia, i video e la drammaturgia sono di Ivonne Capece, regista napoletana Direttrice artistica del Teatro Fontana di Milano. Sulla scena gli attori Sergio Leone, Pietro De Tommasi, Daniele Di Pietro, Cristian Zandonella; interpreti in video Tindaro Granata, Arianna Scommegna, Pasquale Montemurro, Marco Té, Samuele Finocchiaro, Stefano Carenza, Pietro Savoi, Lorenzo Vio, Ioana Miruna, Penelope Sangiorgi, Barbara Capece, Luigi de Luca, Pietro Gennuso, Giuseppina Manaresi, Olmo Broglia Anghinoni.

La trama

A Roma un delitto terribile si consuma dentro un appartamento e vede coinvolti tre giovani ragazzi. La storia di questo delitto tragico ed efferato passa lungo i labirinti oscuri della mente, del consumo di cocaina, della sessualità vista come perversione, del rapporto padri -figli.

Per chi abita qui la fine del mondo c’è già stata.

Ivonne Capece

In 105 minuti con “La città dei vivi” la regia attraversa sulla scena la vita di Roma, città che nasce sopra le rovine di una città antica e che viene divorata dal suo stesso passato, come inghiottita dal suo stesso suolo. Mostra tutti gli innumerevoli conflitti: dal suono dei cori calcistici, alla storia antica, dal candore delle statue di marmo immortali simbolo di un passato glorioso, fino all’abisso dello stupro di giovani corpi, fino alla tortura, al dolore, alla morte. La pièce prende spunto, ma esce fuori dalla semplice storia di cronaca e approfondisce tematiche quali i rapporti padre-figlio e i rapporti sociali, racconta di normalità, di borghesia, di perbenismo, di psicologia, di orrore, di droga. La cocaina come una rete bianca che penetra dentro livelli sociali differenti e che invade la città, che ci fa vivere sul pelo dell’acqua senza mai guardare cosa c’è sotto. Un’onda morbida che copre i modelli vuoti della società moderna.

Siamo soli, senza nome, di passaggio. Tra 100 anni saremo morti tutti e questa stanza non ci sarà più.

Ivonne Capece

E così, in un viaggio in auto un figlio racconta ad un padre incredulo di un delitto compiuto con le sue stesse mani. Un omicidio messo in atto in un momento qualsiasi, insieme ad un compagno occasionale di vita notturna, dentro una casa dentro una stanza. Delitto crudo che porta la firma delle mani insanguinate di un figlio visto dalla famiglia come un “ragazzo modello“, un ragazzo brillante, un po’ fuori dalle righe, autodidatta, tuttavia diverso dal fratello che ha invece seguito un percorso di vita più lineare. Un ragazzo fragile, incostante e disadattato, protetto dietro i veli di una famiglia medio borghese.

Il delitto messo in scena è di una furia scomposta, primitiva. Eppure viene compiuto da giovani ragazzi, inspiegabilmente, senza un reale motivo. I giudici del tribunale chiamati a decidere sul delitto ai tempi parleranno di un omicidio che tocca gli abissi umani. E la regia di Ivonne Capece sottolinea come il genere umano sia da questo punto di vista, come un pozzo senza fondo.

“C’è sempre una cosa che non vediamo, una parte nascosa – conclude Ivonne Capece prendendo spunto dalle parole del romanzo- ed è quella parte che dà significato a tutto”.

Il libro di Nicola Lagioia

“La città dei vivi” è il titolo di un romanzo di Nicola Lagioia, edito da Einaudi nel 2020, e ripercorre la vicenda di cronaca nera relativa all’omicidio di Luca Varani, ventiduenne romano, avvenuto la notte tra il 4 e il 5 marzo 2016 in un quartiere di Roma ad opera di altri due giovani, Marco Prato e Manuel Foffo. Entrambi verranno condannati per omicidio, uno dei due morirà suicida in carcere.

Lo spettacolo è prodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatri di Bari, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro di Sardegna.

Azzeccate le musiche, bella la scenografia bianca e pulita che si tinge di rosso sangue attraverso un sapiente lavoro di luci durante i racconti dell’orrore. Fluida la composizione di attori sul palco e di altri interpreti in video.

scene Rosita Vallefuoco
assistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera
videomaking e regia video Ivonne Capece
costumi e concept visivo Micol Vighi
light designer Luigi Biondi
sound designer Simone Arganini
assistente alla regia Micol Vighi
assistenti volontari Barbara Capece, Luigi de Luca, Pasquale Montemurro
riprese Antar Corrado
post-produzione video Domenico Parrino
responsabile di produzione Nadia Fiorio

di Mina Grasso

Giornalista Odg di Napoli, Fotografa e Reporter

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