Mer. Ago 26th, 2026

Toghe, banchieri e rotative: tra Legalità e Giustizia

“Non abbassiamo la guardia sui Casalesi”: Borrelli alla seconda edizione del Festival della Letteratura nel segno del mito all’Anfiteatro Campano, ispirato ai valori della rivoluzione di Spartacus

“Non bisogna abbassare la guardia sul clan dei Casalesi: non basta la repressione della magistratura, serve l’intervento dello Stato per rimuovere le condizioni sociali, economiche e culturali in cui prolifera l’illegalità”. Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto della DDA di Napoli, lancia un sentito appello dall’Anfiteatro Campano. Lo fa, tra gli applausi del folto e qualificato pubblico che ha partecipato all’evento inaugurale della seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti”, Festival della Letteratura nel segno del mito.

“Nel parlare di ridimensionamento del clan dei Casalesi, ci vuole grande cautela. Basti pensare che solo negli ultimi quindici giorni abbiamo arrestato circa cento esponenti di fazioni riconducibili a quel clan. In oltre vent’anni di azioni inquirenti e giudicanti di contrasto al clan dei Casalesi è stato fatto tantissimo. Sono state vinte importanti battaglie di legalità, come la riduzione del legame tra il clan e le amministrazioni locali o l’indebolimento del tessuto imprenditoriale dell’organizzazione criminale. Ma sarebbe un grave errore pensare di aver vinto la guerra ed abbassare la guardia”.

“Per vincere la guerra al  ‘sistema camorra’ non basta l’azione della magistratura, perché in Campania, ma non solo, ci sono condizioni economiche, sociali e culturali così difficili da favorire il proliferare del ricorso alle strade dell’illegalità e su questo terreno è soprattutto lo Stato che deve intervenire”.  Così Borrelli all’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, il secondo al mondo, dopo il Colosseo,  per grandezza in occasione delIa rassegna, ideata da “Arena Spartacus Amico Bio”, dal sottotitolo “I am Spartacus: eroi, valorosi e valori”, dedicata a Cultura e Legalità, binomio fondamentale per rilanciare la terra del processo Spartacus. In primo piano, nel primo appuntamento del 2017 ci sono stati i valori della giustizia raccontati attraverso gli spunti di “Toghe, banchieri e rotative” (Guida Editore), libro del magistrato Vincenzo Pezzella, consigliere della Suprema Corte di Cassazione. In esso l’autore parla scorrevolmente di quelle che definisce le sue “quattro vite”, ognuna legata ad un periodo della sua vita. Quello da giovane impiegato di banca, quando rinunciò al posto fisso, quindi alla sicurezza, per seguire le sue passioni. Da giornalista abusivo – richiamando di fatto l’attenzione  sulla piaga dell’abusivismo, che affligge tuttora tanti giovani professionisti, soprattutto a Sud. Giornalista dai grandi ideali, si scontra negli anni ’80 con la cruda realtà nella Napoli dei viceré di quegli anni: narra di Di Donato, De Lorenzo e Pomicino. Ancora, da addetto stampa in Bankitalia al fianco di Carlo Azeglio Ciampi. Infine, da magistrato, dal 2013 in Cassazione, impegnato in processi difficili e scomodi che hanno spaccato l’opinione pubblica italiana, come la sentenza di interdizione dai pubblici uffici a carico di Silvio Berlusconi.

L’incontro, patrocinato dal Comune sammaritano, ha visto la partecipazione del locale sindaco Antonio Mirra, del direttore artistico del Festival Antonio Emanuele Piedimonte e del presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Gabriella Maria Casella. Si è discusso di giornalismo d’inchiesta, valori della legalità, contrasto alle mafie, educazione alla cultura della legalità.

Insieme a Pezzella e Borrelli, il prefetto Vincenzo Panico, commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso presso il Ministero dell’Interno, i giornalisti Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e Antonello Velardi, caporedattore centrale de “Il Mattino” e sindaco di Marcianise, esponenti rappresentativi del mondo accademico e delle associazioni impegnate nel contrasto alle mafie, cine  Rosanna Cioffi, pro tettore alla Cultura dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e don Tonino Palmese, vice presidente della Fondazione Pol.i.s.

Il prossimo appuntamento della seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti” è per il 31 marzo con i valori della pace e dell’integrazione raccontati in “The American Pope” (Libreria Editrice Vaticana) da Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano. Poi, il 26 maggio saranno di scena i valori del patrimonio culturale italiano, affrontati dal presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici, Giuliano Volpe. Nel suo ultimo libro “Un patrimonio italiano” (Utet Editore), Volpe cita anche l’esperienza del ristorante biologico  “Amico Bio – Arena Spartacus” all’Anfiteatro Campano “esempio innovativo di valorizzazione di un sito culturale in Italia”.

 

Teresa Lucianelli

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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