Stromboli e gli eventi climatici. Il ritorno alla normalitá

Stromboli e gli eventi climatici. Il ritorno alla normalitá

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Si ricomincia così, con la natura che rallenta la sua corsa e l’isola che prova a rialzarsi e a ristabilire la sua normalità.

All’indomani delle alluvioni estive che hanno destabilizzato abitanti e viaggiatori, nel pieno della stagione turistica, nel mese di settembre Stromboli riprende la sua vita ordinaria e si avvia verso la fine della stagione estiva. Stagione non facile quest’anno, tormentata dai temporali e dagli eventi catastrofici.

Non esistono più catastrofi, si racconta nel mondo scientifico, bensì eventi catastrofici dovuti all’operare dell’uomo.

Questo é quello che ormai accade. E questo é quello che é accaduto quest’estate in Sicilia, a Messina e nelle isole Eolie, ma più in senso lato in Italia: non dimentichiamo, infatti, il recentissimo evento che ha colpito nei giorni scorsi le Marche.

Si è trattato di tutti eventi meteorologici considerati “improvvisi” – diremmo noi, anche alquanto sottostimati – e per questo ancora più disastrosi. Le cui cause sono certamente da ricercarsi nelle correnti d’aria contrapposte presenti nei nostri cieli, sommate all’effetto del cambiamento climatico, ma anche provocati del costante operato dell’uomo a modifica della natura.

Nell’isola di Stromboli, interessata il 12 agosto una frana impressionante venuta giù alle 5 del mattino dalla sommità del vulcano, il comune di Piscità, ma anche il centro dell’isola sono stati  invasi da fiumi di acqua mista a fango e grandi pietre vulcaniche. Molte case sono state letteralmente attraversate da terreno e detriti, alcune strade allagate sono rimaste interrotte. Tantissimi i danni a case e negozi. La conta è ancora in corso. Per alcune settimane è rimasto chiuso, danneggiato da solchi profondi, il percorso naturalistico che sale verso la cima del vulcano e verso l’Osservatorio, luogo di vulcanologi ma anche di turisti, che da anni si incamminano liberi oppure in piccoli gruppi organizzati dalle agenzie dell’isola.

Ripercorrendo la storia a ritroso a Stromboli in primavera era stato dato il via alle riprese di una fiction Rai con l’agenzia «11 Marzo Film», e il quel periodo un incendio acceso per esigenze di copione aveva consumando in poche ore 5 ettari di alberi e piante sulla montagna. Non è difficile correlare i danni dell’alluvione all’incendio primaverile: abitanti dell’isola raccontano di fiamme alte anche 20 metri, con un vento di scirocco che in poco ha cosparso di fuoco la montagna. La storia a quel punto è chiara: il vulcano ormai privo della sua macchia mediterranea si presenta oggi in una condizione di estrema fragilità e con friabilità dei terreni. Senza il freno delle radici, la terra sceglie la sua strada verso il mare. Questo è il fil rouge causa – effetto che ha guidato l’evento disastroso della notte del 12 Agosto. E che guida ancora in questi giorni, di piogge più brevi ma comunque abbondanti, la caduta di acqua e terreno dalla montagna.

In queste settimane l’isola, dopo il prezioso intervento da parte della Protezione Civile in aiuto ai volontari ha ripristinato come possibile strade e percorsi, e sono stati puliti canali di scolo delle acque. Ma la strada per la messa in sicurezza è ancora lunga.

In settembre si è registrato una buona presenza di turismo straniero e gli scatti di questi giorni mostrano visitatori in abbigliamento da trekking pronti a partire per la passeggiata naturalistica sul vulcano. La vita riprende e riprendono le attività lungo i sentieri verificati dalle guide esperte del posto.

Oggi la Stromboli ferita si rimette in piedi lentamente e con spirito positivo di collaborazione e di solidarietà. La strada è lunga, la ripresa sarà lenta, ma mai in questi giorni per le strade si incontrano facce tristi, al contrario, sempre e solo sorrisi e saluti cordiali tra sconosciuti.

Lo spirito dell’isola non è stato intaccato.

Intanto, ci auguriamo che l’attenzione dei media venga mantenuta alta su questa e su tante realtà, felici e incontaminate, che sono patrimonio di tutti, poiché come spiegava Danilo Mainanrdi – ecologo e ambientalista – l’ecologia ci insegna che la nostra patria è il mondo.

Ricordiamo che l’isola è anche Punto di Informazioni Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV): l’ufficio è situato lungo la via Marina Garibaldi, supporto logistico per le attività di monitoraggio e di ricerca e, allo stesso tempo, luogo di informazione scientifica sul vulcanismo delle isole Eolie e sul rischio connesso. Il centro raccoglie foto, reperti e video di Stromboli e delle Eolie.