Mer. Ago 26th, 2026

L’Amore a conclusione della vita con Scimone al Nuovo

Due premi Ubu 2016, quale migliore novità drammaturgica dell’anno e migliore allestimento scenico, per lo spettacolo in scena ai Quartieri

È dedicato alle quotidianità del sentimento amoroso, tenere e allo stesso tempo crudeli,  “Amore” recente lavoro della Compagnia Scimone Sframeli, Da mercoledì 8 febbraio a domenica 12 in scena al Teatro Nuovo. In esso sono rappresentati i gesti affettuosi e familiari, con semplicità ed efficacia, i ricordi, in quanto tali irripetibili
Amore è pure l’ottava commedia di Spiro Scimone e quarta con la regia di Francesco Sframeli.
Interpreti: Spiro Scimone (il vecchietto), Francesco Sframeli (il comandante), Gianluca Cesale (Il pompiere); in assoluto per la prima volta, nella storia della compagnia attiva da un ventennio e più,  pure un’attrice:,Giulia Weber nel ruolo della vecchietta.a firmare la scena è Lino Fiorito, al suo attivo un premio Ubu per lo spettacolo precedente della stessa compagnia:,Giù; il disegno luci è di Beatrice Ficalbi.
I personaggi senza nome vivono in una condizione estrema, forse eterna, un Amore nella Terza Età, al limite della vita, a suo compimento.
La scena è composta due tombe a due piazze, dove il tempo è sospeso e i quattro personaggi stanno prendendo parte forse all’ultimo giorno della loro vita. Sono due coppie comuni, senza nome: il “vecchietto” e la “vecchietta”, moglie e marito, poi ci sono il comandante e il pompiere, amanti clandestini. Tutto si svolge ovviamente al tramonto, in un’atmosfera rarefatta che coinvolge lo spettatore orientandolo volutamente verso la conclusione di un ciclo.
“Amore”: quasi ossessivamente così la donna si rivolge al marito. È questo un modo tipico negli affetti, dove le parole finiscono prima o poi col logorarsi e svuotarsi del significato originario, e diventano inevitabilmente tutt’altro.
Il filo dei ricordi permette alle due coppie di mostrare alla platea un vero e proprio universo parallelo costituito soprattutto dacmemorie, rimpianti, affettuosità, dimenticanze. Il tutto in un tempo che è sospeso, scadenzando parole che vengono marcatamente ripetute a sottolineare i dettagli di una intimità quotidiana e privata domestica, che si mostra nuda così con’è: trasformata dalla mutata visione della vita, dei rapporti, degli affetti, come accade nella vecchiaia, implacabilmente eppure con leggerezza inaspettata.
Amore consente a Scimone di continuare con solerzia il suo intenso percorso drammaturgico condotto sempre ai limiti dell’umanità,  insieme alla Compagnia, in una precisa ricerca dell’essenza stessa del teatro “non perdendo mai il legame fra gli attori, il testo e il pubblico”, muovendosi all’interno di non luoghi.
“Le due coppie sono vicine alla morte, ma con leggerezza infantile parlano di quello che hanno provato da giovani e di ciò che forse non è ancora perduto. Alla fine di tutto, il senso della vita si può trovare solo nell’amore” – spiega Spiro Scimone.
In linea con gli altri suoi lavori, i dialoghi surreali costituiscono la parte nevralgica del nervoso testo in cui ritmi serrati delineano relazioni, attenzioni quotidiane e richieste fisiche, manifestazioni ed allo stesso tempo campanelli di allarme che rivelano i bisogni sempre più pressanti, in bilico tra verità e la tragedia in un quotidiano esasperato.
Spettacoli ore 21 (mercoledì, giovedì e sabato), ore 18.30 (venerdì e domenica).

Teresa Lucianelli

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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