Mer. Ago 26th, 2026

La donna con il liuto al Museo di Capodimonte

La donna con il liuto, famoso dipinto del pittore olandese Jan Vermeer (Delft, 1632 – 1675)  è al Museo di Capodimonte fino al 9 febbraio, per la prima volta a Napoli, al Museo di Capodimonte, su concessione del Metropolitan Museum di New York che in cambio riceve da Napoli due disegni di Michelangelo.

In esso il mondo misterioso dell’artista, la sua luce, la sua pittura che pone al suo centro la musica. La Donna con il liuto è uno dei capolavori del pittore fiammingo che è ancora esposto al Museo Capodimonte.

Mai si era vista nella nostra città un’opera dell’olandese. L’apprezzata mostra riscuote successo di pubblico, grande affluenza di visitatori.,nei primi giorni ha registrato già un aumento di visitatori pari al 48%.

Con l’obiettivo di ricreare l’ambiente rappresentato nel quadro, sono stati situati nella sala il liuto e la carta geografica che sono gli elementi chiave dello sviluppo narrativo dell’opera dell’olandese. Impossibile stabilire se

il liuto dipinto da Vermeer sia un esemplare alla francese, ad undici ordini, oppure un antico liuto rinascimentale a un numero di ordini inferiore, in uso fino al 1640 circa in Francia, quindi antiquato ai tempi del dipinto; il cavigliere e il numero di corde non sono infatti ben visibili.

Si è deciso di esporre un esemplare del 1644, del costruttore parigino Jean Des Moulins (nelle collezioni del Musée Instrumental du Conservatoire di Parigi – custodito nel Museo della Cité de la Musique). La carta geografica è nel Theatrum Orbis Terrarum, sive, Atlas Novus (1644), di Willem Blaeu, edita postuma, e conservata dalla Società Napoletana di Storia Patria; si è proceduto al restauro nell’occasione. L’incisione si riferisce alla stampa di Hondius datata 1623. Superiormente sono visibili le vedute di Amsterdam, Costantinopoli, Londra, Lisbona, Parigi, Praga, Venezia, Roma, Toledo; lateralmente sono raffigurati gli abiti maschili e femminili delle principali popolazioni europee degli angli, belghe, boeme, castigliane, galliche, germaniche, greche, polacche, ungare, veneziane.

C’è pure l’app dedicata alla mostra, da scaricare sul cellulare, che con l’Image Recognition permette di avere informazioni dettagliate sulle opere in mostra dando accesso ad altri contenuti multimediali, approfondimenti e video che si possono ancora consultare pure dopo l’uscita dal museo.

Quattro dipinti di donne suonatrici di differenti impostazioni e valenze, sono in esposizione in un’altra sala, con lo stesso soggetto: la musica e la donna.

Si tratta di: Autoritratto alla spinetta di  Sofonisba Anguissola (Cremona 1532 – Palermo 1625) risalente circa al 1559; Santa Cecilia in estasi di Bernardo Cavallino (Napoli 1616 – 1656 circa) del 1645; Santa Cecilia al clavicembalo di Francesco Guarino (Sant’Agata Irpina 1611 – Solofra 1654) del 1650 circa, Santa Cecilia all’organo e angeli musicanti e cantori di Carlo Sellitto (Napoli 1581 – 1614) del 1613 circa.

La donna con il liuto è davvero un prezioso dipinto del più grande esponente della pittura olandese del XVII secolo. È possibile ammirare parte delle opere dell’artista che sono nei musei di tutto il mondo, nessuna però in collezione italiana.

Senza pagare maggiorazioni sul biglietto ordinario si può accedere alla mostra gratuita ed inclusa nel prezzo del biglietto, come ha voluto il direttore Sylvain Bellenger.

Teresa Lucianelli

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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