We Love Enzo, la “Pièce Noire” di Enzo Moscato è in scena in Sala Assoli

We Love Enzo, la “Pièce Noire” di Enzo Moscato è in scena in Sala Assoli

“A cosa serve farci così divini se siamo poi così infruttuosi.

Io non sarò mai madre”.

Termina così con le parole profonde, dolorose e drammatiche dell’ermafrodito Desiderio,  la prima dello spettacolo dal titolo “Pièce Noire (Canaria)”- scrittura del 1985, che vince all’unanimità il Premio Riccione per la drammaturgia – che dal 19 al 22 Gennaio sarà in replica in Sala Assoli, nell’ambito del ciclo dedicato a Enzo Moscato. Lo spettacolo che vede l’adattamento di Giuseppe Affinito, che è anche attore della Compagnia Enzo Moscato è prodotto da Casa del Contemporaneo nel terzo appuntamento del progetto “We Love Enzo”, dopo gli spettacoli “Play Moscato” e “Ritornanti”.

E’ una scenografia sofisticata e pittoresca, ambientata in un luogo oscuro dei Quartieri Spagnoli, quella che appare davanti ai nostri occhi. La scena si svolge all’interno di una stanza piena di suppellettili e di gabbie di “Canarie”, mentre sei personaggi eccentrici recitano  indossando abiti in tulle e stoffe colorate. Viene raccontata la storia di una madre e dei suoi tre figli adottivi Desiderio, Bramosia e Cupidigia.

Studiare per diventare artisti, imparare l’italiano ed esibirsi nei locali: questo è il patto tra i figli e la misteriosa madre maîtresse, donna dura che ha trascorso molti anni nel porto, frequentando uomini solo per denaro, amanti mai davvero amati. La donna conserva un segreto terribile all’interno della casa, dentro il suo comò, pieno di ampolle e scatole contenenti veleno e nati prematuri, dove si cela il segreto di bimbi mai nati. Ci sono documenti e prove schiaccianti, c’è un universo fatto di delitti e di sangue. E’ uno scambio terribile, quello che viene raccontato da Enzo Moscato: la Signora, perde il proprio figlio e adotta degli zingarelli, che diventano i suoi nuovi figli. Riemerge nei racconti il segreto di una furto ad un americano, e aleggia il mistero del corpo mutilato di un bambino morto per l’irrazionale desiderio di purezza di una madre e nascosto in cantina. Risuona il canto di Angel dei Massive Attack, mentre le parole corrono di continuo verso il ricordo del piccolo angelo James e dell’atroce delitto, e sul palco si pronuncia con violenza la parola sangue.

Nel sangue del sangue c’è un ritmo più profondo  che si deve imparare ad ascoltare.

Eleganti i riferimenti al teatro di Eduardo (la buatta), ad Annibale Ruccello, alla Gatta Cenerentola di De Simone. Azzeccate le ricerche musicali: Each Man Kills the thing he loves fa da sottofondo per due volte alle scene, mentre Angel dei Massive Attack incornicia l’angelica figura di Desiderio, figlio adottivo, sostituito nei tentativi folli della madre al piccolo James. Desiderio è un bambino e un figlio perfetto, poichè ermafrodito e viene nascosto per vent’anni alla cattiveria del mondo. E, ancora, suonano le musiche di Filiae maestae Jerusalem di Antonio Vivaldi, e di Moris sur Scène di Dalida. Su tutti i canti,  la Paloma e Notte cantata da Enzo Moscato.

“Il Capolavoro è un serpente che si mozzica la coda, e qualche volta ti mozzica pure la mano. Allora o tu distruggi lui o muori tu. In ogni caso chi sopravvive chi vince la battaglia deve continuare, deve combattere, lottare, resistere, ancora!” – recita nei suoi deliri la Signora.

E così, mentre Desiderio diviene l’esatto contrario del progetto della madre insana – perchè “quando sono vive le cose non sono più perfette” – mentre lui, il figlio immaginato come perfetto rifiuta nella realtà la sua madre adottiva e l’accusa del peggiore dei crimini; mentre la donna lo avvelena con una pozione conservata nel solito mobile dei segreti, confermando ancora una volta la sua natura delittuosa, mentre si consuma la morte, pesano come una macigno le parole di Enzo Moscato:

A cosa serve farci così divini se siamo poi così infruttuosi. Io non sarò mai madre!” 

E’ folle e disperato il grido di dolore di chi per natura non potrà mai essere madre. Intanto, giù per le vie c’è un nuovo bambino che chiede alla cameriera Sisina di salire in casa, un altro angelo che attraversa il cerchio della vita.

Lo spettacolo sarà in scena in Sala Assoli fino al 22 Gennaio.

Sintesi

titolo: Pièce Noire (Canaria)
di Enzo Moscato
con Giuseppe Affinito, Luciano Dell’Aglio, Domenico Ingenito, Anita Mosca, Rino Rivetti, Angela, Dionisia Severino
ideazione scenica, adattamento e regia Giuseppe Affinito
scena Tata Barbalato
costumi Dario Biancullo, Clara Varriale
assistente alla regia Emilio Massa
allestimento e luci Enrico de Capoa, Simone Picardi
ricerca musicale Teresa Di Monaco/ Giuseppe Affinito
trucco Vincenzo Cucchiara
parrucco Sara Carbone
foto Alessandro Scarano
organizzazione Claudio Affinito
produzione Compagnia Teatrale Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo

@foto di Mina Grasso