Mer. Ago 26th, 2026

Daniela Marazita all’Elicantropo: “Hai appena applaudito un criminale”

La valenza del teatro in carcere e dell’incontro in prigione  tra liberi e detenuti, nel lavoro teatrale di e con Daniela Marazita tratto dal suo racconto di nicchia contro il pregiudizio
“Hai appena applaudito un criminale” di Daniela Marazita, lavoro teatrale su una donna che sfida il pregiudizio, scegliendo di fare teatro in carcere con uomini colpevoli di crimini tremendi, è in scena al teatro Elicantropo, culla di cultura.
È tratto da un racconto, caso letterario di nicchia, che la stessa autrice e attrice brindisina interpreta, per la regia di Alessandro Minati, ed è prodotto dalla Compagnia Luca De Filippo che proprio con questo spettacolo spigoloso e pregante, si riavvicina al mondo degli esclusi, già trattato da Eduardo De Filippo con i ragazzi del carcere minorile di Nisida.
Racconto autobiografico, “Hai appena applaudito un criminale” parte dall’esperienza di un laboratorio teatrale condotto con i detenuti del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, e man mano svela paure e pregiudizi, diffusi ovunque.
Nel luogo della privazione della libertà, il teatro diventa strumento di conquista di una libertà interiore da quelle prigioni che limitano gli esseri umani nel loro approccio alla diversità. Una riflessione acuta anche sulla detenzione applicata quale pena da infliggere a chi commette il male, in opposizione al bene. Ma quale bene? La detenzione, è da considerarsi un bene inevitabile?
A raccontare i detenuti con le loro terribili storie ed i diversi stati d’animo e condizioni di prigionia materiale ed interiore, è unicamente Daniela Marazita che, articolando con grande professionalità la sua voce, esercita il raro potere di trascinare lo spettatore nell’avventura di una donna che sfida pregiudizi e timori e sceglie di fare teatro in carcere con uomini colpevoli di reati  gravi.
La rieducazione è possibile attraverso il teatro. Una presa di coscienza, una occasione di riscatto concreto. E pure occasione di incontro propositivo tra detenuti e uomini liberi.
E proprio  per la partecipazione attiva al lavoro laboratoriale condotto da Daniela Marazita e al loro impegno, quattro detenuti, autori di altrettanti monologhi, hanno ricevuto la menzione speciale della giuria al Premio nazionale di drammaturgia civile “Giuseppe Bertolucci” nel 2015.
Fondamentale per la riuscita della comunicazione globale alla platea, la sua capacità di esprimersi con il linguaggio del corpo oltre che con la parola, quella stessa che nel testo diventa strumento di libertà, foriero di cambiamento.
Stasera e domani, domenica 27 marzo.

Teresa Lucianelli

 

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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