Un tuffo nel passato alla riscoperta dei tesori della zona e dei sapori di una volta: una giornata dedicata a “Basiliche&Ragù”, dall’area archeologica a “Sapori di Napoli”
A tavola con Gennaro Galeotafiore, patron e “monsù”, più che chef, come egli stesso preferisce presentarsi alla folta clientela che giunge appositamente a Cimitile da ogni dove, dell’accogliente trattoria e pizzeria “Sapori di Napoli”.
L’occasione è stata data da “Basiliche&Ragù”, gustoso ed interessante evento che ha riunito insieme l’enogastronomia con una piacevole escursione alle note basiliche dellla zona, riservata ai rappresentanti dei Media.
Dopo la visita, i giornalisti, i blogger e i fotografi sono stati accolti da Galeotafiore
con una stuzzicante “verticale di ragù” a base del “Ragù che pensa”, sugo di pomodoro concentrato, qualità San Marzano, cotto diverse ore a fuoco lento nella pentola di coccio unitamente a vari tagli di mucca e di maiale, e setacciato in finale nel setaccio.?Denso, profumato e invitante nella sua opulenza, è andato a condire vari piatti preparati per l’occasione, aggiungendo gustosità a tutti ti di, per un risultato finale esaltante per il palato.
Specialità della casa sono i fritti: Gennaro Galeotafiore è anche titolare di un’azienda che produce ed esporta in Italia e all’Estero arancini, frittatine, crocchè. Anche le fritture sono state impreziosite dal sugo, incominciando dalla montanarina. In accompagnamento, la classica fetta di pane con il ragù sopra per ricordare “il pane proibito” , cioè quello che i bambini di una volta mangiavano gustosamente, dopo averlo “azzuppato” di nascosto nella pentola che “pippiava sul fuoco”, all’insaputa della mamma, appena questa di distraeva per un attimo dal governarlo.
Molto apprezzato, il trionfale tortino di melenzane con il ragù colante – somigliante alla lava del Vesuvio.
Quindi, la pizza con le polpettine preparata dal maestro pizzaiolo Gaetano Carponi, a base di un impasto di tipo 1 ed alta idratazione.
Per primo piatto, le classiche candele spezzate, care alla tradizione partenopea.
Per secondo, un classico della “marenna” : il cozzetiello con la polpetta e la melenzana sul fondo a rendere più appetibile il saporito contenitore .
In accompagnamento, i vini della Casa Vitivinicola “I due Principati”: con Falangina, Aglianico naturale senza solfiti e Taurasi di notevole struttura.
Il momento conviviale ha rappresentato la piacevole conclusione di una mattinata dedicata alla visita ai vari edifici di culto dedicati ai santi delle Basiliche paleocristiane di Cimitile, risalenti prevalentemente al IV-V secolo. Questa si è sviluppata attraverso un percorso culturale che ha visto protagoniste le varie strutture del complesso, ovvero le basiliche di San Felice; Nova, costruita da San Paolino tra il 401 ed il 403; di Santo Stefano; di San Tommaso, edificata per uso funerario; dei Santi Martiri; Cappelle di San Calionio e di Santa Maria degli Angeli, complesso arricchito da reperti archeologici in esposizione nell’attiguo museo.
Motivatamente orgoglioso per la riuscita dell’evento, il direttore della organizzatrice La Buona Tavola, Renato Rocco che ha puntato l’obiettivo di far riscoprire un’eccellenza del territorio, ovvero le splendide Basiliche Paleocristiane e allo stesso tempo di promuovere la conoscenza della cucina di Galeotafiore, attraverso un excursus nella tradizione, con i suoi piatti forti, sempre sulla cresta dell’onda, imbattibili nel gradimento degli avventori, anche di quelli più esigenti.
Ricordi di una volta, sapori antichi. Eppure, comunque attuali e soprattutto, richiesti e apprezzati dalla maggior parte dell’utenza. Perché ciò che è buono, piace a prescindere.
Teresa Lucianelli
