L’oro nero. Questo è per molti il sussidio di circa 35 euro giornaliere per le strutture accreditate (spesso alberghi o strutture turistiche in decadenza o sulla via del tramonto) che ricevono tali emolumenti per ogni clandestino che ospitano presso i propri complessi turistici trasformati in veri e propri centri di accoglienza di immigrati in via di identificazione (e se fossero terroristi o criminali comuni?). Un business per questi imprenditori o per queste “finte” Onlus il cui scopo non è certo filantropico: i soldi che non ricavano con le prenotazioni dei turisti li guadagnano dagli enti comunitari per il soggiorno in albergo dei clandestini. Mafia capitale pare si sia retta su questo florido mercato, a detta di qualcuno più profittevole del traffico di cocaina. A Licola, tra Pozzuoli e Giugliano, sono stipate in questi complessi alberghieri centinaia e e centinaia di profughi, per il quali le casse pubbliche spendono tanti soldi al giorno per ogni clandestino. “Domanda: perché in una località povera e con famiglie indigenti che non riescono a mettere il piatto a tavola non si invertisse l’ordine di distribuzione di tali ricchezze? Perché non dare i 35euro giornalieri ai poveri locali? Non è questo razzismo al contrario, verso gli italiani?”Ormai sono troppi i furbi che hanno fiutato questo business che grava sulle spalle dei contribuenti e non aiuta i nostri connazionali”: vedi le recenti inchieste sulle associazioni sedicenti non lucrative”, tuona così l’Avv. Lorenzo Sozio sul blog di Beppe Grillo e sul portale del Movimento cinque stelle, ultimamente sensibile alle tematiche dell’immigrazione selvaggia e senza regole.
Comunicato stampa
Avv. Lorenzo Sozio – penalista
