Gio. Mag 21st, 2026

Inaugurata La Biennale d’Arte di Venezia 61esima “In Minor Keys”

“Un giardino creolo, un luogo in cui le piante di provenienza diversa

trovano un equilibrio improbabile ma reale”.

La curatrice di Biennale 2026, Koyo Kouoh

Sabato 9 Maggio ha inaugurato al pubblico in una calda giornata di quasi estate, dopo gli step delle vernici, e dopo i tanti cambiamenti e le notizie che si sono susseguiti per settimane, tra partecipazioni annullate, Padiglioni aperti e chiusi temporaneamente, tra le performance con i cappucci rosa delle Pussy Riot e i cortei in città pro-Palestina la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia” dal titolo In Minor Keys della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa improvvisamente lo scorso anno proprio in maggio, lasciando al suo team un solido filo conduttore per procedere in autonomia nella costruzione del percorso espositivo di questa edizione. Il team curator di Koyo Kouoh è stato costituito da Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Helene Pereira, Rasha Salti, Siddhartha Mitter and Rory Tsapayi. Tra i partecipanti, accanto a nomi noti come Laurie AndersonCarsten HöllerOtobong NkangaKader Attia e Alfredo Jaar, in mostra hanno trovato spazio numerosi artisti emergenti e collettivi, appunto le minor keys.

L’edizione di quest’anno, come nei 2 anni precedenti si è mossa sotto la Presidenza di Pietrangelo Buttafuoco, grande e diplomatico comunicatore in queste fasi delicate e altalenanti del 2026. La prima giornata di mostra al pubblico ha registrato circa 10mila visitatori (con un +10% sul 2024).

Labour Day Parade ’91 di Alvaro Barrington, Giardini – foto Mina Grasso

Le sedi di mostra

La mostra di Biennale si svolgerà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026, nelle sedi istituzionali dei Giardini, dell’Arsenale e nei luoghi di Venezia dove troveremo disseminate come di consueto le mostre Collaterali con artisti e Partecipazioni Nazionali. 

Il Padiglione Italia

Per questa 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia il Padiglione Italia in Arsenale ha presentato il progetto “Con te, con tutto” di Chiara Camoni, a cura di Cecilia Canziani, dove le opere in terracotta della prima sala realizzate appositamente per la mostra, illuminate dalla sola luce naturale, si sommano ad alcuni lavori esistenti, con l’idea del riutilizzo; e comunicano nella sala adiacente con altri lavori, con spirito di rituale e di incontro come nelle lienee guida dettate da Koyo Kouoh. La curatela prevede nella seconda sala una relazione artistica con i lavori di Fausto Melotti, Alberto Martini, Marisa Merz. Sono inoltre, presenti due commissioni inedite: quella ad Annamaria Ajmone, con Canti fossili, mentre Che cosa resta viene prodotto per l’occasione da Alice Rohrwacher.

La particolare giuria del 2026. I Leoni dei Visitatori

La Biennale 2026 ha istituito due “Leoni dei Visitatori”, che dovrebbero essere assegnati attraverso il voto del pubblico. Questa decisione dopo le dimissioni della giuria ufficiale, evento eccezionale di quest’anno. Il voto sarà aperto a tutti gli acquirenti dei 2 ticket di Biennale, e potrà essere espresso per tutta la durata dell’evento fino al 22 novembre.  Anche se, è notizia di queste ore, che 52 artisti della mostra principale e altri 16 delle partecipazioni nazionali pare abbiano dichiarato di non voler essere presi in considerazione per i Leoni d’Oro assegnati tramite votazione popolare, non considerata autorevole e preparata.

Padiglione del Giappone – foto Mina Grasso

Fitto come sempre il programma delle performance.

Tra le novità, 7 Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Repubblica di Guinea, Repubblica di Guinea Equatoriale, Repubblica di Nauru, Qatar, Repubblica di Sierra Leone, Repubblica Federale di Somalia, Repubblica Socialista del Vietnam. Partecipa per la prima volta con un proprio padiglione El Salvador.

Partecipazione del Qatar – foto Mina Grasso
In copertina: Anatomy of the Magnolia Tree for Koyo Kouoh and Toni Morrison (2026) di María Magdalena Campos-Pons, presenta i ritratti di Morrison, la prima donna nera a vincere il Premio Nobel per la letteratura, e di Kouoh, la prima donna africana a curare la Biennale Arte.

di Mina Grasso

Giornalista Odg di Napoli, Fotografa e Reporter

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