Il Ministero della Cultura Iraniana torna sulla questione relativa alla partecipazione alla Biennale d’Arte 2026 e smentisce la comunicazione ufficiale da parte degli organizzatori della mostra: l’Iran non intende rinunciare ad essere presente in Biennale, ma chiede tempo per sistemare questioni organizzative ed economiche interne al paese. La richiesta di un’apertura tardiva del Padiglione Iran arriva dal Ministro Aydin Mahdizadeh Tehrani, direttore generale delle arti visive del Ministero della Cultura e della Guida Islamica iraniano e commissario del Padiglione Iran, che è intervenuto all’ISNA– agenzia giornalistica iraniana.
In merito alle Partecipazioni Nazionali presenti alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte, In Minor Keys di Koyo Kouoh (9 maggio – 22 novembre 2026), la Biennale aveva infatti, pubblicato sul sito ufficiale un comunicato stampa che confermava la non-partecipazione volontaria da parte della Repubblica Islamica dell’Iran.
Ora è proprio l’Iran a smentire attraverso il proprio Ministero questo comunicato, ed è notizia delle ultime ore, già inoltrata con una lettera ufficiale il 10 maggio, che l’Iran intende partecipare. Ancora nessuna risposta da parte degli uffici di Venezia che stanno vagliando tutte le possibili soluzioni, provando a districare la questione, sempre nello spirito illuminato dell’edizione di Pietrangelo Buttafuoco. Il Presidente, nel discorso inaugurale durante la Conferenza Stampa, ha sottolineato come “non si intenda barattare per il quieto vivere politicante 130 anni di storia di Biennale. Non si intenda chiudere agli Stati in guerra o difficoltà, poiché è l’esclusione preventiva a rappresentare il vero veto.” Specificando inoltre, che la Biennale – istituzione autonoma creata da un gruppo di progressisti nel 1895- è un giardino, non un recinto che chiude. Un’Istituzione che celebra le Arti nel confronto tra diversi, e nel rispetto dello Iure, ossia del diritto di tutti a partecipare.
“Alla Biennale sono presenti RUSSIA e UCRAINA, IRAN e ISRAELE: si vis pacem, para pacem“
Pietrangelo Buttafuoco, discorso inaugurale Biennale d’Arte 2026
Se la cosa andasse in porto si tratterà di una partecipazione un pò anomala e temporalmente spostata di qualche mese, verso la fase estiva, dunque per un numero di mesi inferiore rispetto alla durata complessiva dell’evento, ma giustificata per l’Iran dalle difficoltà legate al conflitto con Israele e Stati Uniti, e da una evidente e conseguente aggravata situazione della moneta iraniana, che ha comportato diverse difficoltà logistiche, tali da non riuscire a confermare in marzo la partecipazione regolare all’evento.
