Giustizia e Coscienza. Amore e Rivoluzione.
Albert Camus – Les Justes (i giusti) dramma in 5 atti
a teatro l’opera di
Prima pubblicazione: 15 dicembre 1949
Il palco della Sala Assoli/Moscato di Napoli propone dal 13 al 16 novembre (domenica) uno spettacolo della compagnia “I Pesci“, nata a Napoli nel 2014 e da anni tra le più riconosciute nel panorama del teatro contemporaneo: Mario De Masi, Alessandro Gioia, Giulia Pica, Fiorenzo Madonna, Antonio Stoccuto. Lo spettacolo dal titolo “I Giusti” tratto dall’omonimo scritto di Albert Camus, Les Justes pubblicato nel 1949 e ispirato alla Rivoluzione Russa del 1905 vede la regia di Fiorenzo Madonna, e un aiuto regia di Serena Lauro.

Lo spettacolo in teatro
Si alternano su una scena buia e scarna che mostra al centro una scrivania, una valigia e alcuni indumenti, il foglio con sopra il dettagliato piano terroristico e un’icona sacra della madonna illuminata dalla luce di una candela i personaggi del romanzo di Camus: Yanek (Kaliayev) terrorista poeta innamorato di Dora che materialmente condurrà l’atto terroristico e che infine morirà giustiziato in prigione, Stefan intransigente componente del gruppo, spietato e freddo, pronto a portare a termine l’attentato, Annenkov il capocellula che guida il gruppo, Voinov che sceglierà di vivere il terrorismo ai margini occupandosi solo di propaganda, Dora che col sorriso sulle labbra fabbricherà la bomba omicida. Un vero commando, una cellula terroristica, “l’Organizzazione” pronta ad uccidere il Granduca all’uscita dal teatro, nella sua carrozza lungo un percorso ben studiato a tavolino da due anni, tra compagni arrestati, torture e morte. Un piano mosso dall’amore, dall’ideale di rendere libera la Russia e il suo popolo.
"Siamo fratelli accomunati nella stessa impresa, la soppressione dei tiranni… la liberazione del paese. Noi uccidiamo insieme e nulla può separarci" -dirà Albert Camus attraverso le parole del capocellula, Annenkov.
Tuttavia, qualcosa accade, qualcosa non funzione e il poeta rivoluzionario Yanek non riuscirà nel primo tentativo di omicidio, qualcosa interromperà il piano omicida: ci sono dei bambini sulla scena del crimine! Nella carrozza inspiegabilmente insieme agli adulti ci sono i nipoti del Granduca. E uccidere i bambini è contro l’amore.

La tematica
Attualissimo è il testo di Camus e la sua interpretazione di regia sulla scena. Attuale il tema del dolore e della morte, e quello degli ideali di giustizia su quali si fonda la manovra terroristica. Si indaga sui temi dell’amore in senso lato e della fede, dell’onore, della liberazione dai tiranni.
Ma il popolo sa quanto lo ama chi combatte per lui? Il popolo restituisce tutto questo amore?
“Il popolo ci ama lui? Sa forse che lo amiamo? Il popolo tace. Che silenzio, che silenzio!” -scrive Albert Camus.
Quanto ci si può spingere per ottenere giustizia, ammazzare altri esseri umani è concesso? Uccidere il Granduca con sua moglie all’uscita da teatro: uccidere un uomo che solo due ore prima riposava sereno sul suo divano. E, poi, ammazzare bambini è concesso? La morte di due bambini renderà davvero liberi tutti gli altri bambini?
Il giorno che ci decideremo a dimenticare i bambini, allora sì che saremo i padroni del mondo e che la rivoluzione trionferà. Ma quel giorno -dirà Dora- la rivoluzione sarà odiata da tutta l'umanità.
E così, Annenkov, il capocellula pronuncia parole determinanti rivolgendosi al cinico Stefan: “non ti posso lasciar dire che tutto è permesso”. Poiché, uccidere i bambini – grida Camus -è contro l’amore.
Un tema importante, che ci riporta alle immagini reali delle guerre nel mondo. La rivoluzione ad ogni costo segue sempre un ideale immaginato come “giusto” e legittima la violenza. “Noi non apparteniamo a questo mondo, noi siamo dei giusti“.
La morte come purificazione dalla violenza
La violenza dell’atto rivoluzionario condurrà verso un secondo scenario, portando i terroristi verso una morte purificatrice, unica via d’uscita. Perché quello della rivoluzione – scelta non voluta, ma nella quale si sono ritrovati improvvisamente a vivere – è un un vicolo cieco e i terroristi non potranno più decidere se vivere o morire. Come sentenzierà Dora: “è più facile morire delle proprie contraddizioni che viverne”.
