di Teresa Lucianelli
Napoli. Autori, registi e interpreti di spicco per gli spettacoli nel cartellone del Ridotto del Mercadante che consolida ulteriormente l’identità di spazio destinato a spettacoli e allestimenti di ricerca e alle più giovani realtà della scena partenopea, nella sala al primo piano del teatro di piazza Municipio.
La programmazione titoli molto interessanti che andranno in scena fino a maggio 2023, dedicati alla drammaturgia contemporanea. I titoli sono già indicativi delle scelte adottate, come sottolineato dal direttore Roberto Andò. Basti ricordare Omaggio di Franco Maresco e Claudia Uzzo a Franco Scaldati, ottimo autore ma poco rappresentato, nel trentennale della sua scomparsa; poi, i vincitori Alessandro Paschitto, Noemi Francesca, Sara Guardascione, Andrea Cioffi del bando under 35, Premio Leo de Berardinis, e premio per la drammaturgia Nuove sensibilità 2.0, promossi dal Teatro Nazionale e dal Circuito Pubblico Campano. Ancora, Erri De Luca, Salvatore Rizzo, Sandro Dioniso, Antonio Tarantino, e poi le scritture di scena ispirate a Simone De Beauvoir e Katherine Mansfield. Note di rilievo per le interpretazioni di Silvia Ajelli, Filippo Luna, Giuseppe Sartori, Anna Gualdo, Anna Coppola, Francesca Cutolo, Galatea Ranzi, Melino Imparato, Giacomo Civiletti.
Continua a mietere successi di critica questa stagione incentrata sul confronto generazionale, in equilibrio fra “talenti emergenti, portatori di nuove visioni” da un lato, e dall’altro “personalità affermate che hanno battuto strade nuove del teatro”, ovvero maestri della scena.
Finora, l’interesse registrati da Omissis, spettacolo scritto e diretto da Alessandro Paschitto interpretato da Raimonda Maraviglia, Anna Gualdo, Francesco Roccasecca, Giuseppe Sartori; Il tempo di una festa con la drammaturgia e la regia di Noemi Francesca, che ne è anche interprete insieme a Marco Pedicini, dal racconto del 1964 di Simone De Beauvoir Una morte dolcissima; Gaetano cosìcomè, testo del palermitano Salvatore Rizzo interpretato da Filippo Luna su regia di Vincenzo Pirrotta. Proseguendo con Personaecore, testo e regia di Sandro Dioniso, con Roberto Azzurro, Francesca Fedeli, Tina Femiano, Antonella Romano; Pictures da I racconti di Katherine Mansfield, adattamento teatrale di Silvia Ajelli anche interprete su regia di Luca Bargagna; Medea di Antonio Tarantino con estratti di Euripide, con la regia di Liv Ferracchiati, interpretato (in o. a.) da Anna Coppola, Francesca Cutolo; In nome della madre, testo di Erri De Luca con la regia di Gianluca Barbadori interpretato da Galatea Ranzi.
Notevoli ci sensi per il recentissimo L’appartamento 2B, da un’idea di Sara Guardascione e Andrea Cioffi.
Ricordiamo che il testo è vincitore del Mario Fratti Award 2022 e del Premio Leo de Berardinis 2022. Su drammaturgia e regia di Andrea Cioffi lo hanno portato in scena al Ridotto, Cioffi con Gregorio De Paola, Sara Guardascione, Fortuna Liguori.
Nell’appartamento 2B, nel centro urbano, vive Aimo, un trentenne qualunque. Lavoro precario, appartamento in affitto, bollette insolute e un’inquietante visione tratteggiata dalle fattezze umane che assume proporzioni mostruose, intorno a lui, la presenza ossessiva delle pillole: è tutto un suggerire la strada ultima, la “soluzione non soluzione ultima”, quella del suicidio. Scenografia di Trisha Palma, costumi di Rosario Martone, il disegno luci di Andrea Savoia, musiche di Emanuele Pontoni. Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.
Dal prossimo 29 aprile e fino al 7 maggio debutta Assassina, testo del 1984 del drammaturgo palermitano Franco Scaldati scomparso nel 2013, nella messa in scena del regista Franco Maresco.
La produzione è in collaborazione con Associazione Lumpen, del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.
Si parte dalla didascalia iniziale che descrive i ruderi di un palazzo antico, confuso in un mucchio di stracci. Lì, un vecchio beve vino e scrive del tutto indisturbato. Non interagisce praticamente mai con gli altri, se non alla fine. Il suo appare quasi un antico rito, oppure “una magia prima che lo spettacolo abbia inizio, eccolo l’autore: le sue sono parole che volano nell’aria, racchiudono tutte le immagini, i personaggi e le voci; accennano alla casa che è una caverna, all’immagine che è al contempo oscura e lucente, della luna, al vino e alla lama, alla creazione e alla morte”.
“Per lunghissimo tempo, sembra che i due protagonisti, una vecchina e un omino, abbiano vissuto contemporaneamente nello stesso luogo senza mai incrociarsi”. Ed entrambi hanno abitudini simili, come la pulizia personale appena accennata, il saluto alla gallina Santina, l’orecchio tesò alla radio, ecc.. Emtrambi, ancora, conoscono la stessa canzone, hanno perfino scelto gli stessi nomi per gli animali che abitano assieme a loro. E, a volte, sono voci senza corpo quelle che parlano loro, “azzurre luci li avvolgono”.
Lo spettatore assiste alla loro quotidianità, mentre canticchiano con calma, salvo poi scoprirsi e scatenare “una lunga bellissima sfida poetica e inevitabilmente comiche che li costringe ad ammettere la convivenza, ma anche un rapporto di identità”.
Il luogo d’incontro è il letto, che rappresenta con evidenza la forza dell’intimità tra i due, tesi e condotti verso una lotta ravvicinata che li porta a colpire ed a ritrattare subito dopo e, allo stesso tempo, getta il seme del dubbio, lascia aperta l’interpretazione se effettivamente siano svegli o addormentati, se siamo adfirittura la stessa persona…
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