Marco De Cesare, da napoletano verace legato alla sua terra e ai suoi artisti, presenta i panini ispirati alle canzoni di Andrea Sannino nel menù di “Terra Mia”, gastronomia di giorno e pub di sera. Il locale che si trova al Vomero (in via Michele Kerbaker), propone tra l’altro cinque scelte “d’impronta canora”: “Andrè”, dedicato all’ultimo album del cantante (hambuger home made, stracciatella di bufala, pomodoro di Sorrento, lattuga canasta e pesto di basilico); “Terra Nostra” legato al brano musicale sul valore delle origini, ovvero la stessa tematica su cui si basa il progetto Terra Mia (tracchiulella di maiale cotta a bassa temperatura, crema di genovese, patate al forno e fonduta di Parmigiano); “Uànema”, nome del brano sulla dignità, nell’ultimo album dell’artista (hamburger di bufalo, provola di Agerola, pancetta coppata, vellutata di fagioli di Controne e scarola riccia croccante); “Abbracciame”, stesso album, sul coraggio di amare (hamburger di manzo home made, caciocavallo silano, mortadella scottata e pesto di pistacchio); “Carnale” collegato ad un altro pezzo che considera la felicità conseguenza della semplicità (hamburger di Chianina, cipolla caramellata all’Aglianico, guanciale di maialino nero casertano, patata schiacciata al rosmarino, fonduta di provola di Agerola). Ideata da Marco De Cesare, (già titolare di “Amabile” a Cercola), e di Antonio Elefante (patron “Pizzeria dell’Angelo” ai Decumani), Terra Mia di giorno è una gastronomia con piccola cucina e di sera diventa un pub. Vi si può trovare cibo da asporto e un piccolo spazio arredato con giusto qualche posto a sedere per consumare un pasto veloce e nei tempi di attesa assistere alla preparazione dei panini. Marco infatti cucina “in vetrina”, proprio all’ingresso del locale, quindi in maniera visibile a tutti; presenta la propria attività come improntata all’insegna del “ritmo delle stagioni, alternando proposte di carne, pesce e vegetariane, ricette della tradizione: pasta e patate alla genovese, preparazioni a base di verdure, braciola di cotica”.
Armando Giuseppe Mandile
