La Voce calda e profonda, Enzo Gragnianiello ha portato una ventata di calda e passionale napoletanità nella chiesa dell’Annunziata.
Sentimento e speranza, dolore e forza luce protagonisti della quotidianità che amano, sperano, lottano. Vibrazioni e sensazioni, intensità e coinvolgimento, un percorso non semplice ma sicuramente affascinante tra musica e parole, tra canzoni antiche e ritmi moderni, alla conquista del dovuto riscatto di un popolo unico.
L’Amministrazione comunale – in particolare il sindaco e i componenti dall’Assessorato agli eventi, università talmente a quelli dell’Arciconfraternita di Santa Monica, hanno creduto nel progetto musicale e sostenuto le proposte artistiche di Antonino Esposito direttore del festival.
Con questo arriva un altro successo dopo quella riscosso dal gruppo dei Solis già partner e dai musicisti esperti in appoggio a Peppe Servillo. I Solis hanno accompagnato con arrangiamenti originali la voce di Marina Bruno – conosciuta anche per l’esperienza professionale fatta con il maestro Roberto De Simone – donando al pubblico l’interpretazione di alcune tra le più intense canzoni della Canzone napoletana ed in generale campana.
Il gruppo Marco Giuliani quintet di Bari ha portato il proprio contributo proponendo un jazz nostrano.
Le canzoni di Luigi Tenco hanno vissuto nuove interpretazioni grazie alla splendida voce di Fiorenza Calogero accompagnata dal chitarrista Marcello Vitale. La Calogero ha pure ricordato la Napoli antica con la voce e il dialetto di un tempo, per un risultato di grande intensità e musicalità.
Teresa Lucianelli
