Mer. Ago 26th, 2026

Resoconto: è di scena la Commedia dell’Arte

“Resocunto”, un omaggio e un ritorno alla commedia dell’arte di e con Vittorio Passaro, stasera, sabato 25 febbraio alle 21 alla Basilica dello Spirito Santo
Questo spettacolo segna il ritorno della Commedia dell’Arte nella Basilica di via Toledo, 402.
Il teatro è di nuovo  protagonista, dunque, nella antica e suggestiva struttura, grazie allo spettacolo “Resocunto” di e con Vittorio Passaro. Si tratta dell’omaggio di un giovane artista ed allo stesso tempo di un recupero della tradizione classica di questo particolare genere.
La trama. Lo spettacolo è ambientato dopo l’unificazione dell’Italia. I guitti di una compagnia teatrale si ritrovano a dover recitare in strada con i pochi elementi a loro disposizione, come commedianti dell’arte. La loro intenzione è quella di raccontare e comunicare al pubblico una verità che sta loro a cuore.
Per farlo, decidono di mettere in scena “Pascariello surdato cungedato”, del celebre commediografo Antonio Petito. Il travestimento, in effetti rimane un escamotage appropriato ed efficace per denunciare ingiustizie e malaffare e tale è stato per secoli. Il gancio per parlare di situazioni vecchie e nuove, per denunciare e farlo col sorriso sulle labbra, spesso riuscendo così ad evitare anche conseguenze, problemi giudiziari per calunnia, ecc
Questa in particolare, pur costituendo un classico, rimane coinvolgente e godibile, ricca di lazzi e frizzi, canzoni e innesti di matrice petitiana di sicura presa.
È una precisa denuncia, tuttora attuale per l’interesse che continua a suscitare alla luce della storia riscritta di un Sud invaso e martoriato, all’Unità d’Italia e ai suoi aspetti negativi. Tanti. Troppi.
Una maniera per ricordare e far riflettere con  con allegria, tra una risata e l’altra, l’impossibilità di oggi di comunicare da parte degli attori, degli autori e dei registi, che oggi come secoli fa, non vengono messi nella possibilità di fare il loro mestiere come sarebbe giusto che facessero e come vorrebbero.
Lo spettacolo di Passaro, anche autore dell’adattamento, ufficialmente non avrebbe eccezionali pretese, ufficialmente “vuole solo far ridere alla maniera dei commedianti dell’arte”.
In scena, oltre allo stesso Vittorio Passaro, Laura Pagliara, Aurelio De Matteis, Simona Pipolo, Marco Serra.
I costumi sono di Federica Amato.
La ricerca storica è a cura di Ciro D’Agostino.
“Cuore dello spettacolo è “Pascariello surdato cungedato” di Antonio Petito, all’interno del quale vi sono innesti di opere del medesimo autore riadattati e contestualizzati. Da cornice una storia semplice, ma che prova ad essere specchio della vita dei commedianti dell’arte che, paradossalmente, a distanza di secoli, è tornata ad essere la vita dell’attore, dell’autore e del regista di oggi… ” – spiega Vittorio Passaro.
“Mi sono spesso cimentato, come attore, in opere di Petito o di Scarpetta e i miei studi da autodidatta, con il maestro Michele Danubio, partono proprio da qui, dalla commedia dell’arte – continua il regista  – Mi ha trasmesso tutte le sue conoscenze, come gli artigiani di un tempo, perché di questo parliamo… No?! Di un’arte, di un mestiere”.
“Una commedia che non parla solo alle persone di teatro, ma che riguarda tutta la situazione italiana di oggi, attraverso un gioco di paradossi che ci riporta fino all’Unità d’Italia – precisa – Abbiamo voluto creare uno spettacolo alla maniera dei commedianti dell’arte: comico, divertente, ma che provi a rispecchiare la vita di oggi e fare il resoconto della situazione italiana, tramite una storia, un racconto”.
Nu cunto, per dirla alla partenopea.

Teresa Lucianelli

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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