GROSSETO – È in stato di fermo il comandante della Concordia, della Costa Crociere, Francesco Schettino, originario di Meta di Sorrento, con l’accusa di omicidio colposo, naufragio e abbandono della nave. “Si è avvicinato molto maldestramente al Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare ed imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti” ha dichiarato il procuratore di Grosseto Francesco Verusio, aggiungendo che è stato proprio il comandante ad ordinare quella rotta. Certamente non basta la giustificazione addotta in un primo momento da Schettino, ossia che quello scoglio non era segnato sulle carte e che comunque quella rotta era ormai una consuetudine. Consuetudine pericolosa evidentemente. Lo conferma anche il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli: la rotta delle navi che da Civitavecchia risalgono verso la Liguria, come la Costa Concordia, è a circa 2-3 miglia dall’isola. Accade anche che “molte navi passano dal Giglio a salutare con un fischio di sirena gli abitanti. Ma questa volta è andata male”. Naturalmente la nave è stata posta sotto sequestro e in queste ore si sta provvedendo all’esame della scatola nera per capire le dinamiche dell’incidente. Quello che è certo è che l’incidente è avvenuto intorno alle 21.40 mentre i passeggeri erano a cena, ma solo dopo un’ora è suonata la sirena. E sono molte le testimonianze dei superstiti che denunciano la mancata assistenza e preparazione del personale di bordo oltre alla difficoltà di raggiungere giubbotti e scialuppe di salvataggio: “Abbiamo preso da soli i giubbotti salvagente rompendo le vetrine nei corridoi e siccome erano pochi ce li rubavamo tra noi”, racconta Antonietta Simboli. E ancora un’altra testimonianza: “Eravamo nel caos più totale, nessuno anche tra l’equipaggio sapeva darci indicazioni precise. Appena la nave ha cominciato ad inclinarsi, e tutti siamo stati sbattuti da una parte all’altra, cadendo e ferendoci, abbiamo deciso di andare fuori, a cercare le scialuppe di salvataggio”.
Claudia Minetti