“Sulle tracce di Goethe” all’Archivio Storico: con le cronache enogastronomiche: riuscito evento inaugurale del ciclo in sei appuntamenti mensili
di Teresa Lucianelli
Napoli. Un viaggio da ricordare con piacere, attraverso i sapori e le storie che affascinarono i grandi intellettuali e gli aristocratici europei di un tempo, viaggiatori illustri in Campania, la loro scoperta delle bellezze naturali, paesaggistiche, delle straordinarie produzioni vinicole e della cucina territoriale.
Primo appuntamento legato al progetto “Archivio Storico: cronache enogastronomiche del Grand Tour” che adesso diventa operativo: “Sulle tracce di Goethe: l’elogio della natura e del vino campano”. Un’immersione nella cultura borbonica e nelle eccellenze enogastronomiche partenopee, con particolare attenzione al Vesuvio, ai Campi Flegrei, alla Costiera Amalfitana e all’importante ruolo rivestito dalla Campania nell’ambito del Grand Tour, con particolare riferimento a Napoli e al Regno delle Due Sicilie quali tappe irrinunciabili per gli aristocratici europei, attratti e rapiti dalla ricchezza artistica, dall’archeologa, dalla storia ultramillenaria e dalle incantevoli caratteristiche elargite a piene mani da madre natura.
Protagonista la viticoltura borbonica, favorita dalla vocazione enologica di una terra generosa resa ancora più fertile dall’origine vulcanica, con degustazione di Falanghina dei Campi Flegrei, vitigno che ha rivestito specifico interesse nel Grand Tour. Infatti, i viaggiatori furono conquistati dal gusto inconfondibile di questi vini, dalla ricchezza e dalla preziosa mineralità.
Luca Iannuzzi, proprietario dell’Archivio Storico, squisito padrone di casa e appassionato della cultura borbonica, ha accolto i selezionati ospiti, conducendoli in un viaggio all’indietro nel quale si è soffermato su interessanti dettagli e aneddoti a corredo di un’esperienza coinvolgente. “Questo progetto è un sogno che si realizza.” – ha esternato con la semplicità e quella motivata soddisfazione di chi parla a degli amici di sempre o vuole condividere con persone che si mostrano interessare all’argomento,
non soltanto delle informazioni e delle considerazioni, ma un’autentica gioia.
“Desideriamo far rivivere non solo i sapori ed anche lo spirito di scoperta e meraviglia che animava i viaggiatori del Grand Tour, con un’attenzione particolare alla magnificenza della corte borbonica e al suo impatto culturale e gastronomico sulla nostra terra.” – ha spiegato con entusiasmo.
Immancabili i riferimenti alla cultura borbonica, alle influenze sull’arte e sull’architettura, provenienti dalle varie realtà italiane dell’epoca, da quelle spagnole e francesi, immortalate nelle loro opere dagli illustri viaggiatori, quali Goethe, Byron, ecc.., testimonianze di una Campania pienamente e magnificamente felix.
Ispirato ovviamente al Grand Tour il menu della serata, firmato dallo chef Emanuele Esposito che ha reinterpretato “felicemente” la tradizione, a partire dal “Mare a Corte”, bruschetta dai sapori mediterranei del Sud Italia, con alici, pomodoro, capperi e un tocco esotico di uva sultanina. Poi, la “Mescafrancesca” di pasta con totani, patate e olive nere caiazzane. Di seguito, “La patata del Grand Tour”, cotta sotto la cenere, con hummus di ceci e salsa chimichurri. Per dessert, la “Nera di Capri”, torta caprese al cioccolato con gelato fondente, ossequioso omaggio alla pasticceria regionale della Campania.
Mixology con il bar tender gourmet Mirko Lamagna che ha presentato il suo cocktail Brigante, miscela audace molto apprezzata dai presenti, a base di gin, mezcal, olio d’oliva, lampone e cacao, a simboleggiare lo spirito originale e spiccatamente avventuroso del Grand Tour, mirati anche ai piaceri terreni, nella scoperta e conoscenza complessiva del territorio. A presentarlo con ottima competenza specifica è stato il bar tender resident Antonio La Pietra.
La serata ha ricordato come la cultura borbonica, con il suo mix di influenze italiane, spagnole e francesi, abbia lasciato un’impronta indelebile nell’arte e nell’architettura, e come gli stessi viaggiatori, da Goethe a Byron, abbiano immortalato queste esperienze nelle loro opere.
Tema del prossimo evento in calendario il 18 dicembre, che non mancherà di attrarre un pubblico di qualità, in considerazione della qualità e della particolarità dell’offerta: “La festa del Regno: i banchetti natalizi alla Reggia”.





