di Teresa Lucianelli
“Quando Giovanni Paolo II portò il mondo a Scampia – Storia dell’incontro tra un santo e la periferia”: titolo esaustivo quello del libro scritto dal giornalista Massimo Iaquinangelo insieme al parroco e decano don Alessandro Gargiulo, in ricordo della storico visita di Giovanni Paolo II a Scampia, il primo grande momento pubblico di incontro tra un Papa e la periferia napoletana, un’occasione di riscatto e di svolta nel percorso di rinascita del quartiere “a rischio” dove il Santo Pontefice giunse durante una lunghissima visita pastorale in Campania nel novembre del 1990.
Quell’evento ha unito fede, speranza e riscatto in un territorio troppo spesso associato alle sue difficoltà, di cui si dimentica purtroppo frequentemente il capitale umano e operoso.
La presentazione del volume pubblicato da Rogiosi Editore, è in calendario lunedì prossimo, alle ore 18.30, nella parrocchia Maria Santissima del Buon Rimedio.
Interverranno alla presentazione: mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana; Michele di Bari, prefetto di Napoli; gli autori e, per Rogiosi Editore, Rosario Bianco.
A condurre e moderare sarà il vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Domenico Falco.
“Un racconto che vuole riportare alla memoria collettiva un evento che ha simbolicamente rappresentato la speranza di un quartiere spesso descritto solo in chiave negativa ed il ruolo fondamentale della Chiesa” – anticipano gli autori.
Il volume è frutto di accurate ricerche, analisi di documenti negli archivi giornalistici, interviste a protagonisti e testimoni di un evento d’importanza storica, oltre che sociale ed umana.
Massimo Iaquinangelo e don Alessandro Gargiulo ricostruiscono in maniera descrittiva uno dei momenti più significativi e massimamente importante della storia di Scampia, la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1990.
Il libro vuole essere un viaggio fecondo di conoscenza e approfondimento attraverso il quale potere rammentare il senso più vero e profondo di un incontro indimenticabile tra colui che sarebbe poi stato riconosciuto Santo e un quartiere difficile ma fertile di proponimenti e buoni fermenti.
