Mer. Ago 26th, 2026

Coldiretti: una mozzarella su tre viene degustata all’Estero

Una su tre viene degustata all’Estero: parliamo della mozzarella di bufala campana dop, particolarmente apprezzata oltre confine.

Ne cresce infatti nelle altre nazioni il gradimento: nel 2016 il maggior incremento della produzione, con un balzo del 7,2% per un totale di 44,3 milioni di chili. Questi i dati salienti dell’analisi condotta dalla Coldiretti. I risultati sono stati comunicati nel corso della presentazione di “Sua Eccellenza” il libro sulla mozzarella di bufala campana di Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura della Camera nella XVI legislatura e, in ambito agricolo, primo firmatario di numerose proposte di legge.

Alla presentazione hanno partecipato: Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali; Pier Maria Saccani, direttore Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop; Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti. Un successo reso possibile grazie al lavoro di circa 1400 allevamenti sono impegnati quotidianamente a produrre latte nel rispetto delle regole della “mozzarella di bufala campana dop”, primo formaggio dop del Sud, con un valore al consumo di circa 700 milioni di euro, frutto anche del prestigio conquistato in terra straniera “dove sono diretti circa 13 milioni di chili all’anno”, come evidenziato da Coldiretti che punta l’indice contro i prodotti non originali: “Con le esportazioni crescono le falsificazioni in tutti i continenti dal Sud America all’Australia ed anche nell’Unione Europea”.

“Il 30% della produzione di mozzarella di bufala Campana Dop finisce all’Estero, principalmente in Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, dove le possibilità di mercato potrebbero moltiplicarsi con una decisa azione di tutela della denominazione dai prodotti di imitazione” – afferma il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo che avverte: “occorre difendere una filiera che fattura oltre 300 milioni e coinvolge 15mila persone, di cui il 34% composto da giovani e con oltre un addetto su tre, donna”.

Preoccupato anche Paolo Russo: “La situazione potrebbe aggravarsi con il via libera dell’accordo CETA di libero scambio, che consentirà al Canada di produrla ed esportarla negli Stati Uniti che sono il maggior mercato fuori dall’Europa”.

“Tocca al legislatore garantire, attraverso un’assoluta tracciabilità, l’utile d’impresa agli allevatori della mozzarella di bufala campana dop, senza i quali si perderebbe irreparabilmente la specificità di un prodotto che potrebbe essere realizzato, domani, indifferentemente a Toronto, a Pechino o a Bangkok”, afferma Paolo Russo e precisa che “Sua eccellenza”, è un viaggio “nella storia di un Paese che ha fatto dell’agricoltura di qualità il suo fiore all’occhiell”.

“Un percorso che fotografa il lavoro degli allevatori nelle stalle e quello dei trasformatori, che rende conto dell’abnegazione di quanti operano negli organismi preposti alla tutela, dal Consorzio alla politica, alle forze dell’ordine – continua – C’è la storia di un prodotto che ha sconfitto camorre e malattie, diossine ed emergenza rifiuti”.

“La mozzarella di bufala campana Dop è un valore che sa trasformarsi in lavoro, in impresa orgogliosa ed appassionata, evidenziando, come fa Paolo Russo, riferimenti storici, economici, normativi e raccogliere casi concreti di frode. In particolare su quest’ultimo fronte è necessario porre la massima attenzione – dichiara il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina – Un prodotto così rinomato è ancora più a rischio di contraffazione, proprio perché di interesse per il mercato mondiale”.

“Stiamo lavorando alle modifiche del disciplinare per renderlo piu’ rigoroso e attento ai consumatori – annuncia il direttore del Consorzio di Tutela Pier Maria Saccani – nuova tipologia di prodotto destinata ai canale HORECA e nelle aziende solo latte dop”.

Teresa Lucianelli

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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