Oms: “Europa, epicentro pandemia”. In Uruguay confermati 4 casi provenienti da Milano. Usa, Donald Trump dichiara lo stato d’emergenza nazionale : “Piano da 50 miliardi e acquisto di petrolio per aumentare riserve”. 1.900 casi e 41 morti. La Camera dei rappresentanti approva un pacchetto di aiuti. Su Wall Street. Allarme Australia, test iniziano a scarseggiare. Bolsonaro smentisce: “Sono negativo”. In Cina, 11 nuovi casi: venerdì altri 13 morti nell’Hubei, 3.189 decessi in totale. Apple chiude fino al 27 marzo i negozi fuori dalla Cina
Per OMS, Europa nuovo epicentro della pandemia.
Massima flessibilità nell’applicazione del Patto di Stabilità e per aiuti di Stato: ok all’Italia della presidente Commissione Ue Von der Leyen
“Pronti a fare di più”: Bce cerca di recuperare l’incidente di percorso della presidente Lagarde
31 tonnellate di materiali e macchinari sanitari dalla Cina all’Italia sul cargo della Croce Rossa
9 specialisti in delegazione allo Spallanzani di Roma
Calo dei contagi in Cina: guarigioni all’81%, 11 nuovi casi soltanto, meglio anche nella Corea del Sud dove si registrano solo 107 nuovi contagi.
Apple chiude fino al 27 marzo tutti i negozi fuori dal territorio cinese
L’Italia riceve il sostegno di Macron, presidente francese e premier italiano a colloquio, d’intesa per una reazione forte, univoca ed efficace dell’Ue per l’emergenza sanitaria ed ceconomica
L’annuncio del Ministero della Salute uruguaiano: 4 contagiati, due a Montevideo e altri due a Salto, provengono tutti da Milano, giunti in URUGUAY tra il 3 e il 6 marzo.
I quattro pazienti si troverebbero “in condizioni stabili e in isolamento domiciliare” seco di quanto sostiene il Ministero in una nota scritta in cui si precisa pure che “si stanno facendo tutti i controlli necessari” per risalire agli spostamenti compiuti dai soggetti infettati, al fine di individuare dove abbiamo potuto spargere il contagio e cercate di arginare il rischi di una vasta epidemia.
L’Uruguay è l’ultimo paese sudamericano ad annunciare la presenza di individui colpiti dal Covid-19 e soprattutto a riconoscere il problema, giacché già da giorni circolavano voci insistenti. La conferma è giunta nel pomeriggio di ieri dal ministero della Salute che con un tweet ha comunicato una notizia particolarmente attesa in quanto reputata pressoché certa e quindi vada più parti prevista.
Per il novello governo uruguaiano di Luis Lacalle questo è un problema davvero serio. A un paio di settimane dall’insediamento si trova infatti ad affrontare e tamponare, laddove irrisolvibili allo stato attuale della situazione molte problematiche di notevole peso, e tra esse: emergenza per siccità soprattutto in alcuni dipartimenti, svalutazione della moneta nei confronti del dollaro, instabilità internazionale.
L’annuncio da parte delle autorità sul temuto virus è giunto durante una giornata molto intensa iniziata con l’intervento del governo che ha impedito lo sbarco a Punta del Este di una nave da crociera con oltre 2mila passeggeri. Precedentemente erano state messe in campo le prime misure di prevenzione a porte chiuse, per. l’annullamento del Montevideo Rock, festival organizzato dalla Intendencia capitolina, e per alcuni eventi sportivi. Dopo la diffusione della notizia si è svolta una riunione del Sistema Nacional de Emergencias con i 19 dipartimenti del paese. Vi hanno partecipato tutti i ministri. Sarebbero imminenti da parte dell’esecutivo, nuove misure di prevenzione.
La pandemia globale che sta mettendo in quarantena l’Italia ha ormai raggiunto la gran parte del pianeta.
USA. Trump ha comunicato che si procederà in un mese a effettuare 5 milioni di tamponi e “probabilmente” anche lui farà il test “molto presto” come già sollecitato da più parti. Il presidente americano ha pure annunciato ulteriori restrizioni per viaggi verso altri Paesi, compreso il Regno Unito. Fermo alle visite nelle case di riposo, tranne che non si tratti di persone in fin di vita.
Conferenza stampa alla Casa Bianca, convocata per proclamare lo stato d’emergenza nazionale per contrastare il diffondersi dei contagi da coronavirus. In essa Trump ha comunicato il maxi stanziamento: un piano da almeno 50 miliardi di dollari per supportare gli Stati americani maggiormente colpiti. 48 Stati Usa su 50, più il District of Columbia dove si trova la capitale federale Washington, presentano casi di contagio. Inevitabili ripercussioni sulla campagna elettorale, con la Louisiana che è diventata il primo Stato a decidere in merito allo spostamento della data delle sue primarie in programma il 4 aprile prossimo. Attualmente, negli States i casi hanno sforato i duemila. Si parla di 2.033 e anche più, con 47 de essi, a detta delle autorità federali e statali. Ha parlato di “otto settimane critiche”, assicurando “massima flessibilità nella lotta al virus”, “piani di emergenza ospedalieri”, “mezzo milioni di test aggiuntivi all’inizio della settimana entrante”, che dovrebbe comportare 1,4 milioni di test la prossima settimana e 5 milioni in un mese. “Il nostro massimo obiettivo è fermare la diffusione del virus” ha spiegato il presidente USA, e ha evidenziato che Google sta sviluppando un sito per stabilire quali sono fabbisogno e disponibilità riguardo al test. Annunciato pure un sistema di tele-diagnosi e test “drive-in”, ovvero in automobile, per stabilire l’è entrale positività al Corinavirus: bisognerà descrivere i propri sintomi su un sito internet e di rimando sarà consigliato o meno se sottoporsi al test. I tamponi saranno effettuati nei parcheggi di grandi centri commerciali senza che si debba scendere dall’auto. I test saranno riservatiai sintomatici.
Varate la sospensione del pagamento degli interessi sui prestiti degli studenti americani.
All’annuncio di voler acquistare petrolio per aumentare il livello delle riserve strategiche degli Stati Uniti, le quotazioni dell’oro nero, sono salite del 7,49% a 33,59 dollari al barile è così Trump ha conquistato Wall Street.
A Washington riflettori puntati sul caso Bolsonaro e del suo portavoce Fabio Wajngarten, positivo ai test. Entrambi nel weekend scorso erano a Mar-a-Lago, residenza di Donald Trump a West Palm Beach, in Florida, eppure sia il tycoon che il vicepresidente Mike Pence hanno rifiutato di sottoporsi al tampone, nonostante le pubbliche immagini in cui appaiono vicini a Wajngarten. Trump ha spiegato: “non ho alcun sintomo” ma “probabilmente” farà “molto presto” il test per il coronavirus.
In parte dell’AUSTRALIA, sono terminati gli stock di kit per effettuare il test del nuovo coronavirus sono terminati e nel resto del Paese incominciano a scarseggiare. L’allarme è stato lanciato dal Chief Medical Officer: il dottor Brendan Murphy ha scritto una lettera aperta sul sito del Royal Australian College of General Practitioners agli operatori sanitari, rilanciata da diversi media internazionali.
“Sfortunatamente, l’estrema pressione sugli stock dei nostri dispositivi di protezione continua e la situazione che riguarda i kit per i test, reagenti e tamponi si sta rapidamente aggravando, con i kit che non sono più disponibili in alcune regioni del Paese”. Il medico ha quindi chiesto all’intero staff medico nazionale di eseguire test unicamente sui pazienti che presentino determinati sintomi e condizioni, quali essere stati a contatto con un caso confermato nei 14 giorni precedenti l’apparizione dei sintomi della malattia e solo se i sintomi sono febbre o grave infezione alle vie respiratorie anche in assenza di elevazione della temperatura corporea. Secondo i dati OMS, l’Australia avrebbe 189 casi confermati di Covid-19, secondo l’Oms, ma gli esperti si aspettano che il numero cresca inevitabilmente.
CINA. Negli aggiornamenti forniti della Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese, si evince a Wuhan il livello più basso da quando è incominciata la raccolta dei dati nello scorso mese di gennaio. Sono soltanto 4 i casi di infezioni registrati attualmente nel capoluogo della provincia dell’Hubei, primo focolaio dal quale è partita purtroppo la pandemia che sta dilagando per l’intero pianeta. Altro dato che merita considerazione: per la prima volta i casi importati di infezione hanno superato quelli locali, ovvero sugli 11 complessivi ultimi, oltre ai 4 di Wuhan, gli altri 7 sono “contagi di ritorno”: 4 a Shanghai, 2 nel Gansu e 1 a Pechino.
Registrati dalla Commissione sanitaria nazionale 13 decessi tutti nell’Hubei, la provincia di nascita del fenomeno epidemico, 17 nuovi casi sospetti. Il totale delle infezioni rimane a quota 80.824, comprensivo di 12.094 pazienti ancora sotto trattamento medico, 65.541 guariti e 3.189 decessi. salita all’81% a percentuale di guarigione. Sono 1.430 le persone dimesse dagli ospedali e calano i pazienti in condizioni critiche a 3.610, di 410 unità.
Teresa Lucianelli
