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Fondazione Valenzi: Giorno della Memoria, dieci anni di “Memoriæ” – Intervista a Gino Canetti

La Fondazione Valenzi è arrivata alla decima edizione del progetto ” Memoriae , quest’anno qual’è il programma ?

La F. V. si è sempre battuta perché rimanesse vivo il ricordo di questa immensa tragedia , sempre in prima fila , con grande impegno e abnegazione , contro ogni forma di razzismo e discriminazioni , coinvolgendo la scuola , le istituzioni e la gente comune , quella delle testimonianze , quella dei sopravvissuti . La F.V. celebrerà il giorno della Memoria con la consegna delle Stelle di David ai testimoni e vittime dell’antisemitismo e con la premiazione dei vincitori del concorso per le scuole “io non dimentico ” Lunedì 28 gennaio 2019 dalle 9,30 si svolgerà la X edizione di ” Memoriae “al teatro Trianon Viviani a Napoli . Quest’anno poi si ricorda sia la nascita del fù Sindaco Maurizio Valenzi , e i dieci anni di vita della Fondazione .Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto destinare come riconoscimento alla manifestazione una medaglia d’oro .

La macchina infernale che fu la Germania della seconda guerra mondiale come è ricordata nella celebrazione del “giorno della memoria”.

Nel 2018 fu proiettato un filmato sull’uccisione di un marinaio Andrea Mansi sullo scalone dell’università Federico II , il 12 settembre 1943 che diede inizio alle quattro giornate di Napoli . Quella macchina così potente che era la Wehrmacht , le forze armate tedesche , si piegò all’ insurrezione popolare che liberò la città . Quella potenza militare appoggiata dal partito nazista che gestiva la radicalizzazione , e il potere tirannico che la contraddistingueva fu sconfitta . Ecco un modo per ricordare , riconquistare la libertà .

Qualche anno fa invece fu posto al centro della Piazza del Plebiscito uno dei vagoni ferroviari che servirono per la deportazione .

Si fu uno dei momenti più toccanti , quel carro , solo , a trasmettere la storia a rappresentare ciò che era successo , lasciava trasparire tutta la solitudine in cui si trovarono immersi coloro che ci salirono . Vorrei ricordare che il trasporto delle vittime destinate ai campi di concentramento , era affidata ai funzionari civili , alla burocrazia ministeriale , all’amministrazione economica , mediante espropriazioni e il lavoro forzato nei lager ; dunque non fu solo la potenza militare , ma anche quella civile , ad essere complice dello sterminio di milioni di persone .

Le nuove generazioni sentono questa tragedia come qualcosa che gli appartiene nonostante sia negli anni così lontana ?

Noi facciamo di tutto per ricordarglielo , come detto anche prima abbiamo istituito un concorso per le scuole che sono sempre coinvolte , ogni anno . Perché ci sia sempre il ricordo di ciò che successe bisogna tramandare ai ragazzi ai giovani le nostre conoscenze la nostra storia , perché è da li che veniamo . A questo proposito ricorderei una strada che qualche anno fa fu intitolata grazie alla Fondazione a Luciana Pacifici una piccola deportata morta durante il viaggio che la portava ad Auschwitz, togliendo a quella strada il nome di un giurista fascista Presidente del Tribunale della razza Gaetano Azzariti . Perché un nome nella storia può entrarci anche attraverso una via . Molto dipende da come presentiamo ai giovani quelle vicende . Memoriae è impostato sulla attualizzazione del tema , infatti un riconoscimento nella cerimonia viene dato a chi si è contraddistinto nell’impegno civile ( ad esempio il soccorso ai migranti ) e un altro ad una vittima delle mafie . Per concludere credo che le nuove generazioni , i nostri giovani , siano cosi intelligenti da poter capire e apprendere il messaggio ; siamo noi che con i nostri corsi e decorsi dobbiamo essere i modelli che istigano per il bene , e non sempre è cosi semplice come sembra .

Antonio Cangiano

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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