Mer. Ago 26th, 2026

Contro la migrazione sanitaria appello degli obesi a De Luca

Triste primato per per Campania dove la situazione Obesità è molto più allarmante che altrove. È in casa nostra la più alta percentuale di obesi: 500mila, il 18% contro il 10% della media nazionale; impatto sul sistema di ben 900 milioni di euro; mentre il tasso di sovrappeso della popolazione sfiora il 50%, soprattutto tra i giovani.
I dati della SICOB, Società Italiana di Chirurgia Bariatrica, parlano per l’Italia di quasi il 40% della popolazione in sovrappeso e più del 10% ovvero 6 milioni di persone, è obesa. In aumento gli interventi di chirurgia dell’obesità sul territorio nazionale: oltre 11 mila nel 2015 contro gli 8000 del 2014.
Il rischio di morte per le comorbilità legate a questa patologia, destano grande preoccupazione. Eppure la Campania è la culla della salutare Dieta Mediterranea, uno stile di vita campione di salute, tra i vari regimi alimentari rappresenta il migliore.
Per tutti ma non per noi che mangiamo male ed abbiamo una condotta di vita spesso pessima.
Gli studi in materia dimostrano che i principali rischi sono legati alle malattie cardiovascolari, che aumentano di oltre il 50% la mortalità, mentre il diabete determina il 40% di possibilità di decesso. L’obesità grave purtroppo incide in maniera determinante oltre che estremamente pesante sulla qualità di vita delle persone che colpisce e riduce di circa 15 anni le aspettative di vita. Poi ci sono le artropatie e i problemi della colonna vertebrale. In aumento pure i tumori a carico di vari organi. Considerevole è la ripercussione in termini economici: i costi sanitari diretti per il paziente obeso aumentano di oltre il 50% rispetto a quelli sostenuti per un paziente normopeso. Secondo i dati del Ministero della Salute sulle strategie di intervento 2016-2019, più di 300 euro l’anno per persona, quelli indiretti, con un aumento del costo pro-capite dell’8% per ogni punto di indice di massa corporea.
La regione Campania sopporta per la voce “obesità” una spesa di circa 900 milioni di euro.
Problematiche alla ricerca di soluzioni efficaci. Se ne è parlato nel dibattito “Reti per la gestione del paziente obeso alla luce della nuova governance sanitaria in Regione Campani””, che si è svolto al Royal Continental.
Giorgio Garofalo, presidente ONS – Obesità, Nutrizione e Salute – con oltre 3mila pazienti, nata un anno – ha presentato una lettera aperta al Governatore De Luca nella quale l’Associazione chiede di migliorare i percorsi diagnostico terapeutici dedicati al paziente obeso, confermando la volontà di non andare fuori Regione e di voler essere curati nei centri di eccellenza del territorio, bensì ribadendo la fiducia nel governatore, nel Sistema Sanitario campano con le sue strutture e nella professionalità dei suoi medici.
Hanno preso parte all’incontro:,Antonella Guida, dirigente Staff tecnico operativo della Direzione Generale Tutela Salute, Regione Campania; Paolo Cortesi, docente Università degli Studi di Milano, Bicocca; Giovanni Porcelli, amministratore delegato della So.Re.Sa SPA.; Luigi Piazza, presidente SICOB e Giorgio Garofalo, presidente Associazione ONS, Obesità Nutrizione e Salute.
Secondo la comunità scientifica, la chirurgia bariatrica è la soluzione più efficace: permette un calo di peso significativo, con ripercussioni positive sulle comorbilità e sui costi sociali.
Un’analisi del Centro di Studio e Ricerca sulla Sanità Pubblica (CESP) dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, lo conferma, dimostrando che il rapporto di costo-efficacia della chirurgia bariatrica in Italia è molto più vantaggioso rispetto ad un approccio non chirurgico, nel periodo medio e nel lungo.
130 sono i centri riconosciuti in Italia. Di questi, una decina si trova in Campania. SICOB indica come centri di riferimento:
su Napoli, San Giovanni Bosco; A.O.U. Università Degli Studi Di Napoli “Federico II”, Dipartimento Di Medicina Clinica e Chirurgia; A. Cardarelli – Uosd Chirurgia Bariatrica e Metabolica; Azienda Policlinico Universitario Sun; Seconda Università di Napoli; Villa Betania.
Poi: Presidio Ospedaliero Pineta Grande di Castelvolturno, Università degli studi di Salerno A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona Ospedale G. Fucito- Salerno,
Con la chirurgia bariatrica, secondo questo studio, si può ottenere un guadagno per paziente di oltre tre anni di vita vissuta in condizioni di salute ottimali e una riduzione della spesa per paziente di 8.649 euro.
Continua è la migrazione sanitaria in Campania.
Su 1.684 pazienti operati nel 2016 il 20% ha scelto di recarsi fuori regione.
“Occorre individuare i centri di eccellenza, investire su di loro e potenziarli. Questo però compete esclusivamente alla politica – afferma Piazza – Siamo certi, infatti, che l’implementazione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale, PDTA, finalizzato alla valorizzazione di centri di eccellenza, consentirebbe, entro un anno, di dimezzare la migrazione sanitaria”.
“Lanciamo un appello per interrompere il turismo sanitario non giustificato, in una Regione come la Campania che offre un sistema più che adeguato per la ricezione e la cura dei pazienti, grazie alle sue strutture di eccellenza e ai validi professionisti presenti – spiega Luigi Piazza, presidente SICOB – Il problema oggi è costituito dalle liste di attesa troppo lunghe, che inducono i pazienti ad andare fuori Regione. Nonostante ciò, nel 2016, i centri di chirurgia bariatrica campani hanno effettuato oltre mille interventi ed un follow-up di pazienti operati pari a circa 4mila”.
“Un paziente obeso necessita di una rete assistenziale con un approccio multidisciplinare che lo prenda in carico, lo accompagni e lo guidi nel suo percorso di cura fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’intervento chirurgico – sostiene Giorgio Garofalo, presidente ONS – Per potersi sottoporre all’intervento, occorre seguire un iter di dieta e psicoterapia, al fine di raggiungere il calo ponderale necessario. Si tratta di un percorso lungo, difficile e pieno di ostacoli. La nostra associazione crea gruppi di ascolto e di supporto, ma anche in questa fase sarebbe importante la presenza delle istituzioni perché al momento l’obesità non è ancora riconosciuta come malattia”.
Incredibile ma vero.

Teresa Lucianelli

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

Related Post