Mer. Ago 26th, 2026

“Le Mokò” il panino che sarebbe piaciuto a Totò

Tra le molteplici iniziative realizzate in città e provincia a Napoli per il cinquantenario della scomparsa di Antonio de Curtis,  principe della risata, un’idea gastronomica arriva da Pomigliano D’Arco. A proporla sono Mauro De Luca, con i figli Giuseppe e Marco che hanno appena ideato ed inserito nella carta delle loro hamburgherie “Sciuè il Panino Vesuviano” un panino chiamato  “Totò Le Mokò”, dal noto  film al centro di un’iniziativa che sostiene  il progetto “50 anni senza Totò” ideato e promosso dalla Fondazione San Gennaro per il recupero di due piazze del rione Sanità. A Largo Vita e Piazzetta San Severo verranno installate opere d’arte dedicate all’artista in ossequio al motto “L’Arte genera l’Arte”. Parte dei guadagni derivanti dalla vendita dei panini, contribuirà a sostenere questi lavori.
Mauro ed i suoi figli  si sono ispirati a Napoli ed Algeri, dove è ambientato il film.  Perciò hanno creato una combinazione di sapori tipici dei due luoghi mediterranei attuando una precisa selezione per celebrare in modo appropriato questo anno dedicato a Totò, al quale tra l’altro  è stata pure conferita alla memoria la laurea ad honorem in Discipline dello Spettacolo, dall’Ateneo napoletano  Federico II.
“Ci piace pensare che Totò si sarebbe ‘consolato’ con questo panino, e avrebbe pure chiesto il bis, lui che spesso nei film raccontava in modo divertente la fame vissuta personalmente oltre che da tutti gli italiani dopo la seconda guerra mondiale, riuscendo a rendere l’argomento divertente” –  dichiarano . “Si dice che l’appetito vien mangiando, in realtà viene a star digiuni”: la battuta famosa pronunciata dal nostro nel film Totò al Giro d’Italia è stata spunto di confronto e riflessione durante l’anteprima organizzata nel locale di Pomigliano d’Arco.
Il ripieno è a base di salsiccia di cui ricordiamo l’insistente richiesta in Totò Sceicco, che rappresenta il simbolo del cibo desiderato da popolo e tradizionale,  raffigurato nei suoi film. Sciuè, perciò farcisce questo panino con una salsiccia di maiale nero casertano, cipolla grigliata di Alife, caciocavallo di bufala, olio extravergine di oliva dalle colline di Salerno, e la straniera salsa harissa a base di peperone tipica di Algeri, dove è ambientato prevalentemente  il film.
Nella presentazione coordinata dalla giornalista Marina Alaimo, è stato pure precisato che nel periodo  estivo la salsa verrà preparata con la papaccella napoletana della zona di Pomigliano d’Arco. e che gli ingredienti adoperati, nel rispetto delle produzioni enogastronomiche autoctone sono forniti da agricoltori di piccole realtà della Campania.

Armando Giuseppe Mandile

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

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