
Quinto nel mondo per numero di navi da crociera: nel 2016 i pax di traghetti sono stati 1,27 milioni, in arrivo soprattutto da Baleari, Italia e Nord Africa
Le Autostrade del Mare prendono l’avvio sull’onda delle politiche comunitarie e nazionali volte a contrastare l’uso intensivo del camion quale vettore principale per lo spostamento delle merci, ma anche quale orizzonte strategico per il potenziamento di soluzioni di trasporto con un minor impatto ambientale e sociale rispetto al tutto-strada. Altri motivi che inducono i governi a un impegno diretto in questo ambito, la necessità di promuovere la sostenibilità generale dei trasporti per aumentarne l’efficienza e migliorare le connessioni tra le regioni, il rilancio delle zone periferiche, il rafforzamento e la coesione tra le aree economiche e geografiche della Comunità europea. Nei traffici del Mediterraneo,si inserisce come scalo di riferimento, il porto di Barcellona, che New Media Press ha raggiunto viaggiando a bordo del “Cruise Roma”, traghetto del Gruppo Grimaldi, nave Ro-Pax tra le più grandi al mondo. Oggi il porto della capitale Catalana rappresenta il motore economico della città e si è trasformato negli ultimi anni in uno dei più grandi porti internazionali per tonnellaggio di mercanzie e numero di container. Quinto nel mondo per numero di navi da crociera, dalle sue banchine passano fino a due milioni di passeggeri all’anno. Barcellona ha chiuso il 2016 con un incremento di croceristi (2.680.000) del 5,6% rispetto all’anno prima. I pax di traghetti sono stati 1,27 milioni, in arrivo soprattutto da Baleari, Italia e Nord Africa. Uno studio dell’Università di Barcellona ha fotografato una “reale dimensione economica e sociale di un traffico che negli ultimi anni è diventato fonte di investimento e occupazione”. Crocieristi, passeggeri di cabotaggio ed equipaggi di bordo – secondo le ultime statistiche diffuse – spendono ogni anno al porto di Barcellona ben 442,5 milioni di euro, costituendo una grossa fetta dell’economia della regione. Un’industria che fattura, nella sola capitale catalana, 796 milioni, contribuendo al Pil spagnolo con ben 413,2
milioni. Barcellona l’anno scorso ha movimentato 2,36 milioni di passeggeri, di cui quasi tutti crocieristi. Un traffico in calo consistente, del 9 per cento, ma che comunque lo mantiene tra i primi scali passeggeri del Mediterraneo insieme a Civitavecchia e ad altri. Il porto italiano, tra l’altro, quest’anno prevede di raggiungere le stesse cifre raggiunte da Barcellona nel 2014. A Barcellona un crocierista che resta a dormire una notte in città, dopo lo sbarco o prima dell’imbarco, spende circa il quadruplo di uno in transito. Il primo spende in media 202 euro, il secondo 53,3. È su questa differenza che si gioca il valore economico di una crociera per la città di approdo. La nave da crociera fa profitto principalmente alla nave, all’armatore e all’indotto di bordo, poi ai porti dove sbarca. Gli scali di approdo considerano l’economia crocieristica una risorsa proporzionalmente a quanto riesce a “trattenere” il crocierista in città. Grossomodo, almeno a Napoli, dalle crociere che arrivano ogni giorno alla stazione marittima, sbarcano a stento un terzo dei passeggeri, su una media di quattromila che ne sono a bordo. A Barcellona le spese dirette dei crocieristi, ogni anno, sono di 315,8 milioni, 121,2 milioni quelle dei passeggeri di cabotaggio e di 5,5 milioni quelle degli equipaggi. L’indotto complessivo dell’industria crocieristica di Barcellona è composto da 6,759 persone. Le entrate fiscali – tra tasse statali, regionali e di soggiorno – sono pari a 152 milioni. Sull’onda di questi entusiasmanti risultati, il porto di Barcellona ha partecipato di recente alla sesta edizione del “ Business Meeting” ispano-marocchino dell’industria marittima, dei trasporti e della logistica, che si è tenuto a Tangeri (Marocco), con l’obiettivo di promuovere l’offerta del trasporto a breve distanza. L’istituzione Catalana che è stata sempre presente nelle cinque precedenti edizioni per mezzo dei suoi referenti ha illustrato ,durante la sessione inaugurale del meeting , i servizi e le strutture offerti dal porto per evidenziare gli sforzi fatti per accorciare la distanza di trasporto tra Barcellona e il Marocco. Durante l’incontro si è colta l’occasione per evidenziare il rafforzamento della linea diretta tra Barcellona e Nador, utilissima per le aziende di trasporto, esportatori e spedizionieri diretti nel Paese Nordafricano.
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Rosario Scavetta
NewMediaPress
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