500 maschere e spettacolari carri, tra questi molto atteso quello dedicato a Trump. Quest’anno grande novità con il programma itinerante del “Princeps” in giro per l’Italia: a Castelvetere il Carnevale si fa ancora più ricco e coinvolgente. Tra i più apprezzati in Italia anche dal punto di vista artistico, attira turisti e visitatori che preferiscono un’espressione autentica e spontanea dell’antica festa liberatoria e trasgressiva per eccellenza, alle versioni stereotipate.
In programma a Castelvetere sul Calore tre giorni di grande coinvolgimento: domenica 26 e martedì 28 febbraio e poi domenica 5 marzo, il rituale finale della Morte di Carnevale.
Un esercito di maschere, danze e musica tradizionali connotano questa edizione 2017, insieme ad esibizioni dei vari artisti dell’Irpinia.
Quest’anno novità di rilievo: le varie testimonianze carnevalesche dell’Irpinia sono confluite in un unico patrimonio culturale territoriale, sotto il marchio del “Carnevale Princeps Irpino” (Princeps era un eletto del popolo nel Medioevo).
L’obiettivo è costruire un movimento turistico-culturale nel rispetto delle varie e differenti identità. Ogni comunità che partecipa all’evento nel proprio centro promuove il suo carnevale avendo come protagonisti i gruppi in maschera dei vari territori. Un Carnevale itinerante che vuole promuovere le antiche tradizioni anche fuori della Campania, rilanciare la zona e favorire la destagionalizzazione del turismo. Far conoscere la cultura della zona fuori dei confini campani, promuovere un’operazione nazionale ed internazionale che sia lustro ai tanti carnevali tradizionali d’Irpinia attraverso programma fitto per mantenere vivo l’interesse collettivo sul Carnevale, festa che mobilità tutta la comunità.
Vari eventi di sono svolti dai primi di febbraio in giro per l’Italia: il Carnevale di Montemarano, di Castelveterese, Zeza di Mercogliano, Mascarata di Serino, Zeza di Capriglia Irpina e ‘O ballo ‘ndreccio di Forino. Prima a Perugia, a Villa Taticchi, poi ai Musei Capitolini e al Parco della Musica di Roma per l’esibizione di 250 figuranti per “La Tarantella del Carnevale”, ideata dal musicista ed etnomusicologo italiano, Ambrogio Sparagna, per l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica con il Coro popolare diretto da Anna Rita Colaianni. A Forino e poi a Montemarano ed a Castelvetere, per l’inaugurazione di due Musei del Carnevale Irpino.
Lo scoop principale è quello di valorizzare i tanti aspetti del Carnevale e la sua tradizione spontanea che costituisce un autentico tesoro. Per raggiungerlo, occorre puntate sull’associazionismo legato alle tradizioni e al patrimonio culturale di un territorio e tutelare le sue varie espressioni, presentando un ricco ed articolato programma, sull’esempio di Viareggio dove dura un mese e mezzo.
Grande attesa per i carr di questa edizine ed in particolare per American Party, ispirato al presidente USA Trump; In viaggio…per la ricerca; Musica e psiche; Mille braccia per l’Italia; Omaggio a Venezia; Il grande Mazinga. Gruppi di ballo: Dory cerca Nemo; Profumo d’Oriente; Rondo veneziano; Pulecenella… e tanto altro ancora.
In strada, per pasti veloci, gli stand gastronomici propongono varie degustazioni mentre i tre caratteristici ristoranti locali puntano sulle specialità della tradizione, partendo dal simbolo del Carnevale: la lasagna preparata con ingredienti freschi locali a chilometro zero. Particolarmente invitante l’offerta di Giovanna, accogliente ritrovo degli avventori più esigenti. Poi, Miliuccio e
Taverna Santa Lucia.
A Castelvetere il Carnevale rappresenta una tradizione molto antica, difesa e radicata. Come ricordano il sindaco Giovanni Remigio Romano ed il presidente della proloco Raffaele Limone, risale al 1683, epoca di rivalità artigianali che spaccavano i due agglomerati del Castello e della Pianura. Dopo la seconda guerra mondiale, questi assunsero i nomi di piazza e via Roma. La prima fazione, il Centro storico del Paese, era formata da famiglie che da generazioni erano castelveteresi; la seconda, che prende il nome dalla via che unisce le varie zone artigianali, era invece costituita dalle famiglie migrate dai paesi vicini.
Le individualità artigianali, sollecitate dalla volontà goliardica di prendere in giro i personaggi di spicco della fazione avversaria, venivano a confrontarsi nel Carnevale e si concretizzavano in una satira feroce, che poteva pure sfociare in scontri fisici non rari.
I carri che connotano il locale carnevale, venivano costruiti in luoghi segreti, e coperti da assoluto riserbo erano i soggetti ai quali si ispiravano. In questo modo si evitava che la controparte potesse rispondere con un altro carro allegorico alla goliardica e spesso pesante ironia di quello costruito con tanta attenzione.
Nel secolo scorso, il Carnevale castelveterese ha raggiunto alti livelli, soprattutto tra gli anni ’60 e ’70: insieme ai tradizionali carri allegorici, simbolo del Carnevale di Castelvetere, si costituivano numerosi gruppi mascherati, nei quali si ritrovavano cittadini appartenenti a varie fasce di età. Tra questi, il gruppo delle pacchiane, composto da ultrasessantenni; quello dei giovani, dei bambini, e di seguito tutti gli altri. È andata crescendo di volta in volta la qualità dei carri allegorici, sempre più belli ed imponenti, e quella dei balletti e dei costumi variopinti e scenici.
Dopo gli anni ’70, con la fondazione delle Pro Loco, si dono unite le due fazioni e si è creato un gruppo carnevalesco unico.
Accantonate le ostilità tra le due opposte fazioni, si sono esaurite le provocazioni di un tempo e si è passati ad indirizzare la pungente satira verso i politici nazionali ed internazionali. È rimasto il desiderio di divertirsi tutti insieme e il piacere di offrire al pubblico uno spettacolo curato anche nei dettagli, tanto che il Carnevale di Castelvetere tra i più apprezzati e seguiti nella regione.
La tarantella, il cui gruppo mascherato non manca mai in ogni edizione del Carnevale, rappresenta una significativa testimonianza del passato che continua. Alla fine della consueta e variopinta sfilata, tutti i gruppi insieme agli spettatori, si riuniscono nella piazza principale di Castelvetere, dove si scatenano in questo antico e coinvolgente ballo, tipico della zona.
La variopinta kermesse si svolge da sempre la domenica ed il successivo martedì grasso ed è caratterizzata da sfilate per le principali strade cittadine di gruppi mascherati, balletti folcloristici e coloratissimi carri allegorici in cartapesta. Il Carnevale di Castelvetere sul Calore è tra i più artistici e tra i più rinomati Carnevali d’Irpinia e della Regione Campania, oltre che del Sud, e costituisce una valida testimonianza di una usanza ultrasecolare.
Ecco il programma dettagliato delle giornate:
Domenica 26 febbraio
Ore 11,00 Apertura Museo del Carnevale
Ore 14,00 Sfilata Carri Allegorici e Gruppi di Balli. Ospiti: “A ritmo di Tarantella”
Ore 19,00 Si balla con le Maschere in Piazza Monumento
Martedì 28 febbraio
Ore 14,30 Sfilata Carri Allegorici e Gruppi di ballo
Ore 19,00 Si balla con le Maschere in Piazza Monumento
Domenica 5 marzo
Ore 14,00 Ultima sfilata Carri Allegorici e Gruppi di Ballo
Ore 17,30 Celebrazione Carnevale Morto
Ore 18,30 Estrazione Premi della Lotteria
Ore 19,30 Si balla con le Maschere in Piazza Monumento
Teresa Lucianelli
