Ironia e ritmo: sorprende la vittoria inaspettata a Sanremo 2017 di Francesco Gabbani & Gorilla al seguito con “Occidentali’s karma’”, al secolo Daniele Silvestri, non nuovo a Sanremo.
Vincitore delle Nuove Proposte nel 2016, il toscano Gabbani si aggiudica il trofeo di Sanremo facendo crollare come un castello di carta le sicurezza della rossa Mannoia con “Che sia benedetta”.
Così la superfavorita vede sfumare la palma della vittoria per accontentarsi della piazza d’onore, impreziosita dal valore aggiunto del Premio della Sala Stampa Radio-Tv-Web “Lucio Dalla”.
Ermal Meta, beniamino del pubblico giovane, riscuote il terzo riconoscimento con “Vietato morire”, sostenuto pure dal successo nella serata cover.
Seguono: Michele Bravi, Paola Turci, Sergio Sylvestre, Fabrizio Moro, Elodie, Bianca Atzei, Samuel, Michele Zarrillo, Lodovica Comello, Marco Masini, Chiara, Alessio Bernabei, e Clementino, il cui sedicesimo posto fa gridare “all’ingiustizia” fans, estimatori ed esperti e chi abbia orecchie per ascoltare. Ma sono tanti a scommettere sul talentuoso Clementino e sul fatto che sarà inevitabilmente premiato col consenso più importante: quello del pubblico e non soltanto dai suoi fans.
Risultati modesti per la scuderia del talent “Amici” nonostante la criticata ammissione “di squadra” alla serata conclusiva. Unica eccezione degna di nota: Sylvestre, con il suo “Ragazzi fuori” in una applaudita interpretazione. Bernabei, Elodie e lo stesso interprete di “Con te” non riescono infatti a sfondare il muro sanremese ed a eguagliare il successo del partenopeo (Pollenatrocchia) Lele in Sanremo Giovani, giunto davanti all’altro discusso partenopeo Maldestro (Pozzuoli). E nemmeno ci si avvicinano. Sono in molti a criticare la loro ammissione
all’ultima serata, mentre tanti altri protestano per l’eliminazione dei super big, a partire da Gigi D’Alessio con la sua “La prima stella” dal bellissimo testo e dalla melodia “da vittoria sanremese”.
“Troppo napoletano” ha commentato qualcuno. Ma questo non può reggere come motivo d’esclusione. E D’Alessio per vincere non ha comunque bisogno della conferma di Sanremo: ogni nuova canzone è un successo assicurato, a dispetto di chi ne critica l’inflessione tipica partenopea che invece per l’esercito dei suoi fans rimane un elemento positivamente distintivo.
Questo Sanremo 2017 si chiude con un indice di ascolti dignitoso per la Rai, per quanto inferiori al 2016. Il merito va a quella che è stata soprannominata la “santa alleanza tra Carlo III e Bloody Mary”: la tregua Rai Mediaset ha ovviamente funzionato. E pure i conduttori nonostante le immancabili critiche. Consacrati da un pubblico abitudinario, il direttore artistico Conti, dalla parlantina veloce, stavolta non abbronzatissimo, e la superpostina De Filippi, difficilmente credibile in abito lungo da gran sera, poco elegante perfino in piume di struzzo, oltre che in merletto nero, brusca davanti alla causticità di Montesano. Non solo. Secondo i critici non allineati, Maria sarebbe più adatta al suo standardizzato Amici ed all’ovvio e programmato Uomini e Donne. L’ Ariston in verità è apparso più che mai invaso ufficialmente dai talent showfriends per questa edizione. Fatto questo che ha infastidito gli indipendentisti.
Il vincitore Francesco Gabbani è stato ampiamente supportato dal web e la danza della scimmia nuda di «Occidentali’s karma» lo ha consacrato talento del premio TimMusic streaming.
Festival dei colpi di scena: Fiorella Mannoia sacerdotessa delle rivendicazioni young di mezzo secolo fa, pensava invece di strafare con “Che sia benedetta”; ma a sfondare è stato piuttosto Ermal Meta, albanese d’Italia con una intensa autobiografia «Vietato morire», storia di violenza familiare, di una mamma coraggio e di un bambino costretto a diventare all’improvviso adulto. Ermal ha meritato gli ampi consensi riscossi, oltre che il primo posto nella manche delle cover.
Sanremo 2017 elegge Zucchero ospite d’onore del Frstival, con il suo “Partigiano reggiano” e il fu Pavarotti in un duetto virtuale di “Miserere” in cui l’artista ha cantato in duetto con la voce del tenore, presa in prestito dal video del tenore scomparso.
Rita Pavone ha donato al pubblico un tributo con il suo longevo “Cuore” che continua a riproporre.
Filippo Ranaldi, 28 anni, coreografo di X-factor, è la scimmia rivelazione di Gabbani ma non affatto nuovo all’Ariston: nel 2012 era nel corpo di ballo che accompagnava Gigi D’Alessio e Loredana Bertè nel brano Respirare.
Per alcuni, non pochi, nel balletto di Occidentali’s karma ci sarebbe un riferimento a ‘Salirò’ di Daniele Silvestri che nel 2002 si esibì a Sanremo con un ballerino. Ma Gabbani non vuole passare per copione è precisa che si tratta diuna coincidenza. La scimmia nuda proviene da una “citazione da un libro di Desmond Morris, secondo il quale l’essere umano è solo una delle tante specie di scimmie esistenti”.
Checco Zalone, brilla von poche ma efficaci parole mirate nel suo video-augurio ad effetto, dedicato ad Al Bano e mandato in onda durante la finale del Festival ad eliminazione già avvenuta da un giorno, e quindi nota, oltre pubblicamente sofferta dal noto cantante: “Ciao Al Bano, è un onore fare l’in bocca al lupo al secondo pugliese più importante d’Italia oggi. Tu sei forte, canti bene e non sai quante mie amiche vorrebbero essere tue ex mogli, perché paghi gli alimenti. Ti auguro di arrivare quarto o quinto o sesto, perché, parliamoci chiaro, più di quello dove caz.. vai? E poi, come quando si fa l’amore, chi arriva per primo è sempre sconfitto. Ciao Carlo Conti, ciao Maria e tutti i cachet in ordine decrescente”. Caustico ed esilarante.
Caso a parte quello di Maurizio Crozza che piomba all’Ariston, dopo giorni di collegamenti, vestendo i panni dell’affabulante Razzi ed intonando motivetti irriverenti ed eccessivi: “Finché la vacca va”, “Papaveri e pecore” e “Nell’auto blu dipinta di blu”. Gli strafalcioni vari non si contano. Pontifica: “Nel mondo c’è chi legge i libri, c’è pieno di chi va dentro i musei. Qualcuno si affeziona pure ai negri… e gli piace avere un figlio gay. Si chiamano estabilishimento, son fichetti sui terrazzi di Manhattan ma Donald, Manhattan l’ha costruita lui, che di parole ne conosce sei. Dittatore? No questo non credo, la tortura fa molto più allegro. Tu che dici? Accogliamoli tutti attaccati al Trump. Tu che ci tieni all’Ambiento, attaccati al Trump!”
Infine, nello show del “Festival dalla modesta sonorità”, Diana Del Bufalo (Amici nel 2010 e legata a Paolo Ruffini), con la veterana della fiction Alessandra Mastronardi e l’ex Miss Italia Giusy Buscemi, ha dedicato una presentazione alla nuova serie tv “C’era una volta Studio Uno”, varietà famoso Rai degli anni ’60.
Teresa Lucianelli
