Pippo Delbono, attore e regista consacrato e pluripremiato in Italia e all’estero, e Petra Magoni, raffinatissima interprete dal talento multiforme, ne Il sangue, sono in scena Teatro Nuovo di Napoli, da giovedì 15 dicembre a domenica 18 dicembre. Inizio spettacoli ore 21 (giovedì e sabato), ore 18.30 (venerdì e domenica), ore 17.30 (sabato). In accompagnamento, le musiche raffinate di Ilaria Fantin (liuto, opharion, oud, chitarra elettrica).
Solo colui che ha attraversato indenne il confine della vita, solo quell’uomo puoi chiamare felice, dice Sofocle del suo Edipo. Da questa affermazione parte il lavoro, un
concerto in forma drammatica che porta in scena Pippo Delbono.
Protagonista del teatro del nostro tempo, particolarmente incline a esporre storie personali, tensioni politiche, conflitti sociali, Delbono ha una sensibilità spiccata.
Di Petra Magoni ricordiamo che, attraverso il progetto “Musica Nuda”, ha essenzializzato la canzone, scoprendo un’inaspettata passione ed uno spiccato talento comunicativo.
Le melodie rinascimentali, da Peri e Caccini al sommo Monteverdi, in una performance che accosta Sofocle, Lou Reed, Leonard Cohen, Sinéad O’Connor e Fabrizio De André, stregano lo spettatore. Mentre L e parole di Delbono trovano eco e musicalità nella vocalità suadente e prorompente della Magoni.
Il sangue è una prima tappa del lavoro che l’artista ligure ha intrapreso intorno ai grandi temi della tragedia. Pilastri del passato, che restano comunque quelli dell’essere umano di oggi: sperduto e impaurito nella sua sorte di essere mortale, soggetto al suo inevitabile, per l’uomo stesso anche inspiegabile, scomparire.
Ne Il sangue, Delbono si sofferma su ‘Edipo’, celebre tragedia di Sofocle. Da una parte Edipo re, che, quando scopre la sua “macchia nera”, si acceca gli occhi e si mette in viaggio con la figlia. Ancora, l’Edipo esule, scacciato da una terra e accolto da un’altra.
Un approfondire gli aspetti segreti, nascosti, dell’essere umano, pure nella sua agghiacciante e determinata mostruosità. Fino all’incesto, fino alla negazione dell’amore filiale, della morale stessa. L’essere umano che giunge ad uccidere il padre e ancora di più, a procreare altri figli con la madre. Ma è un essere umano visto nonostante tutti con gli occhi della compassione.
Gli eterni temi si sono confusi con quelli più vicini alla vita, alle madri, ai padri. A coloro che ormai ci hanno lasciato, ai nostri esuli.
Questo strano tempo sociale, politico, spirituale, costruito apparentemente su certezze, nel profondo è vuoto, confuso, fragile.
È la prima volta che Pippo Delbono fronteggia una tragedia greca, ma ne fa parte il dramma del vagabondare, dell’essere interdetti e dell’incrociare la morte.
Info e prenotazioni al numero 0814976267.
