Ogni anno in Italia muore circa mezzo milione di persone a causa del virus dell’epatite C.
La Campania risulta essere la regione Italiana con la più alta prevalenza di HCV; in alcune aree la percentuale è del 12%, contro il 3% della media nazionale italiana.
La materia vera trattata specificamente in “Epatologia nel III millennio”, corso giunto quest’anno alla quinta edizione, che si svolgerà al centro congressi dell’Università Federico II in via Partenope a Napoli, il 18 ed il 19 novembre. Promosso dal Dipartimento di Medicina Interna, Centro Epatologia Ospedale Evangelico Villa Betania, il convegno è curato dal dottor Ernesto Claar, specialista dell’mi stesso ospedale, presidente regionale Aigo, Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri e dal dottor Francesco Messina.
“Considerate queste premesse fa riflettere il fatto che i nuovi ed efficacissimi farmaci per la cura dell’epatite C siano al momento attribuibili esclusivamente ai pazienti con malattia epatica avanzata – dichiara Claar – in tal modo si curano i malati più gravi ma non ci si preoccupa di eliminare gli ‘untori'”. “Quella di partire dal trattamento dei pazienti più seriamente compromessi è una scelta comprensibile, ma non pienamente condivisibile – continua -Tale scelta, a parte le considerazioni di carattere etico, non consente di sfruttare appieno l’efficacia della cura somministrata prima dello svilupparsi delle complicanze in termini di risparmio per il sistema oltre che di salute”.58mila trattamenti per l’epatite C sono stati effettuati in Italia, da quando nel marzo 2015 sono stati resi disponibili i farmaci antivirali diretti – DAAs, regimi terapeutici, definiti di nuova generazione.
Per quanto riguarda i trattamenti avviati, la nostra regione è la seconda d’Italia, dopo la Lombardia: grazie all’utilizzo di questi nuovi farmaci si è raggiunta una percentuale di guarigione dall’infezione da virus C superiore al 95%.
Tre le sessioni; in esse esperti, moderatori, relatori e presenti si confronteranno face-off e tracceranno il punto della situazione con l’intenzione di migliorare la conoscenza e l’informazione a riguardo, riportare le proprie esperienze e approfondire la conoscenza anche alla luce di eventuali perplessità legate ai trattamenti stessi.
In particolare, la prima sessione vedrà gli esperti focalizzare le patologie epatiche più comuni nella gravidanza; il fine è quello di elaborare un protocollo gestionale efficace, condiviso e sostenibile, mirato a minimizzare i rischi per la mamma e per il suo piccolo.
Nella seconda sessione indagherà la gestione moderna del paziente cirrotico con particolare riferimento alle varie procedure indispensabili per la diagnosi che attualmente non sono state ancora inquadrate dal nomenclatore tariffario e che non sono ancora fruibili alune opzioni terapeutiche, utili nel prevenire quadri clinici altrimenti irreversibili.
Infine, la terza sessione è dedicata alle nuove terapie antivirali per HCV ed HBV di particolare efficacia, mirata alle epatiti croniche.
Teresa Lucianelli
