Gea Martire e Massimo Andrei portano al Sancarluccio fino al 28 febbraio, “Non farmi ridere, sono una donna tragica”, dello stesso Andrei, dopo i consensi riscossi a Positano per la prima nazionale e la settimana scorsa al Siparietto di San Giorgio a Cremano.
Prodotto e distribuito da Tappeto Volante, lo spettacolo vede sulla scena tre personaggi: lo studioso Carlo Rimetti (Massimo Andrei) che scruta e studia l’amore vero, quello inutile, analizzando il comportamento di Silvana (Gea Martire), donna tragica ma, allo stesso tempo, anche comica, e poi c’e Carmine, giardiniere, uomo portatore d’amore ma figura sui generis, che preferisce le piante agli esseri umani, in particolare i cactus.
L’amore inutile diventa oggetto di studi in una ricerca approfondita che porta gli attori, unitamente agli spettatori, a interrogarsi “se l’amore sia quella cosa per la quale, o senza la quale, si rimane tale e quali”.
Domanda sibillina che riceverà risposte individuali eterogenei.
Produzione: Domenico Maria Corrado; aiuto regia Mario Vezza; musiche Mater Sonora; nota di rilievo per i costumi a cura di Annalisa Ciaramella.
Scenografia Simona Guarino, luci Franco Polichetti; foto di scena Lucia Giugliano
Produzione esecutiva della versatile Adelaide Oliano, già apprezzata attrice, oltre che coordinatrice di Tappeto Volante, società di produzione teatrale riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Regione Campania.
“Non farmi ridere sono una donna tragica”: al Sancarluccio si ride e si riflette con Gea Martire e Massimo Andrei
