Mer. Ago 26th, 2026

Mangiare Campano: le “campanitudini” che fanno grande ed unica la Campania

Presentato il libro dello chef Giuseppe Daddio e del maestro pasticciere Aniello Di Caprio nei nuovi locali di Dolce e Salato a Maddaloni. Tra sapori, tradizioni, biodiversità e identità culturale, in primo piano l’anima gastronomica regionale

Teresa Lucianelli 

Maddaloni. Nei nuovi spazi di Dolce e Salato, si è svolta la presentazione di “Mangiare Campano” firmato dallo chef Giuseppe Daddio e dal maestro pasticciere Aniello Di Caprio.
Edito da Cerbone Stampa e realizzato insieme all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, in esso tra sapori, tradizioni, biodiversità e identità culturale, s’intrecciano in una coinvolgente trama d’impegno propositivo, istituzioni e professionisti in un’ottica che dal concetto di mercato approda al compito basilare di tutela dell’immenso patrimonio gastronomico e dell’identità. L’obiettivo è costruire e dare slancio ad opportunità propizie e finalizzate a favorire e concretizzare un adeguato e meritato sviluppo.
Al di là della pregevole raccolta di preparazioni gastronomiche, la preziosità del volume è data dal racconto che evidenzia “le differenze che fanno grande una terra”.
Un patrimonio di valore immenso: quindici DOP, quindici IGP, ventinove vini a denominazione, seicentodieci Prodotti Agroalimentari Tradizionali, le De.Co. e tanto altro di massimo rilievo. Non riduttivamente delle certificazioni amministrative, bensì voci di un vocabolario identitario che vengono tutelati anche e soprattutto attraverso la Cucina. Ciascuno con la propria storia, i profumi, i sapori, le appartenenze e i sentimenti che ispirano, i ricordi che evocano e costituiscono radici da valorizzare e da difendere. 
Troviamo l’agroalimentare campano con i suoi tantissimi prodotti tipici, le ricette, la memoria storica e le “campanitudini” – cosi definite dagli autori – termine riferito ad usanze, tradizioni e rituali che connotano il rapporto della Campania con il cibo, in maniera originale e assolutamente realistica.

Politica, cultura, agricoltura e formazione, riunite in un non comune sforzo corale. 

L‘’incontro è stato introdotto da Laura Valente in un intervento di pregio nel quale ha evidenziato in partita da un’attenta riflessione come il piatto possa essere inteso quale atto performativo, ricordando che la cucina è un’arte completa, forse la più completa, giacché coinvolge tutti i sensi.
Il saluto delle istituzioni è stato portato Luigi Riccio, direttore generale delle Politiche Agricole della Regione Campania, ed il primo cittadino di Maddaloni Andrea De Filippo, che ha evidenziato la valenza del riscatto che viene dalle possibilità garantite da una buona formazione e più in generale dal sapere.
Insieme agli autori, Floriana Schiano Moriello, coordinatrice del progetto ed apprezzata firma enogastronomica, ha curato l’approfondita prefazione.
Tra gli interventi, quello di Clemente Mastella, sindaco di Benevento, sulle identità territoriali. Maria Grazia De Lucae Libero Rillo si sono soffermati sul rapporto strettissimo e fecondo tra cucina ed enologia, tra piatti d’eccellenza e vini di alta qualità.
Enzo Patierno per il
Ministero della Cultura;
presenti pure Sandra Lonardo, Rosario Lopa portavoce Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo e Dario Duro fiduciario della sezione Napoli dell’A.M.I.R.A. con alcuni soci del sodalizio che hanno partecipato allo svolgimento ottimale dell’apprezzato momento conviviale finale.  
Ha concluso l’ass. Maria Carmela Serluca che per l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, ha puntato con successo a trasformare la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari in politica culturale oltre che economica, cogliendo l’importanza della promozione della Comunità, attraverso quella dei suoi prodotti, e restituendo dignità ad un luogo e alle sue tradizioni e suoi saperi tramite l’impegno concreto e propositivo da un lato, la registrazione di una Denominazione Comunale dall’altro.  

Per Mangiare Campano,
Gabriele Scognamiglio ha contribuito con le sue con le sue foto, le giovani studiose Sara Daddio e Ludovica Di Rosa, con precisi riferimenti ai territori ed ai loro tesori, contraddistinti fa grande sensibilità e rispetto.   
Peppe Daddio e Aniello Di Caprio da trent’anni rendono merito al territorio con amore per la  propria terra ed il loro lavoro pregno di tanta competenza, esperienza, umiltà, ingegno.
Emerge nello scritto il legame tra territorio, qualità e cultura. Ampio spazio alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare regionale, con approfondimenti sulle produzioni DOP, IGP, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) e le Denominazioni Comunali (De.Co.).

La manifestazione che è coincisa con l’inaugurazione della nuova sede di Dolce e Salato, è proseguita con un eccellente momento conviviale firmato da Dolce e Salato, al quale ha contribuito nel servizio degustazione dei vini con efficiente professionalità lo Staff dell’A.M.I.R.A. invitato come Associazione professionale di settore campano, con i suoi maître sommelier Michele Costanzo, Valerio Del Giudice, Salvatore Marchese e Gennaro Panico. A guidarlo, Dario Duro, dinamico responsabile per Napoli e territori della Campania.
Tra l’altro, è in fase di definizione un protocollo d’intesa con la scuola “Dolce e Salato”.  A breve partiranno i corsi di formazione di sala e bar in collaborazione con AMIRA – Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi.  
Inoltre, il 2 dicembre 2026, da  “Dolce e Salato” si terrà la 3ª edizione di “AMIRA SCHOOL PRICE”, concorso regionale con gli Istituti Alberghieri della Campania, organizzato in collaborazione con Peppe D’Addio e Nello Di Caprio, fondatori e responsabili della Scuola Dolce e Salato, da AMIRA Napoli Campania guidata con efficiente professionalità dal fiduciario Dario Duro.

di Redazione

Giornalista Professionista. Direttore di New Media Press

Related Post