Sab. Apr 18th, 2026

Roma, nel complesso del Mattatoio, apre il Centro della Fotografia, con la mostra di Irving Penn

Nell’ambito del vasto programma di recupero e di rigenerazione in corso all’ex Mattatoio di Testaccio, per una trasformazione dei luoghi in “Città delle Arti”, alla fine del mese di gennaio 2026 ha aperto le porte al pubblico il nuovo Centro della Fotografia di Roma, polo dedicato all’immagine fotografica contemporanea e storica.

La struttura industriale di circa 1.500 mq si sviluppa su due livelli, e dalla data del 30 gennaio e fino al 29 giugno ospiterà le due mostre:

  • Irving Penn “Photographs 1939-2007″,  capolavori dalla collezione della MEP_ Maison Européenne de la Photographie di Parigi”, curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet
  • Silvia Camporesi C’è un tempo e un luogo. The Right Time and Place“, curata da Federica Muzzarelli.

Irving Penn, dal MEP di Parigi al Mattatoio di Roma

Interessato alla Moda, al Ritratto e allo Still Life, oltre che alla stampa fotografica come tecnica da sperimentare, il fotografo americano Irving Penn lavora tantissimo nel corso della sua carriera come fotografo di Moda per Vogue, utilizzando negli anni quaranta sfondi di carta su cui va a scontornare le immagini dei ritratti fotografici: il taglio degli abiti e degli accessori su un fondale bianco, essenziale, renderanno il suo scatto sobrio e pulito, in contrapposizione allo stile del tempo. Oltre che in studio a New York, Penn scatterà anche a Parigi per le collezioni di alta moda e vi troverà ad un certo punto un sipario teatrale, sfondo ideale di nuovi ritratti che resteranno immortali. In quegli anni, la top model Lisa Fonssagrives sarà la modella più presente nei suoi scatti più belli.

Per Vogue il fotografo viaggerà tanto, realizzando ritratti di popolazioni di Perù, Camerun, Nuova Guinea, Marocco, Spagna, Creta, immortalate con luce naturale, e svincolate dal loro ambiente. A seguire costruirà un più funzionale studio mobile, costituito da una tenda, nella quale rendere ancora più neutro lo scatto e più intimo l’incontro tra fotografo e soggetti fotografati. Nel 1967 si interesserà alle popolazioni hippie sulla costa occidentale degli Stati Uniti, ed una in particolare, fotograferà I Ferguson proponendo queste foto alla rivista Look. Inserirà molti degli scatti di questo filone nel suo libro Worlds in a Small Room.

Nella serie Small Trades – iniziata a Parigi e poi, proseguita a Londra e a New York -inserirà bellissimi ritratti di artigiani, personaggi popolari o pittoreschi, venditori ambulanti incontrati nelle strade. Come il Venditore di Formaggi, del 1950, la più nota di queste testimonianze di vecchi mestieri.

Affascinato dalla stampa, sperimenta con la gelatina ai sali d’argento, poi con il colore, dunque ancora con la stampa al platino, riportando in vita tecniche ottocentesche. Diventerà maestro indiscusso in quest’ultima tecnica, anche per la paziente scelta delle carte, e la sapiente manipolazione. Anche se, negli ultimi anni della sua vita, si interesserà con curiosità ai pixel e alla stampa a getto d’inchiostro, quindi ritornando nuovamente verso il colore.

Tra gli scatti di Still Life, lo scatto più famoso è sicuramente Incidente a Teatro, presente in mostra, nel quale una borsetta caduta ai piedi di un uomo dalle scarpe di vernice svelerà le fragilità e i segreti della protagonista, quasi come gli effetti personali custoditi dentro la borsetta fossero dei codici che trasmettono messaggi ben precisi.

Ogni oggetto dello Still Life deve raccontare una storia umana come se si guardasse direttamente negli occhi di un essere umano. Senza questo, lo Still Life ha ben poca validità nella mia mente

Irvin Penn

In mostra è presente infine, una installazione, dal titolo Maman del 2019, in tessuto setoso sospeso dall’altro di una struttura circolare, ispirata al corpo femminile e della madre, luogo di accoglienza e allo stesso tempo di chiusura, che offre al visitatore la possibilità di visita.

Le opere sono complessivamente 109 e abbracciano una lunga epoca che va dal 1939 quanto l’artista ha 22 anni e studia design con Alexey Brodovitch, art director della rivista Harpers’s Bazar e scatta le prime semplici fotografie per le strade di New York, e fino al 2007, un paio di anni prima della morte. Oggi queste preziose immagini sono in buona parte custodite al MEP, frutto di una lunga collaborazione del fotografo con Parigi e con le sue istituzioni. Così come preziosa è tutt’oggi la collaborazione tra il MEP e la Irving Penn Foundation, seguita da Tom Penn, figlio del fotografo e della bellissima modella svedese Lisa Fonssagrives.

di Mina Grasso

Giornalista Odg di Napoli, Fotografa e Reporter

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