Gio. Mag 21st, 2026

A partire dal 4 e fino al 14 dicembre al Teatro San Ferdinando Teatro di Napoli, andrà in scena lo spettacolo dal titolo “L’angelo del Focolare” con il testo e la regia di Emma Dante, che torna in questa location di Napoli dopo la rappresentazione dell’inverno scorso “Re Chicchinella” ispirato a Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile.

Emma Dante

Percorso artistico originale e intenso quello di Emma Dante, autrice siciliana, che spazia dal teatro al cinema, una delle voci più interessanti della scena contemporanea, da sempre interessata a tematiche sociali, alla denuncia sociale, alla cultura del Meridione, e del Sud del mondo in senso più ampio, e che descrive con una scrittura senza filtri una società intrisa di istinti primordiali e di convenzioni sociali, di dolore, di violenza, di patriarcato, di mimica dei corpi e delle voci, con poesia ma anche con spunti grotteschi e sempre con un piede tra sacro e profano.

L’Angelo del Focolare

Sul palco con L’Angelo del Focolare Emma Dante rappresenta ancora una volta il mondo delle donne, e porta in scena storie quotidiane di vita, storie di violenza domestica. Porta in scena la vita di una moglie, madre sedicenne per uno stupro e figlia di una società patriarcale. Una moglie che muore ogni sera, e come in un girone dell’inferno rinasce ogni giorno per svolgere i doveri della sua quotidianità. La storia è quella di una famiglia dentro la quale si consuma un femminicidio, tema classico della violenza domestica, tema attuale e scomodo. La donna giace a terra, il sangue sulla fronte, ma la sua morte non è possibile in un mondo nel quale è lei allo stesso tempo il fulcro della casa e l’essere più vilipeso. Così la donna, come un angelo del focolare, madre di tutti, è costretta a rialzarsi e a rientrare in una routine fatta di pulizie della casa, di ore in cucina, di panni da stirare, di crescita del figlio, e di cura della vecchia suocera. Ogni mattina i familiari la trovano morta, ma non le credono. Ogni mattina lei si rialza e riprende a vivere nel suo ordinario inferno.

Lo spettacolo è in dialetto pugliese – Emma Dante predilige per le sue storie il dialetto siciliano, napoletano e pugliese. La scenografia mostra pochi elementi di un interno domestico: un letto, un tavolo da cucina, gli elementi di un bagno, il ferro da stiro – un oggetto del tutto ordinario anche questo- con il quale la donna verrà ammazzata. Piccoli elementi bianchi cuciti sopra una scena nera. I personaggi non hanno un nome, ma solo una funzione in casa, aspetto questo che vuole indagare il concetto del dislivello di potere vissuto dentro certe case, dislivello di potere che è chiaramente di matrice culturale. Sul palco gli attori sono David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi.

Belle le musiche, Emma Dante propone Branduardi e Mina, e rispolvera l’Adagio in G Minor, bello il linguaggio dei corpi, delle voci, delle danze. Il linguaggio della vecchia suocera fatto di suoni apparentemente incomprensibili. Lo spettacolo termina con una danza che conduce dalla scena buia al bianco totale, con un’ultima danza quasi liberatoria nella quale la donna balla con tutti i componenti della famiglia in un gesto quasi di riallineamento, di ricomposizione dei pezzi, di armonia, e poi resta da sola sul palco, il viso finalmente ripulito dal sangue. Torna ad essere la ragazzina sedicenne spensierata e vestita bene per la sua prima serata, che in fondo muore la prima volta proprio per effetto dello stupro.

Perché lo stupro è un lutto e il Teatro, l’Arte si fanno carico di questi temi delicatissimi, come spiega la regista. Che non ci racconta la morte come fatto straordinario, ma lo affonda nel suo mondo ordinario. E’ sulla giornata ordinaria che precede l’evento della morte che Emma Dante ragiona con questa scrittura attenta e delicata, e solo dopo sull’evento della morte, quasi scontato dopo gli elementi che lo precedono.

Quante volte prima di morire muore una donna? Tante, tutta la vita forse.

Emma Dante

Lo stupro, la violenza psicologica, la sottomissione economica, la vessazione sono gli elementi di una lenta morte quotidiana delle donne, di alcune donne, di alcune realtà, diffuse tanto negli archetipi di famiglia generalmente scelti da Emma Dante del Sud più profondo, quanto negli ambienti decisamente più borghesi. “Ecco questo racconta lo spettacolo” conclude Emma Dante in conferenza stampa.

In scena fino al 14 Dicembre al Teatro San Ferdinando-Teatro di Napoli.

Locandina

L’ANGELO DEL FOCOLARE
testo e regia Emma Dante
con David Leone, Giuditta Perriera,  Ivano Picciallo, Leonarda Saffi
scene e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro
coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma
organizzazione Daniela Gusmano
tecnico in tournée Marco Guarrera
foto di scena Masiar Pasquali/Piccolo Teatro di Milano

Spettacolo in quarta Co-Produzione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, vede la produzione inoltre, di Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Châteauvallon-Liberté Scène Nationale, Les Célestins Théâtre de Lyon, Comédie de Clermont-Ferrand, La Scène Nationale d’ALBI-Tarn, Le Cratère, Scène Nationale d’Alès en Cévennes, L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège, Théâtre + Cinéma Scène nationale Grand Narbonne, Théâtre de l’Archipel, scène nationale de Perpignan, Théâtre Molière, Sète – Scène Nationale Archipel de Thau, Le Parvis, scène nationale de Tarbes Pyrénées, Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria

di Mina Grasso

Giornalista Odg di Napoli, Fotografa e Reporter

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