Nel giorno in cui si celebra la festa della donna, vogliamo ricordare una donna che, combattendo contro i pregiudizi e le difficoltà del suo tempo, ha dato un enorme contributo al settore scientifico, in un’epoca durante la quale alle donne non era riconosciuto alcun merito se non quello di sposarsi e fare figli. Si tratta di Lady Mary Wortley Montagu, donna moderna ed emancipata, vissuta nel XVIII secolo e cresciuta in una famiglia dell’aristocrazia inglese; fin da giovanissima rifiutò le convenzioni e scappò a Londra con il suo futuro marito, destinato a diventare un importante membro del Parlamento Inglese. Nella capitale britannica Lady Mary diventò un personaggio di spicco dell’alta società e si distinse come scrittrice, poetessa e intellettuale, frequentò e divenne amica d’importanti personaggi del mondo culturale e scientifico. Il marito divenne ambasciatore e la coppia si trasferì a Istanbul, dove Lady Mary studiò gli usi e costumi orientali, raccogliendo tantissime informazioni nel libro Turkish Embassy Letters. Il soggiorno in questo paese fu fondamentale per Mary Wortley Montagu considerata, ancora oggi, una figura chiave per la diffusione dei vaccini in Occidente. Lady Mary, da sempre attenta e sensibile alla condizione delle donne, visitò gli Zenana, ovvero le stanze riservate alle donne, dove spesso vivevano segregate. Proprio in questi luoghi, vide per la prima volta praticare la “variolizzazione”, ovvero un metodo di protezione dal vaiolo che consisteva nell’inoculare, nel soggetto da immunizzare, del materiale prelevato da lesioni vaiolose o dalle croste di pazienti non gravi. La donna cercò in tutti i modi di convincere le autorità inglesi ad adottare la pratica per combattere il vaiolo su vasta scala e se molti si dimostrarono diffidenti altri chiesero di farsi inoculare questo “vaccino ante litteram”. Lady Mary era coinvolta personalmente nella lotta contro i vaiolo perché suo fratello era morto proprio di questa malattia e lei stessa ne era rimasta sfigurata ma se la sua bellezza era stata deturpata, la sua forza non era stata scalfita dalla malattia. Volle a tutti i costi proteggere i suoi figli facendoli inoculare, convinse moltissimi medici a diffondere questa pratica. Dopo pochi anni fu un uomo, Edward Jenner, a perfezionare la terapia e a inventare i veri e propri vaccini, sulla scia delle scoperte e della campagna vaccinale di Mary Wortley Montagu. Pur essendo una letterata e una poetessa, il suo nome è fondamentale per la scienza e il progresso medico: è stata lei a porre le basi di quella che sarà una delle invenzioni più importanti della storia della medicina. In un momento storico così particolare, dove il vaccino è l’unico strumento per combattere il subdolo virus del Codiv, è doveroso ricordare colei che mise in atto la prima campagna vaccinale della storia. Celebrare Lady Mary oggi, nel giorno in cui si festeggiano le donne, rappresenta un modo per ricordare tutte quelle donne nel mondo che ieri come oggi non si sono mai arrese di fronte a un mondo dominato da uomini, un mondo che con le loro conquiste hanno contribuito a cambiare in meglio.
Maria Palma Gramaglia
