La Casa Editrice nasce agli inizi degli anni Ottanta, con l’ambizione di creare una “ideale biblioteca” – libri non provvisori, ma destinati a “fare catalogo” – e con un progetto culturale di sicuro spessore scientifico, che tende a mediare antico e moderno, in un alternarsi di preziosi recuperi e nuove proposte. La storia, le letterature – classiche e moderne – sono i principali e privilegiati terreni di ricerca entro i quali si articola una serie di collane dove il rigore dei contenuti viene coniugato con una accurata e sapiente veste tipografica.

Lo sbilanciamento geografico a vantaggio delle regioni settentrionali, sia in termini di produzione che di consumo, la confusione del lettore di fronte alla profusione di titoli che dilaga nelle grandi librerie, l’assenza di librerie in tanti paesi, l’affermarsi di strumenti di comunicazione (televisione, internet) più invasivi e più facilmente fruibili, la difficoltà di promuovere adeguatamente il prodotto, sono solo alcune delle difficoltà in cui l’editoria meridionale in particolare si va dibattendo negli ultimi decenni.