{"id":6515,"date":"2018-06-11T18:55:56","date_gmt":"2018-06-11T18:55:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=6515"},"modified":"2018-06-11T18:55:56","modified_gmt":"2018-06-11T18:55:56","slug":"una-passeggiata-a-lume-di-lucciole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/una-passeggiata-a-lume-di-lucciole\/","title":{"rendered":"Una passeggiata a lume di Lucciole"},"content":{"rendered":"<p>Cuma, la pi\u00f9 antica delle colonie della Magna Grecia. Qui convivono storia, leggenda e mito: qui fior\u00ec il mito della Sibilla Cumana di cui si parla nel terzo libro dell\u2019Eneide di Virgilio, qui visse gli ultimi anni della sua vita in esilio Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, dopo l\u2019instaurazione della Repubblica Romana. Sempre qui sorge un parco archeologico di grande suggestione nei pressi del quale si estende un&#8217;antica foresta di 150 ettari dove spiccano l\u2019olmo campestre, il leccio, la roverella, il frassino meridionale, il pino domestico, il fico, il sambuco, il biancospino, il corbezzolo, che diventano dimora per diverse specie di uccelli fra cui il gabbiano comune, il martin pescatore, la rondine di mare, la pernice di mare, il beccaccino, il chiurlo e tanti altri. Per accedere alla Foresta ancora oggi conosciuta con il nome originario di Selva Gallinara, bisogna percorrere una strada sterrata lungo la quale s&#8217;individua una collinetta che assume la forma di una testa di un elefante poggiata a terra, con la proboscide abbandonata fra due cavit\u00e0 scavate nella roccia che sembrano gli occhi dell\u2019animale. Questa \u201cScultura Naturale\u201d ha tanto stimolato la fantasia degli operatori forestali e dei frequentatori della Foresta di Cuma da spingere a considerare l\u2019elefante come simbolo della foresta stessa, quasi come un silenzioso custode. Proprio in questo luogo, ogni anno si ripete uno strano fenomeno: la danza delle lucciole. Tra la fine del mese di maggio e di tutto il mese di Giugno, questi piccoli coleotteri affollano la foresta rendendola uno scenario fiabesco. Le lucciole che sono sempre pi\u00f9 rare nel nostro paese a causa dell\u2019uso intensivo dei pesticidi, e anche dell\u2019illuminazione sempre pi\u00f9 massiccia dei centri urbani, trovano nella Foresta di Cuma un luogo per flirtare in pace tra loro. Infatti, il fenomeno di bioluminescenza (ossia quella reazione chimica che trasforma l&#8217;energia chimica in energia luminosa) \u00e8 in realt\u00e0 un meraviglioso canto d\u2019amore. Le femmine che per tutta la vita restano ad uno stato larvale se ne restano nel sottobosco e attraverso un\u2019emissione continuata di luce dichiarano la loro disponibilit\u00e0 all\u2019accoppiamento, i maschi, lampeggianti anch\u2019essi, volano invece liberi alla ricerca della femmina che pi\u00f9 li aggradi per la riproduzione. Un\u2019esperienza questa che dura poco, giacch\u00e9 una volta raggiunta la maturit\u00e0 sessuale, dopo circa due anni dalla nascita, le lucciole sono pronte all\u2019accoppiamento all\u2019indomani del quale (poche settimane) muoiono. Assistere a questo spettacolo e conoscere la Foresta di Cuma costituisce una grande occasione soprattutto per i giovanissimi: si tratta di un\u2019occasione ideale per esplorare la Natura e il Territorio in modo diverso, osservare la realt\u00e0 con occhi aperti e curiosi, per vivere esperienze uniche e acquisire nuove conoscenze. Lo consiglio vivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Maria Palma Gramaglia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cuma, la pi\u00f9 antica delle colonie della Magna Grecia. Qui convivono storia, leggenda e mito: qui fior\u00ec il mito della Sibilla Cumana di cui si parla nel terzo libro dell\u2019Eneide di Virgilio, qui visse gli ultimi anni della sua vita in esilio Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, dopo l\u2019instaurazione della Repubblica Romana. 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