{"id":5378,"date":"2017-05-17T13:56:03","date_gmt":"2017-05-17T13:56:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=5378"},"modified":"2017-05-17T13:56:03","modified_gmt":"2017-05-17T13:56:03","slug":"rosato-italiano-il-vino-con-la-valigia-emigra-in-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/rosato-italiano-il-vino-con-la-valigia-emigra-in-usa\/","title":{"rendered":"Rosato italiano: &#8220;il vino con la valigia&#8221; emigra in USA"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00c8 rosa la via del vino che fa bene all&#8217;economia italiana. <\/em><br \/>\n<em> Una strada che porta diritto negli Stati Uniti dove il Made in Italy \u00e8 poi che mai apprezzato, purch\u00e9 presentato con chiarezza.<\/em><br \/>\n<em> Sorrento Ros\u00e9, festival internazionale a tema, alla sua prima edizione, ha fornito l&#8217;occasione per parlare di esportazione, di abbinamento ros\u00e9-pizza, di adeguate strategie di comunicazione per promuovere il vino rosato italiano, oggi pi\u00f9 che mai di qualit\u00e0. Ecco cosa \u00e8 emerso<\/em>.<\/p>\n<p>Nuove prospettive nell&#8217;esportazione per l&#8217;Italia. La via per gli Stati Uniti, che fa bene alla nostra economia nazionale, \u00e8 rosa come i vini distintivi delle nostre regioni, presentati alla prima edizione del festival internazionale a tema, &#8220;Sorrento Ros\u00e9&#8221; che si \u00e8 tenuto nel capoluogo della Penisola sorrentina.<br \/>\nI rosati italiani hanno grandi prospettive davanti, in tema di esportazione, forti dei traguardi qualitativi raggiunti\u00a0 sono lontani i tempi in cui i cosiddetti ros\u00e9 scomparivano a confronto con i bianchi ed i rossi.<br \/>\nLa nuova opportunit\u00e0 di ulteriore espansione e consolidamento sul mercato, \u00e8 costituita dall&#8217;abbinamento pizza-ros\u00e9 che pu\u00f2 connotare positivamente questi vini, fornendo loro molte possibilit\u00e0 inedite.<br \/>\nMolti ed interessanti i dati emersi a Sorrento Ros\u00e9, kermesse internazionale dedicata al nettare di Bacco, nelle sue infinite sfumature, che si \u00e8 svolta nella sorrentina Villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento, dove sono stati collocati banchi di assaggio vini da recycling- oltre 100 etichette de Le Donne del Vino &#8211; e food a cura di Antonino Esposito.<br \/>\nL&#8217;attesa tavola rotonda su pizza e ros\u00e9, si \u00e9 tenuta invece nel raffinato contesto del Grand Hotel Europa Palace che ha ospitanti anche un aperitivo ed un pranzo esclusivi.<br \/>\nGli altri eventi riservati sono stati ospitati da Acqu &#8216; e sale a Marina Piccola ed dal centrale Istituto San Paolo.<br \/>\nIdeatrici ed artefici della convention, Le donne del Vino, associazione nazionale presieduta da Donatella Cinelli Colombini.<br \/>\nDeterminante il contributo della Delegazione campana coordinata da Lorella Di Porzio, del celebre ristorante napoletano Umberto.<br \/>\nLa kermesse ha visto la luce con al suo attivo gi\u00e0 una certa notoriet\u00e0, forte dell&#8217;impegno di un&#8217;organizzazione diffusa in tutte le regioni italiane, con 750 socie che brillano per attivit\u00e0 e passione, incominciando proprio dalle campane. Pi\u00f9 di 60 le produttrici italiane impegnate in prima linea nella manifestazione, tra le 750 donne del vino iscritte al sodalizio. Poi, le colleghe straniere, a partire dalle componenti la delegazione croata; 50 giornalisti specializzati accreditati e molti altri esperti a vario titolo.<br \/>\nIl confronto si \u00e8 svolto dati alla mano ed ha puntato alla definizione di strategie da adottare per sostenere e promuovere efficacemente i rosati nazionali.<br \/>\nL&#8217;Italia in volume detiene la piazza d&#8217;onore dell&#8217; esportazione mondiale, con il 16%. Negli Stati Uniti, le vendite nel 2016 hanno toccato gli 816 milioni di dollari di fatturato, pari al 6,8%.<br \/>\n\u00c8 stimata in 24 milioni di ettolitri la produzione sul nostro Pianeta: il 10% del consumo mondiale. Il che vuol dire che su 10 bottiglie di vino una \u00e8 di ros\u00e9; mentre 4 su 10 vengono esportate; di qui il soprannome di &#8220;vino con la valigia&#8221;, perch\u00e9 \u00e8 un prodotto che emigra nel 40% dei casi.<br \/>\nIl rosato deve affermarsi come vino &#8220;gastronomico&#8221;, in abbinamento con la pizza, ed in alleanza con il pomodoro quale anello di congiunzione, arrivando ad essere un punto di chiaro riferimento, cos\u00ec da\u00a0 conquistare una consistente richiesta da parte dei consumatori. Cos\u00ec il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, alla tavola rotonda.<br \/>\nDeve esserne coltivata la qualit\u00e0, in modo da favorire un&#8217;opportuno sviluppo che sia sostanziale, di immagine ed economico.<br \/>\n\u00c8 fondamentale che l&#8217; impegno sia mirato e collettivo, cos\u00ec da permettere ai rosati italiani di conquistare un proprio ruolo preciso ed una maggiore considerazione sui mercati esteri, dove \u00e8 gi\u00e0 interessante\u00a0 la\u00a0 richiesta, in particolare in USA. L&#8217;Italia si trova al secondo posto dietro la Francia. Nella nostra nazione bisogna pure lavorare per fare lievitare la richiesta.<br \/>\nLe Donne del Vino chiedono\u00a0 per i rosati un ruolo di maggiore rilievo ed un giusto\u00a0 prestigio per i tanti eccellenti prodotti ormai al pari dei bianchi e dei rossi.<br \/>\n&#8220;I vini rosati oggi vantano un&#8217;offerta in termini di prestazioni e caratteristiche, vasta e variegata, dalle notevoli potenzialit\u00e0, che consente un&#8217;ampia oltre che versatile possibilit\u00e0 di connubi di sicura riuscita&#8221; &#8211; ha spiegato la responsabile della Delegazione campana Lorella Di Porzio.<br \/>\nLa proposta avanzata dalla base di chiamare rosato i nostri vini nazionali e non ros\u00e9 alla francese, \u00e8 stata salutata con entusiasmo nella centrale tavola rotonda al Grand Hotel Europa Palace di Sorrento dedicata all&#8217;unione felice ros\u00e9-pizza, anche dalla stessa presidente.<br \/>\nL&#8217;evento ha contribuito a sfatare pubblicamente luoghi comuni falsi ed infanganti che hanno penalizzato per tanto tempo il vino rosato considerato, in modo dispregiativo, un vino &#8220;estivo&#8221;, di poco conto e scarsa consistenza, incapace di invecchiare e di nobilitarsi, indicato per palati semplici. I vari relatori si sono confrontati sulle qualit\u00e0 dei rosati italiani, indicandoli come vini di tutto rispetto. Tra essi, nomi di esperti ed addetti ai lavori. Oltre alla Cinelli Colombini, a Luciano Pignataro ed alla delegata campana Di Porzio, la madrina di Sorrento Ros\u00e9 Linda Bastianich; lo chef pizzaiolo Antonino Esposito, che lo propone in abbinamento perfetto con la sua ultima creazione di pizza d&#8217;inizio estate. Nicoletta Gargiulo, presidente Ais Campania che ha dato rilievo all'&#8221;ottimo abbinamento con il panuozzo e pizze\u00a0 robuste soprattutto a base di salumi&#8221;,<br \/>\nLa presidente regionale AIS ha oltremodo indicato l&#8217;aumento di richiesta nelle pizzerie del sommelier, figura ormai necessaria.<br \/>\nParlando di eccellenze,tra i sostenitori del ros\u00e9 anche l&#8217;esperta enogastronoma\u00a0 Livia Addario Iaccarino, first lady dello stellatissimo Don Alfonso 1890, ristorante gourmet numero uno in Italia e quinto del Pianeta a giudizio della clientela mondiale.<br \/>\n&#8220;Il vino rosato deve puntare all\u2019eccellenza qualitativa: grazie alla sua versatilit\u00e0, le migliori produzioni possono accompagnare diversi piatti gourmet&#8221; &#8211; ha sostenuto l&#8217;enogastronoma, riallacciandosi a quanto affermato precedentemente\u00a0 da Donatella Cinelli Colombini a proposito delle nuove tipologie che &#8220;nascono come vini premium e maturano spesso in fusti di rovere, meritano quindi a pieno titolo di essere prese sul serio&#8221;.<br \/>\nL&#8217;aumento costante dei consumi che si registra negli USA, rappresenta un dati incoraggiante sul quale si \u00e8 soffermata la Bastianich, che ha esortato le produttrici a dialogare con gli statunitensi, soddisfacendo la loro curiosit\u00e0 di conoscere tutto sul vino ed il food italiano, che adorano e dei quali non si stancherebbero mai di apprendere nuovi particolari.<br \/>\nLa chef e titolare di una catena di ristoranti italoamericana ha analizzato l&#8217;interesse degli Stati Uniti per i nostri rosati, attenzione che \u00e8 stata confermata dalla prestigiosa presenza decisamente significativa, all&#8217;evento inaugurale, della console generale USA Mary Ellen Countryman, estimatrice dei rosati.<br \/>\n&#8220;Gli americani amano l&#8217;Italia, soprattutto il cibo ed il vino, e vogliono sapere\u00a0 come si produce il vino, come si fa la pizza. Allora, voi raccontateglielo!&#8221;- ha esortato Linda, con entusiasmo e convinzione.<br \/>\nMolto seguito l&#8217;intervento di Antonino Esposito che ha affrontato il delicato tema della tracciabilit\u00e0 degli ingredienti, incominciando dagli impasti delle pizze. Il patron di Acqu &#8216; e sale ha sollecitato chiarezza nell&#8217;informazione al cliente, nel rispetto dell&#8217;etica. Antonino ha spiegato che determinati impasti a base di farine robuste, richiedono pi\u00f9 ore di lievitazione, mentre le farine deboli ne necessitano di meno. Inoltre, ha puntualizzato che il tempo di lievitazione non \u00e8 da intendere come indice di qualit\u00e0, ma rappresenta una\u00a0 necessit\u00e0 richiesta da determinati tipi di impasto.<br \/>\nLe lunghe lievitazioni sponsorizzate da molti\u00a0 come le migliori possibili, non devono essere considerate tali in assoluto. I fattori determinanti sono piuttosto la masticabilita, gustosit\u00e0, profumo, capacit\u00e0 di digeribilit\u00e0. Antonino\u00a0 ha pure spiegato come \u00e8 possibile valutare una pizza buona e salutare pur non essendo degli esperti.<br \/>\n&#8220;Va degustata\u00a0 lentamente, spicchio dopo spicchio, al pari di un calice di vino, diffidando se quando si intiepidisce e poi si raffredda la masticazione e la deglutizione diventano difficili. Notate se rimane gustosa, appetitosa, invitante fino all&#8217;ultimo boccone, cos\u00ec come il vino deve esserlo fino all&#8217;ultimo sorso&#8221; &#8211; ha suggerito lo chef pizzaiolo, che ha pure invitato il qualificato pubblico presente &#8211; ed in particolare i rappresentanti dei Media affinch\u00e9 possano informare l&#8217;utenza &#8211; ad una maggiore attenzione sulle indicazioni degli ingredienti contenuti nelle materie utilizzate, nel caso specifico delle farine, all&#8217;acido ascorbico e solfato di potassio e non solo, oltre che al tipo di raffinazione che spesso penalizza elementi fondamentali per la tutela della salute. Ha ricordato il fondamentale ruolo svolto dai picccoli molini dove vengono prodotte farine di grande qualit\u00e0, che non possono avere sempre lo stesso grado di umidit\u00e0 e caratteristiche costanti e che per questo\u00a0 motivo esigono pizzaioli competenti. Queste vanno usate soltanto da chi ha una preparazione specifica e le capacit\u00e0, la manualit\u00e0 ed esperienza, per comprendere con lo sguardo ed il tatto, quali proporzioni devono essere adoperate per ottenere un buon impasto.<br \/>\nLe farine industrializzate, prodotte dai &#8220;giganti&#8221;, rendono facile il compito dei pizzaioli meno esperti, ma sacrificano spesso l&#8217;alta qualit\u00e0 a vantaggio della semplicit\u00e0 d&#8217;impiego ed usano tipi di raffinazione non sempre rispettosi della tutela dei nutrienti e che possono influire sullo sviluppo di intolleranze alimentari.<br \/>\nEsposito ha pure accennato ai conservanti adoperati per garantire una data di scadenza non troppo breve.<br \/>\nTra gli ospiti di rilievo, la delegazione delle Women of Wine della Croazia, organizzatrici del noto Pink Festival di Zagabria.<br \/>\nAl dibattito hanno presto parte, tra gli altri, le autrici del libro &#8220;La Buona Pizza&#8221; Tania Mauri e Luciana Squadrilli.<br \/>\nHa partecipato all&#8217;evento inaugurale a Villa Fiorentino, anche il sindaco Giuseppe Cuomo e l&#8217;amministratore delegato della Fondazione, Gaetano Milano. Mille i visitatori.<br \/>\n&#8220;Il ros\u00e8 ci consente di scoprire sapori nuovi, insieme alle eccellenze del cibo del nostro territorio&#8221;, ha affermato il primo cittadino, riferendosi con entusiasmo alla scelta operata di riconfermare Sorrento quale location per la seconda edizione della manifestazione, nel 2018, che vedr\u00e0 le produttrici dirette protagoniste, com&#8217;\u00e8 sicuramente pi\u00f9 giusto, e si spera possa coinvolgere maggiormente di quanto fatto timidamente quest&#8217;anno, albergatori ristoratori ed altri soggetti attivi nel settore, innanzitutto sorrentini, in modo da essere sostenuta con vigore dall&#8217;intero capoluogo peninsulare.<br \/>\nInoltre, mostra fotografica sul mondo del vino, sempre a Villa Fiorentino, musica dal vivo con i Mojis, presentazione Album &#8220;Migrations&#8221;; in concomitanza, l&#8217;esposizione di Raffaele Celentano, photo exhibition &#8221; The Italians&#8221;.<br \/>\nDedicato alla rappresentativa madrina e di tutte Le Donne del Vino, l&#8217;applaudito ricevimento sulla panoramicissima terrazza dell&#8217;Europa Palace curato dalla chef Marina Ramasso e dallo chef resident Aniello Valestra a capo della sua efficiente Brigata: Giuseppe Criscuolo, Francesco Scarpato, Pasquale Schettino, Armando Montagna e ma\u00eetre Salvatore Caputo, sotto l&#8217;egida dei titolari Salvatore ed Annamaria Ercolano, e la direzione di Raffaele Ercolano.<br \/>\nAnteprima gastronomica sul mare, da Acqu &#8216; e sale alla Marina Piccola a cura di Antonino Esposito e del suo chef resident Gennaro Vingiano, che ha visto anche l&#8217;impegno delle due note ristoratrici partenopee e Donne del Vino Lorella di Porzio (Umberto, Napoli) e la vicana Franca Di Mauro (Il Cellaio di Don Gennaro) con lo chef Vincenzo Maresca.<br \/>\nLa serata con cena di gala e musica al San Paolo, \u00e8 stata preparata dagli allievi e docenti sala, cucina ed accoglienza dell&#8217;istituto, con la la supervisione dello chef Giuseppe Aversa e del figlio Federico dello stellato Il Buco di Sorrento ed il coordinamento della preside Paola Cuomo.<br \/>\nS\u00ec \u00e8 distinta per disponibilit\u00e0 e capacit\u00e0 la compagine campana guidata dalla ristoratrice napoletana Lorella Di Porzio (Umberto) composta dalle produttrici Milena Pepe (Tenuta Cavalier Pepe), Daniela Mastroberardino (Terredora di Paolo), Patrizia Malanga (Le Vigne di Raito), Maria Coppola (Cantina dei Monaci), Benigna Sorrentino (Sorrentino Vini), Emanuela Russo (Cantine Astroni), Alessia Canarino (Antica Hirpinia), Grazia Formisano (Donna Grazia), Anna Maria Famiglietti (Cantine Famiglietti), Mara Portolano (Portolano Vini); dalle ristoratrici Franca Di Mauro (Il Cellaio di Don Gennaro); dalle sommelier: Daniela Prisco, Marianna Cotecchia, Irene Iolanda Minasola, Adele Elisabetta Granieri, Fosca Tortorelli.<br \/>\nFotografo della kermesse, Luigi Coppola.<br \/>\nLa kermesse\u00a0 \u00e8 stata patrocinata dal Comune di Sorrento e dalla Regione Campania; partnership di Ais Campania; sostegno di sponsor: Vetreria Etrusca,\u00a0 Campania, ABC Travel, Villa Fiorentino, Banca di Credito Popolare &#8211; filiale di Torre del Greco, Mormile, Pourquoi Me; per gli allestimenti a Villa Fiorentino, Rete per il packaging sostenibile: 100% Campania che ha impiegato materiale ecosostenibile e con cartone riciclato, ed insieme a Brevetti Waf, ha realizzato le spumantiere riutilizzando gli scarti dei supporti siliconi delle etichette autoadesive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Teresa Lucianelli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 rosa la via del vino che fa bene all&#8217;economia italiana. 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