{"id":5033,"date":"2017-01-27T12:49:47","date_gmt":"2017-01-27T12:49:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=5033"},"modified":"2017-01-27T12:49:47","modified_gmt":"2017-01-27T12:49:47","slug":"al-trianon-gli-attori-indipendenti-in-o-vico-gioiello-di-viviani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/al-trianon-gli-attori-indipendenti-in-o-vico-gioiello-di-viviani\/","title":{"rendered":"Al Trianon gli Attori Indipendenti in &#8220;&#8216;O vico&#8221;, gioiello di Viviani"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;\u2018O vico&#8221;, prosa, versi e musica di Raffaele Viviani, \u00e8 Al Trianon, dal 27 gennaio al 2 febbraio,\u00a0 con la compagnia degli Attori indipendenti, tutti noti artisti, a metterlo in scena nel Teatro del popolo dedicato proprio a Viviani, diretto artisticamente da Nino D&#8217;Angelo<br \/>\nIl lavoro viene proposto nel centenario della scrittura di questo primo atto unico del commediografo stabiese.<br \/>\nLa regia \u00e8 firmata da Nello Mascia. Gli Attori indipendenti, anche produttori dello spettacolo, hanno preferito includere pure alcuni numeri teatrali di Viviani, come \u2018O sapunariello, \u2018O malamente ed altri, da qui il sottotitolo &#8220;e altre strade&#8221;.<br \/>\nSul palco del Trianon, per l&#8217;occasione tutti artisti noti e amati dal pubblico: Mastu Rafele, ciabattino \u00e8 interpretato da Ciccio Merolla; il Cameriere del piccolo caff\u00e8, da Matteo Mauriello, mentre Marianna Mercurio \u00e8 Prezzetella, \u2018a capera, della quale \u00e8 innamorato l\u2019Acquaiuolo, portato sulla scena da Francesco Paolantoni, come lo Spazzino e Ferdinando, \u2018o cane \u2018e presa. Rachele, moglie di Rafele \u00e8 Cloris Brosca. Il Signore scaduto, Nello Mascia al quale \u00e8 affidata anche la regia; Rosaria De Cicco nelle vesti di donna Nunziata, \u2018a cagnacavalle, mentre per Giovanni Mauriello il ruolo di Totore, \u2018o guappo \u2018nnammurato; per Gianni Ferreri, il Giornalaio. Don Gennarino \u00e8 Massimo Masiello;\u00a0 \u2018o Malamente, Franco Iavarone.<br \/>\nLe musiche sono eseguite dal vivo da Mariano Bellopede e Ciccio Merolla, mentre le scene sono affidate a Raffaele Di Florio, i costumi ad Antonietta Rendina. La sartoria \u00e8 Ctn 75 di Canzanella.<br \/>\nRepliche: sabato 28 gennaio (ore 21), domenica 29 (ore 18), mercoled\u00ec 1\u00b0 febbraio (ore 17:30) e gioved\u00ec 2 (ore 21).<br \/>\nInfo\u00a0 081 2258285, interno 1.<br \/>\nLo spettacolo \u00e8 datato 1917, e si pu\u00f2 considerare coevo alla costruzione del Trianon, inaugurato da Vincenzo Scarpetta nel 1911 , \u00e8 ambientato a Borgo Loreto, poco distante dal teatro &#8211; esattamente tra il Carmine, la porta del Mercato ed il ponte della Maddalena &#8211; che prende il nome dalla chiesa e dal convento dedicati Santa Maria di Loreto. Questa versione \u00e8 quella presentata in estate in anteprima al Maschio angioino.<br \/>\n&#8220;Il sodalizio degli Attori indipendenti \u00e8 nato per dare una risposta allo stato di crisi perenne in cui versa il teatro &#8211; spiega Mascia &#8211; aggravato da una riforma ministeriale che ha eliminato trecento compagnie piccole e medie e fa intravedere il progetto politico di una progressiva dismissione del finanziamento pubblico al teatro: di qui la nascita degli \u201cAttori indipendenti\u201d, non solo per rivendicare un\u2019idea di teatro che restituisca all&#8217;attore la dignit\u00e0 e la centralit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 creativa, ma anche per tutelare, da napoletani, il nostro patrimonio attoriale, ormai disperso, che intendiamo trasmettere integro e puro secondo l\u2019insegnamento dei nostri Maestri&#8221;.<br \/>\n&#8220;Partiamo con niente, una produzione no budget che si affida al botteghino \u2013 precisa Mascia &#8211; attori da una parte, spettatori dall\u2019altra, senza aiuti, senza coperture, senza protezione. Un gruppo di attori che riconosce la propria storia nell\u2019altro, che riconosce nell\u2019altro le ragioni poetiche della propria scelta di vita. La prima: il teatro \u00e8 necessario perch\u00e9, per dirla con Anatolij Vasil\u2019ev, di tutte le arti rivolte a un pubblico, \u00e8 solo il teatro che passa da bocca a bocca, da occhio a occhio, da mano a mano, da corpo a corpo. La seconda: sappiamo far bene il nostro mestiere. La terza: l&#8217;unica nostra possibilit\u00e0 di manovra e di azione sulla realt\u00e0, politica e culturale del nostro paese, \u00e8 quella di fare spettacoli belli. Sempre pi\u00f9 belli, di cui il pubblico si innamori.&#8221;.<br \/>\n&#8220;Abbiamo scelto emblematicamente Viviani, sempre in lotta col sistema teatrale, e \u2018O vico nella sala a lui dedicata anche per la storia particolare di questo titolo\u00a0 &#8211; prosegue Mascia &#8211; il Nostro mise in scena questo titolo all\u2019Umberto, un piccolo teatro popolare del cavaliere Giovanni Del Piano in via Sedile di Porto, il 27 dicembre 1917, superando il divieto governativo agli spettacoli di vari\u00e9t\u00e9 &#8211; ritenuti \u201cpoco edificanti\u201d per i reduci dal fronte, all\u2019indomani della disfatta di Caporetto &#8211; in quanto andava in palcoscenico non pi\u00f9 da solo, ma in compagnia di altri attori&#8221;.<br \/>\nIl commediografo propose a Del Piano, impresario del piccolo teatro popolare specializzato in spettacoli di variet\u00e0, un affare, cio\u00e8 recitare nel suo teatro non pi\u00f9 da solo, ma in compagnia di altri attori, facendo diventare le sue scene degli atti unici. \u2018O vico, fu il primo ed \u00e8 definito da molti esperti un vero gioiello. In esso sono racchiusi i germogli della futura produzione immortale di uno dei pi\u00f9 grandi artisti del teatro del Novecento.<br \/>\nSignificative le parole dall&#8217;autobiografia di Raffaele Viviani: &#8220;La mia vita fu tutta una lotta: lotta per il passato, lotta per il presente, lotta per l\u2019avvenire. Con chi lotto? Non col pubblico, il quale anzi facilmente si fa mettere con le spalle al tappeto, ma con i mille elementi che sono nell\u2019anticamera, prima di giungere al pubblico. Parlo del repertorio, delle imprese, dei trusts, dei trusts soprattutto. Oggi come ieri, l\u2019uomo di teatro \u00e8 in lotta continua coll\u2019accaparramento dei teatri di tutta Italia, i quali sono tenuti e gestiti da pochissime mani, tutte strette fra loro&#8221;.<br \/>\nSembrano appena scritte queste frasi.\u00a0 &#8220;Oggi come ieri il teatro vive uno stato di crisi perenne &#8211; sottolinea Mascia &#8211; La riforma ministeriale, ha eliminato 300 compagnie piccole e medie, favorendo il mostro nuovo: il pachidermico \u201cteatro pubblico commerciale\u201d dei Teatri nazionali, totalmente asserviti alle clientele e al sottogoverno. Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 agghiacciante \u00e8 il progetto politico che la riforma lascia intravedere. Quello di una progressiva dismissione del finanziamento pubblico al teatro. Ormai \u00e8 chiaro. Per lo stato il teatro non ha gi\u00e0 pi\u00f9 una funzione pubblica e la miope classe politica attuale non vede nel teatro una chiave dello sviluppo sociale&#8221;.<br \/>\n\u00c8 in questo clima di crescente disagio e di smarrimento che nasce la compagnia degli Attori indipendenti.<br \/>\n&#8220;Rivendichiamo un\u2019idea di teatro che restituisca all&#8217;attore la dignit\u00e0 e la centralit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 creativa &#8211; chiarisce il regista\/attore &#8211; Da napoletani sentiamo forte il bisogno di tutelare il nostro patrimonio attoriale, ormai disperso, per trasmetterlo integro e puro come a noi lo insegnarono i nostri Maestri&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Teresa Lucianelli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;\u2018O vico&#8221;, prosa, versi e musica di Raffaele Viviani, \u00e8 Al Trianon, dal 27 gennaio al 2 febbraio,\u00a0 con la compagnia degli Attori indipendenti, tutti noti artisti, a metterlo in scena nel Teatro del popolo dedicato proprio a Viviani, diretto artisticamente da Nino D&#8217;Angelo Il lavoro viene proposto nel centenario della scrittura di questo primo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3321,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,326],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5033"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5033"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5033\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5034,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5033\/revisions\/5034"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5033"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5033"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5033"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}