{"id":4194,"date":"2016-07-08T09:15:14","date_gmt":"2016-07-08T09:15:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=4194"},"modified":"2016-07-08T09:15:14","modified_gmt":"2016-07-08T09:15:14","slug":"gender-roles-gender-cages-and-surroundings","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/gender-roles-gender-cages-and-surroundings\/","title":{"rendered":"\u201cGender roles, gender cages and surroundings\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 12 luglio alle ore 17.30, presso il Castel dell\u2019Ovo di Napoli, Salone delle Carceri, avr\u00e0 luogo il vernissage della mostra personale di Paolo Valerio \u201cGender roles, gender cages and surroundings\u201d a cura di Raffaele Loffredo, autore anche del testo critico che l\u2019accompagna. La mostra preveder\u00e0 diverse installazioni e sculture dell\u2019artista e, in occasione dell\u2019inaugurazione, una live performance. Le opere saranno visitabili fino al 10 agosto 2016 (ingresso gratuito).<\/p>\n<p>LA CREATIVIT\u00c0 DI PAOLO VALERIO. La creativit\u00e0, rappresenta per Valerio, un processo che implica passaggi, salti, in cui collegandosi al mondo infantile del gioco, coglie l&#8217;esteticit\u00e0 dell&#8217;oggetto. Risulta evidente l&#8217;attrazione per le qualit\u00e0 e capacit\u00e0 intrinseche della materia di stampo poverista, ma le sue corde, cime, oggetti di scarto, plastiche vengono assemblate in gabbie di reti cilindriche. Le sue reti sono sinapsi, intese non a livello biologico (come connessioni tra neuroni), bens\u00ec come blocchi, difese, aree dell&#8217;inconscio, le vulnerabilit\u00e0 dell&#8217;io rispetto ai contesti. Lo scenario \u00e8 la zona flegrea di Lucrino (Pozzuoli) dove si reca nel fine settimana da alcuni anni per osservare gli oggetti che la natura marittima gli offre \u2013 su spiagge, anfratti, scogliere \u2013 e successivamente sceglierli, dargli dignit\u00e0 attraverso le sue composizioni dopo che il mare, tramite la sua azione corrosiva, ha gi\u00e0 creato e modellato autonomamente le sue forme riappropriandosi del materiale; salsedine, conchiglie, alghe che plasmano le forme, sono elementi ricorrenti di sculture che prendono forma nell&#8217;atto fisico della produzione, una pratica quindi che si consolida come condizione necessaria del suo essere. Paolo Valerio come in un ready-made 2.0 recupera, decontestualizza, le sue reti per\u00f2 sottendono un corto circuito visivo e rappresentano gabbie di genere: il gender, l&#8217;intersessualit\u00e0\u00a0 sono tra i temi principali della sua ricerca universitaria da diversi anni (\u00e8 Professore ordinario di Psicologia clinica alla Facolt\u00e0 di Medicina di Napoli); sono prigioni dalle quali, secondo l&#8217;artista, dovremmo liberarci, specchio di una cultura profondamente binaria. Differenza e non diversit\u00e0, come risorsa da valorizzare, l&#8217;arte di Paolo Valerio rappresenta un pretesto per riflessioni su suoi vissuti eterogenei, momenti della vita, come se avesse un filtro naturale che non gli consente di vedere il brutto della monnezza, trova la sua soggettivit\u00e0 nell&#8217;opera esattamente come in una poesia dove concepisce ogni fune, ogni oggetto come una lettera.<\/p>\n<p>LA CONTAMINAZIONE TRA ARTE E SCIENZA. \u201cLa mia attivit\u00e0 \u2013 afferma l&#8217;artista \u2013 mi permette di contattare pensieri impensabili dedicando tempo a me stesso ed al gioco, una parte di me bambino, un atto puerile che lascia una traccia e mi induce a pensare e non soltanto fare (non il fare per non pensare)\u201d. Valerio dunque si mette in contatto con i suoi blocchi, le sue aree di \u201cinterior junk\u201d, non da buttare ma anche da amare in quanto facenti parte di lui; il contenitore \u00e8 la sua casa ma l&#8217;opera proviene dalla natura, sovente infatti va alla ricerca di luoghi in solitudine per assemblare, sciogliere i nodi per poi riassemblarli, tagliare quelli troppo insolubili che spesso come nella vita \u00e8 meglio interrompere, con la costante consapevolezza che il modo in cui un soggetto esprime l&#8217;amore non \u00e8 mai il modo in cui l&#8217;altro desidera essere amato. Contaminazione tra arte e psichiatria, la stridenza tra arte e lavoro scientifico, la volont\u00e0 di rimettersi in gioco con un vocabolario plastico differente, sono tra le caratteristiche dell&#8217;artista. \u201cGender cages\u201d, \u201cDark side of the mind\u201d, \u201cAbout Tarantina\u201d sono tra i titoli delle sue installazioni che gli consentono di toccare temi a lui cari come l&#8217;omofobia, i femminielli (tema di un suo recente volume dal titolo Genere:femminielli ); o anche la poetica del sentirsi mai abbastanza nel ciclo \u201cNever Enought\u201d, l&#8217;utilizzo dell&#8217;accezione Wildiana del verde come colore della diversit\u00e0 in \u201cGreen butterfly\u201d. La mostra \u00e8 realizzata dalla Fondazione Genere Identit\u00e0 Cultura in collaborazione con la Fondazione Arti Napoli. Il vernissage sar\u00e0 arricchito dai prodotti vinicoli della SL Group di Luigi Sarracino e dallo street food di Italiam, start up dedicata ai prodotti tipici della tradizione napoletana.<\/p>\n<p>INFO. La mostra rester\u00e0 aperta dal lunedi al venerdi dalle ore 9:00 alle ore 19:00 (ultimo accesso ore 18:45) e la domenica dalle ore 9:00 alle ore 14:00 &#8211; ultimo accesso ore 13:15. Ingresso gratuito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 12 luglio alle ore 17.30, presso il Castel dell\u2019Ovo di Napoli, Salone delle Carceri, avr\u00e0 luogo il vernissage della mostra personale di Paolo Valerio \u201cGender roles, gender cages and surroundings\u201d a cura di Raffaele Loffredo, autore anche del testo critico che l\u2019accompagna. 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