{"id":28379,"date":"2026-09-24T19:12:45","date_gmt":"2026-09-24T19:12:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=28379"},"modified":"2026-09-24T19:12:45","modified_gmt":"2026-09-24T19:12:45","slug":"il-cilento-che-si-racconta-viaggio-tra-borghi-mare-arte-e-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/il-cilento-che-si-racconta-viaggio-tra-borghi-mare-arte-e-memoria\/","title":{"rendered":"Il Cilento che si racconta: viaggio tra borghi, mare, arte e memoria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Dal recupero di Borgo Riccio a Story Riders e al Torchiara Story Festival, alla Processione a Mare di Agropoli. Un viaggio tra luoghi, persone e tradizioni attraverso la formula dei piccoli gruppi di Cilento History Tour un itinerario fuori dagli schemi alla scoperta dell&#8217;identit\u00e0 cilentana<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un modo diverso di viaggiare nel Cilento: non mettere in fila monumenti e localit\u00e0, ma seguire le storie che li tengono insieme. \u00c8 da questa intuizione che prende forma un percorso capace di unire realt\u00e0 apparentemente lontane: il recupero di Borgo Riccio, le esperienze di Story Riders, il Torchiara Story Festival, i PACC \u2013 Percorsi d&#8217;Arte Contemporanea in Cilento, le dimore storiche, le tradizioni religiose e marinare, fino alla gastronomia e alla Dieta Mediterranea.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mosaico nel quale ogni tessera racconta una parte dell&#8217;identit\u00e0 cilentana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Angela Riccio<\/strong> ha presentato a Roma questa originale intuizione dedicata alla valorizzazione del territorio e alla costruzione di una narrazione capace di tenere insieme patrimonio, cultura e turismo esperienziale. Tra le storie inserite in questo racconto c&#8217;\u00e8 anche la Processione a Mare della Madonna di Costantinopoli di Agropoli, una tradizione nella quale il legame tra comunit\u00e0, fede e mare diventa patrimonio da conoscere. ?<em>Un\u2019idea che nasce dal recupero di Borgo Riccio, una dimora storica di grande interesse, passando per Story Riders e Torchiara Story Festival, fino ai Percorsi d\u2019Arte Contemporanea in Cilento. Tre progetti nati con l\u2019obiettivo di raccontare un territorio straordinario nella sua autenticit\u00e0, attraverso un turismo lento, colto, autentico, fatto di emozioni vere, incontri e luoghi capaci di lasciare un ricordo indelebile<\/em>?, ha precisato Angela Riccio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Borgo Riccio, quando recuperare significa restituire una storia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il recupero di un borgo non coincide necessariamente con il recupero delle sue pietre. Un luogo torna davvero a vivere quando ritrova una funzione, quando le sue memorie vengono raccontate e quando chi arriva pu\u00f2 percepirne l&#8217;identit\u00e0. Borgo Riccio rappresenta una delle esperienze attraverso cui questa idea prende forma: il borgo come spazio di memoria, ma anche come possibile punto di partenza per un turismo capace di cercare ci\u00f2 che normalmente rimane fuori dagli itinerari pi\u00f9 conosciuti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un cambio di prospettiva: il patrimonio non viene considerato soltanto come qualcosa da conservare, ma come una risorsa da mettere in relazione con le persone, le comunit\u00e0 e il territorio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Story Riders e Torchiara: le storie diventano destinazione<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se il borgo conserva la memoria, sono le storie a renderla contemporanea. Da qui il ruolo di Story Riders e del Torchiara Story Festival, esperienze nelle quali il racconto diventa parte integrante della scoperta del territorio. Raccontare un luogo significa infatti raccontare anche chi lo ha abitato, chi continua a viverlo e le vicende che ne hanno determinato l&#8217;identit\u00e0. Il Cilento pu\u00f2 essere letto attraverso l&#8217;archeologia, ma anche attraverso le voci degli abitanti; attraverso i monumenti, ma anche attraverso le tradizioni; attraverso i paesaggi, ma soprattutto attraverso le storie che quei paesaggi custodiscono. \u00c8 questa dimensione narrativa a rendere il viaggio meno prevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&nbsp;Agropoli, la processione che attraversa il mare<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ad Agropoli, la Processione a Mare della Madonna di Costantinopoli offre un esempio particolarmente forte di patrimonio immateriale. La statua che attraversa il mare non \u00e8 soltanto il centro di una celebrazione religiosa. La processione racconta il rapporto storico e simbolico tra la comunit\u00e0 e il mare, elemento che ha segnato per secoli la vita economica, sociale e culturale della citt\u00e0. Inserire una tradizione come questa in un percorso di conoscenza significa ampliare il concetto stesso di patrimonio. Non esistono soltanto siti archeologici da visitare o palazzi da fotografare. Esistono rituali, gesti, feste e consuetudini che costituiscono una parte altrettanto importante dell&#8217;identit\u00e0 di un territorio. Ed \u00e8 proprio questa dimensione che l&#8217;intuizione di Angela Riccio porta al centro dell&#8217;attenzione: costruire una narrazione nella quale il patrimonio materiale e quello immateriale possano dialogare.<\/p>\n\n\n\n<p>?<em>Il primo pacchetto turistico &#8211;<\/em> dichiara la Riccio &#8211; <em>permette agli ospiti di vivere da protagonisti questa straordinaria tradizione, partecipando in barca alla processione della statua della Madonna, accompagnata dagli spettacolari fuochi d\u2019artificio che illuminano il mare e le spiagge della baia di Agropoli in uno scenario di rara bellezza<\/em><em>?<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&nbsp;Torre Volpe, una porta sulla storia delle dimore cilentane<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio prosegue nell&#8217;entroterra, a Prignano Cilento, con la visita a Torre Volpe, risalente al XII secolo, inserita nel circuito dell&#8217;Associazione Dimore Storiche Italiane. Le dimore storiche permettono di entrare in una dimensione diversa del patrimonio: quella delle architetture legate alle famiglie, alla vita quotidiana, ai rapporti economici e sociali che hanno contribuito a costruire la storia dei territori. In Cilento, questi luoghi costituiscono una rete preziosa, capace di affiancare ai grandi attrattori una geografia pi\u00f9 discreta e meno conosciuta. Torre Volpe diventa cos\u00ec una tappa che invita a rallentare e a osservare il territorio da un&#8217;altra prospettiva: quella delle architetture e delle storie custodite dalle dimore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&nbsp;Marina di Camerota e la Lamparata: il mare che si racconta a tavola<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal patrimonio architettonico a quello marinaro. A Marina di Camerota, la <em>Lamparata <\/em>porta dentro il viaggio la memoria della pesca e il rapporto ancestrale tra le comunit\u00e0 costiere e il mare. La luce delle lampare, il mare notturno e la convivialit\u00e0 diventano elementi di un&#8217;esperienza nella quale cultura e gastronomia si incontrano, con la cena sulla spiaggia del Pozzallo a base di pesce appena pescato. \u00c8 un esempio di come il turismo esperienziale possa partire da una tradizione locale e trasformarla in un&#8217;occasione di conoscenza. Non soltanto assistere a un evento, dunque, ma comprendere ci\u00f2 che quell&#8217;evento racconta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Piccoli gruppi, itinerari costruiti su misura<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo scenario che si inserisce la formula proposta da Cilento History Tour: piccoli gruppi e itinerari costruiti su misura. Una modalit\u00e0 che permette di mettere in relazione esperienze differenti, seguendo gli interessi dei viaggiatori. L&#8217;itinerario pu\u00f2 partire dai Parchi Archeologici di Paestum e Velia, attraversare la storia della Certosa di San Lorenzo di Padula, entrare nelle pi\u00f9 prestigiose Dimore Storiche del Cilento, proseguire attraverso borghi, paesaggi e tradizioni e arrivare fino alla contemporaneit\u00e0 dei percorsi d&#8217;arte. La particolarit\u00e0 non \u00e8 soltanto nella quantit\u00e0 dei luoghi visitati, ma nella possibilit\u00e0 di collegarli attraverso un filo narrativo. Il Cilento non viene quindi proposto come un catalogo di attrazioni, ma come un territorio da interpretare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&nbsp;Paestum, Velia e Padula: la grande storia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I siti UNESCO rappresentano una delle fondamenta di questa narrazione. I Parchi Archeologici di Paestum e Velia, dove nacque la Scuola Eleatica, una delle correnti filosofiche pi\u00f9 importanti del mondo antico, fondata da Parmenide, raccontano la stratificazione millenaria di un territorio attraversato da popoli, culture e commerci.<\/p>\n\n\n\n<p>La Certosa di San Lorenzo di Padula aggiunge un altro capitolo, quello della grande architettura monastica e della storia religiosa e culturale dell&#8217;Italia meridionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono luoghi che appartengono alla dimensione del patrimonio universale, ma che possono essere letti anche attraverso la storia locale. Il valore dell&#8217;itinerario sta allora nel collegamento: archeologia, architettura, paesaggio e comunit\u00e0 diventano parti di una stessa storia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong><em>L&#8217;arte contemporanea cambia lo sguardo sul Cilento<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se i siti archeologici raccontano il passato, i PACC &#8211; Percorsi d&#8217;Arte Contemporanea in Cilento, sviluppati in collaborazione con la Regione Campania, introducono il presente. Le opere d\u2019arte contemporanea disseminate negli antichi borghi entreranno a far parte degli itinerari come momenti di sosta e riflessione, l&#8217;arte contemporanea pu\u00f2 infatti diventare uno strumento per reinterpretare un paesaggio, un borgo o uno spazio pubblico. \u00c8 una scelta significativa perch\u00e9 contribuisce a superare l&#8217;idea di un Cilento esclusivamente legato alla memoria. Un territorio vivo deve poter raccontare ci\u00f2 che \u00e8 stato, ma anche interrogarsi su ci\u00f2 che sta diventando. I PACC si collocano proprio in questo spazio: quello in cui l&#8217;arte dialoga con i luoghi e suggerisce nuovi modi di guardarli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&nbsp;La Dieta Mediterranea, il sapore come memoria<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel Cilento l&#8217;enogastronomia \u00e8 molto pi\u00f9 di un elemento dell&#8217;offerta turistica. \u00c8 un linguaggio. La Dieta Mediterranea \u00e8 nata proprio in questa terra, racconta una cultura fondata sulla convivialit\u00e0, sul rapporto con la terra e con il mare, sulla stagionalit\u00e0 e sulla trasmissione delle conoscenze. I famosi vini DOP e IGP del territorio, come Aglianico e Fiano del Cilento, l\u2019extravergine di oliva DOP Cilento, poi ortaggi, legumi, cereali, pesce, prodotti locali e ricette della tradizione diventano cos\u00ec parte di un patrimonio che non si osserva soltanto: si assaggia. La tavola \u00e8 dove tutti i percorsi finiscono per incontrarsi. Essa diventa uno dei luoghi nei quali il visitatore pu\u00f2 entrare realmente in relazione con la cultura locale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Un&#8217;unica storia fatta di tante storie<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Borgo Riccio, Story Riders, Torchiara, Agropoli, Torre Volpe, Marina di Camerota, Paestum, Velia, Padula, i PACC e la Dieta Mediterranea potrebbero apparire, a prima vista, come esperienze separate. In realt\u00e0 raccontano la stessa cosa: la ricchezza di un territorio non \u00e8 contenuta in un unico monumento, ma nella relazione tra luoghi, persone, memoria e paesaggio. Per il Sindaco di Agropoli, <strong>Roberto Mutalipassi <\/strong>&nbsp;?<em>L<\/em><em>a nascita di Cilento History Tour: rappresenta per tutto il territorio cilentano una importante novit\u00e0. Tantissimi turisti sono pronti a scoprire il fascino delle nostre antiche tradizioni poich\u00e9 il Cilento, dalla costa all\u2019entroterra, custodisce un patrimonio straordinario fatto di mare, paesaggi, storia, cultura ed eccellenze eno-gastronomiche. Sono certo che questo nuovo progetto contribuir\u00e0 a far conoscere ancora di pi\u00f9, e come merita, il nostro territorio<\/em>?. La vera sfida \u00e8 riuscire a trasformare questa ricchezza in un racconto riconoscibile senza impoverirla. \u00c8 qui che il modello dei piccoli gruppi e degli itinerari personalizzati pu\u00f2 trovare la sua ragion d&#8217;essere: permettere al viaggiatore di uscire dalla logica della semplice visita e di entrare in quella dell&#8217;incontro. Il Cilento, allora, non \u00e8 soltanto un luogo da vedere \u00e8 un luogo da ascoltare, da attraversare lentamente, da conoscere attraverso le sue pietre e le sue storie, attraverso il mare e le dimore storiche, tramite l&#8217;arte contemporanea e la memoria dei borghi, fino ad una tavola dove la Dieta Mediterranea diventa l&#8217;ultimo, e forse pi\u00f9 immediato, capitolo di un racconto che continua. Perch\u00e9 il viaggio pi\u00f9 interessante, in fondo, non \u00e8 quello che consente di dire \u00absono stato in Cilento\u00bb. \u00c8 quello che, tornando a casa, permette di dire: \u00abho conosciuto una storia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Harry di Prisco<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal recupero di Borgo Riccio a Story Riders e al Torchiara Story Festival, alla Processione a Mare di Agropoli. 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