{"id":28358,"date":"2026-09-23T15:26:32","date_gmt":"2026-09-23T15:26:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=28358"},"modified":"2026-09-23T15:32:00","modified_gmt":"2026-09-23T15:32:00","slug":"open-house-napoli-2-4-ottobre-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/open-house-napoli-2-4-ottobre-2026\/","title":{"rendered":"OPEN HOUSE NAPOLI, 2-4 OTTOBRE 2026"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ottavo anno per il festival dell\u2019architettura di Napoli, che in un weekend di visite guidate gratuite condurr\u00e0 i cittadini alla scoperta dell\u2019immenso patrimonio architettonico, urbanistico e artistico della citt\u00e0, raccontato con impegno e passione da oltre 600 volontari.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>Realizzato con il contributo della Regione Campania &#8211; Direzione Generale Governo del Territorio, ai sensi della Legge Regionale 19\/2019, e del Comune di Napoli, nell\u2019ambito della propria programmazione culturale e in esito al bando \u201cCultura Napoli 2026\u201d, Open House Napoli 2026 propone 160 appuntamenti in programma tra percorsi urbani, siti istituzionali, palazzi storici, case private, laboratori Kids, mostre ed eventi. Tra le novit\u00e0 l\u2019esordio della nuova sezione Sconfinamenti, il festival nel festival che racconta la Citt\u00e0 metropolitana, partendo dai Campi Flegrei.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"696\" height=\"870\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/OHN2026-Post-1080x1350-1-696x870-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-28361\" style=\"aspect-ratio:0.8;width:533px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/OHN2026-Post-1080x1350-1-696x870-1.png 696w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/OHN2026-Post-1080x1350-1-696x870-1-240x300.png 240w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel presentare l\u2019ottava edizione di <strong>Open House Napoli <\/strong>(OHN), il festival dell\u2019architettura che in unico weekend apre al pubblico le porte della citt\u00e0 col suo ricco programma di visite guidate completamente gratuite, non si pu\u00f2 non partire dai numeri: <strong>160 esperienze totali<\/strong>, mai cos\u00ec tante, suddivise tra visite, percorsi urbani, laboratori, mostre; circa <strong>70 nuove aperture<\/strong> (il <strong>43%<\/strong> <strong>del totale<\/strong>), a testimoniare l\u2019inesausto lavoro di ricerca compiuto per comporre un ritratto della citt\u00e0 quanto pi\u00f9 possibile ampio, originale e multiforme. Che sar\u00e0 raccontato da <strong>603 volontari <\/strong>&#8211; numero record -i grandi protagonisti senza i quali il festival non sarebbe possibile, una comunit\u00e0 di donne e uomini tra studenti, architetti, insegnanti e cultori della citt\u00e0 che condivideranno con i visitatori le loro competenze, voglia di fare ed entusiasmo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario entrare dentro questi numeri per descrivere le scelte compiute nella costruzione del programma. Due le direzioni intraprese:<strong> in orizzontale<\/strong>, ampliando geograficamente l\u2019offerta per cogliere di Napoli, al di l\u00e0 delle dieci municipalit\u00e0, anche la sua Citt\u00e0 metropolitana; <strong>in verticale,<\/strong> approfondendo lo sguardo verso un racconto che restituisca l\u2019intreccio di passato, presente e futuro caratteristico di una citt\u00e0 che ha appena terminato di celebrare i suoi 2500 anni di storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccolo, attraverso le tappe principali, il <strong>cuore del programma di OHN 2026<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SCONFINAMENTI: AMPLIARE L\u2019ORIZZONTE, PARTENDO DAI CAMPI FLEGREI<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima, grande novit\u00e0 \u00e8 frutto di una riflessione elementare: la citt\u00e0 di Napoli rappresenta soltanto un decimo dell\u2019intera Citt\u00e0 metropolitana. Perci\u00f2 \u00e8 necessario ampliare la prospettiva, gettando lo sguardo in direzione di un vasto territorio che non \u00e8 indistinta periferia, bens\u00ec un multiforme mosaico urbano di luoghi dalle identit\u00e0 peculiari. Da qui nasce la sezione <strong>Sconfinamenti<\/strong>: un festival nel festival, concentrato nella prima giornata del weekend \u2013 il venerd\u00ec 2 ottobre \u2013, che a partire da quest\u2019anno racconter\u00e0 una dopo l\u2019altra le tante anime della Citt\u00e0 metropolitana. Si parte dai <strong>Campi Flegrei<\/strong>, col loro dialogo inesausto tra terra e mare, natura e cultura, ricchi di una storia pi\u00f9 antica della stessa Napoli. Una terra \u201cardente\u201d, come dice il suo nome, ricca di un\u2019energia che talvolta le si ritorce contro, come con i recenti fenomeni sismici. OHN ha voluto essere presente anche in questo contesto: per riavvicinare i cittadini ai loro luoghi straordinari e tornare ad amarli con rinnovata consapevolezza. Il programma comprende circa venti esperienze, tra archeologia, natura, architettura.<\/p>\n\n\n\n<p>Da segnalare, per la parte antica: il <strong>Colombario del Fusaro<\/strong>, un luogo di sepoltura con loculi e cellette simili a piccionaie tipica nell\u2019antica Roma, e una vicenda che va dalla met\u00e0 del I sec. a.C. fino all\u2019epoca bizantina; il percorso <strong>Pozzuoli, la trama antica nella citt\u00e0 contemporanea<\/strong>, che coglie tracce e vestigia di epoca storica che sopravvivono, a volte appena visibili, nel tessuto urbano; infine i <strong>Depositi archeologici di Pozzuoli<\/strong>, enorme patrimonio di 1.300 reperti marmorei e 12.000 casse di materiali provenienti dagli scavi del Rione Terra, che hanno restituito un articolato tessuto urbano di duemila anni fa. In questo caso lo stesso \u201ccontenitore\u201d \u00e8 rilevante, poich\u00e9 il deposito \u00e8 collocato in due dei monumentali serbatoi realizzati alla fine degli anni Trenta del Novecento dal grande progettista Pier Luigi Nervi e destinati a una funzione industriale, dando cos\u00ec vita a un suggestivo dialogo tra archeologia e architettura moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gli interventi architettonici \u00e8 da segnalare lo <strong>Studentato nelle Ex Terme Tricarico<\/strong> a Bagnoli, recentissimo intervento di rigenerazione a opera dello studio Od\u2019A Officina d\u2019Architettura, impegnato nel recupero degli spazi di un fabbricato gi\u00e0 stabilimento termale e istituto alberghiero per trasformarlo in una struttura ricettiva moderna e funzionale per studenti universitari; le <strong>nuove<\/strong> <strong>stazioni EAV di Baia e Pozzuoli<\/strong>, tassello fondamentale per l\u2019ampliamento della rete infrastrutturale su rotaia dei Campi Flegrei; le ville e appartamenti progettati dagli studi <strong>Manuarino <\/strong>e<strong> Pollice<\/strong>, testimonianza del lavoro di una nuova generazione di architetti per valorizzare gli spazi privati di un\u2019area ad altissimo valore paesaggistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando di paesaggio, finiamo con: il <strong>Parco letterario di Nisida<\/strong>, che coniuga la presenza di architetture di epoca borbonica con incomparabili valori naturalistici; il <strong>Parco della Quarantena<\/strong>, vastissima area verde di 125.000 mq lungo il lago Fusaro, un tempo sede temporanea di acclimatazione per gli animali esotici dello zoo di Napoli, chiuso nel 1993 e recentemente riaperto, in via di recupero grazie all\u2019impegno di associazioni ambientaliste e del Comune di Bacoli; il <strong>Parco Cerillo<\/strong>, oasi verde impreziosita da una villa ottocentesca oggi adibita a sede della biblioteca comunale di Bacoli, che dopo anni di scarsa valorizzazione ha conosciuto una nuova vita grazie a una convenzione sottoscritta tra il Comune e la Cooperativa sociale \u201cTre foglie\u201d, che ha restituito il bene alla comunit\u00e0; il <strong>Bosco della Salandra<\/strong> (in programma la domenica), polmone verde di Marano, per un\u2019escursione che unisce natura e storia, con un fitto castagneto, siti archeologici romani e il suggestivo Eremo di Santa Maria di Pietra Spaccata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>RACCONTARE NAPOLI: TRA PASSATO PRESENTE E FUTURO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il blocco pi\u00f9 consistente del festival riguarda naturalmente le dieci municipalit\u00e0 di Napoli, protagoniste delle giornate di sabato 3 e domenica 4 ottobre. Nell\u2019impossibilit\u00e0 di sintetizzare tutte le esperienze di un programma ricchissimo, vanno sottolineate le linee portanti, nell\u2019ottica di un grande romanzo diviso in tre capitoli: a partire dal<strong> passato<\/strong>, che sorregge e rilancia<strong> presente <\/strong>e<strong> futuro <\/strong>della capitale partenopea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>PASSATO: MEMORIE DALLA CITT\u00c0 STORICA<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Napoli \u00e8 una citt\u00e0 stratificata, o meglio ancora pi\u00f9 citt\u00e0 in una che convivono e dialogano a diversi livelli. Per raccontarla \u00e8 indispensabile partire dalle vestigia antiche. Fiore all\u2019occhiello dell&#8217;ottava edizione del festival \u00e8 il <strong>Teatro Antico di Neapolis all&#8217;Anticaglia<\/strong>: edificato nel I sec. a.C., ricostruito in et\u00e0 flavia e citato da Svetonio e Tacito, presenta la tipica cavea semicircolare greca, incastonata tra edifici successivi. Dal 2003 \u00e8 al centro di un progetto di scavo, restauro e valorizzazione promosso dal Comune di Napoli con la Soprintendenza e lo studio Einaudi, volto a creare un parco archeologico urbano. Accanto sorge <strong>l\u2019Odeon Neapolis<\/strong>, struttura ricettiva che ingloba resti del secondo teatro romano, recuperati con una sinergia tra pubblico e privato. La citt\u00e0 ipogea affiora nella <strong>Necropoli Ellenistica di Neapolis<\/strong> (Vergini-Sanit\u00e0), un paesaggio urbano sepolto dalle alluvioni con ipogei funerari del IV sec. a.C. che testimoniano l&#8217;origine greca di Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il festival annovera importanti riaperture nel tessuto storico: la <strong>Chiesa e i Chiostri di San Giovanni a Carbonara<\/strong>, restituiti alla citt\u00e0 grazie a un progetto di rigenerazione temporanea promosso da Chiesa di Napoli, Fondazione Napoli C&#8217;entro, Agenzia del Demanio, Comune e Soprintendenza ABAP per riscoprire un luogo simbolo del Rinascimento napoletano; la <strong>Basilica della Santissima Annunziata Maggiore<\/strong>, di origine angioina e riedificata su impianto tardo-barocco da Luigi Vanvitelli, autore del celebre \u201csuccorpo\u201d sotterraneo, nota per la storica \u201cruota degli esposti\u201d attiva fino al 1875; l\u2019<strong>Arciconfraternita della Disciplina della Santa Croce<\/strong> a Forcella, la pi\u00f9 antica confraternita laicale napoletana (1290), con finalit\u00e0 assistenziali e frequentata da tre papi e famiglie nobiliari. La sede \u00e8 un raro esempio di architettura confraternale tardomedievale con facciata classicista, interni barocchi e un giardino quattrocentesco legato alla Congiura dei Baroni del 1485.<\/p>\n\n\n\n<p>Di eccezionale valore \u00e8 la <strong>Fondazione Real Monte Manso di Scala<\/strong>, istituita nel 1608 per sostenere i figli dei nobili decaduti. L\u2019attuale sede, ex Seminario dei Nobili affidato ai Gesuiti, fu riorganizzata nel Settecento realizzando una chiesa straordinaria, unicum collocato al terzo piano e sovrapposto alla Cappella Sansevero. Chiusa negli anni Cinquanta e danneggiata dal sisma del 1980, la cappella \u00e8 stata interamente restaurata dalla Fondazione nel 2009.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apertura inedita dell\u2019<strong>Ospedale pediatrico Lina Ravaschieri<\/strong> e dell\u2019<strong>Istituto Ortopedico Teresa Ravaschieri <\/strong>celebra il bicentenario della nascita della duchessa e mecenate Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri. Inaugurato nel 1880 con il sostegno della famiglia reale in memoria della figlia morta a 12 anni, la struttura fu pioniere nella chirurgia infantile e punto di svolta per l&#8217;assistenza pediatrica napoletana, tuttora sede del Santobono Pausilipon. Infine, il <strong>Museo Civico Gaetano Filangieri<\/strong>, fondato nel 1882 dal fratello di Teresa ed ospitato nel quattrocentesco Palazzo Como, custodisce una collezione di arti applicate, dipinti e sculture dal XV al XIX secolo, una biblioteca di 8.000 volumi e un archivio con documenti dal XIII al XIX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>PRESENTE: LA CITT\u00c0 DEL MODERNO<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli apporti novecenteschi hanno profondamente modificato la citt\u00e0, imprimendo un segno fortissimo sull\u2019assetto urbano di Napoli. Sono tracce visibili negli interventi di epoca fascista che hanno riscritto intere aree del centro sventrando quartieri storici, presenti nel programma di OHN 2026, dalla <strong>Casa del Mutilato<\/strong> al <strong>Palazzo dell&#8217;Avvocatura di Stato<\/strong> e il <strong>Palazzo della Provincia<\/strong>, questi ultimi due firmati da Marcello Canino, pezzi pregiati di quella embrionale \u201ccity napoletana\u201d raccontata puntualmente anche dal percorso <strong>Rione Carit\u00e0, il Primo Centro Direzionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La Napoli moderna prende forma a partire da quello stesso periodo, tra anni Venti e Cinquanta del Novecento, grazie all\u2019opera di progettisti dalla spiccata personalit\u00e0, come un nome molto caro ad Open House Napoli, Luigi Cosenza. Tra le sue opere in programma non pu\u00f2 mancare l\u2019<strong>Ex Mercato Ittico<\/strong>, che porta nel 1929 il linguaggio razionalista sulle sponde di Partenope, un\u2019opera adesso in fase di cantiere per il processo di restauro promosso dal Comune di Napoli col supporto scientifico del Dipartimento di Architettura dell\u2019universit\u00e0 Federico II, che ridar\u00e0 vita nell\u2019area del <em>waterfront <\/em>a un luogo dalla naturale vocazione culturale; la novit\u00e0 di<strong> Villa Ferri<\/strong>, realizzata nell\u2019immediato secondo dopoguerra insieme a Francesco Della Sala sulla collina di Posillipo, altro pezzo pregiato dell\u2019architettura del Novecento che attende di essere studiato con maggiore attenzione; il singolare <strong>Quartiere Sperimentale Torre Ranieri<\/strong>, nello stesso quartiere, frutto dell\u2019impegno civile di Cosenza, che negli anni Cinquanta andava sperimentando soluzioni costruttive sostenibili per un\u2019edilizia popolare di qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A Posillipo va segnalata l\u2019apertura per la prima volta della <strong>Scuola Svizzera<\/strong>, oggi sede dell&#8217;Istituto Comprensivo \u201cRaffaele Viviani\u201d, realizzata negli anni Sessanta dall\u2019influente progettista svizzero Dolf Schnebli, un\u2019opera rilevante dell\u2019architettura del Moderno che tiene insieme ruolo urbano del complesso scolastico, sensibile relazione con il paesaggio e innovative soluzioni per la didattica, ancora oggi attualissime.<\/p>\n\n\n\n<p>Di grande significato il percorso <strong>L&#8217;Architettura delle donne a Napoli<\/strong>, primo passo di un\u2019ampia ricerca promossa da Mappina APS con il DiARC e ADA Napoli, che propone una lettura della citt\u00e0 moderna attraverso opere che restituiscono il contributo delle progettiste donne alla trasformazione di Napoli nel secondo Novecento: da Stefania Filo Speziale (Grattacielo della Societ\u00e0 Cattolica Assicurazioni, oggi NH Panorama) alla coppia Elena Mendia e Delia Maione (Edifico per uffici a via Cristoforo Colombo), da Anna Buonaiuto, autrice con Salvatore Bisogni del Mercatino Rionale nel tessuto denso dei Quartieri Spagnoli, a Luciana De Rosa, il cui ruolo fu decisivo nella progettazione della Scuola dell\u2019infanzia a Chiaia, firmata dallo studio Pica Ciamarra Associati, configurata come spazio di cura, educazione e crescita dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>PRESENTE: GLI STUDI DI ARCHITETTURA DELLA NAPOLI DI OGGI<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per raccontare l\u2019identit\u00e0 architettonica della Napoli di oggi \u00e8 indispensabile rivolgersi al lavoro degli studi di architettura del territorio, i cui progetti, che riguardano spesso residenze private, incidono significativamente sulla forma della citt\u00e0, dicendo tantissimo delle aspirazioni, desideri, stili di vita di chi la abita. \u00c8 stato intenso, pi\u00f9 che nelle precedenti edizioni, il lavoro di confronto con i progettisti napoletani, che hanno voluto proporre per OHN 2026 i loro lavori. I primi frutti di questa ricerca, destinata ad arricchirsi nel tempo, si raccolgono nelle numerose aperture inedite, soprattutto abitazioni ma anche studi professionali, gallerie d\u2019arte, uffici, firmati da nomi affermati e realt\u00e0 emergenti, che offrono una prospettiva sul fare architettura nella Napoli del presente, dando voce a professionisti capaci di dialogare con il <em>genius loci<\/em> e interpretare il ruolo unico &#8211; a met\u00e0 tra tecnica e arte &#8211; dell\u2019architetto.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 solo l\u2019imbarazzo della scelta: le forme sinuose di <strong>Casa Gi\u00f2<\/strong> dello studio M Architettura di Mario Coppola, che asseconda la struttura curva di un edificio a via Crispi per disegnare un\u2019abitazione dallo spazio fluido, morbido e immersivo; l\u2019ovattata eleganza altoborghese carica di memorie della <strong>Casa V al parco Grifeo<\/strong> di Vittorio Chiariello; l\u2019equilibrio tra ambienti materici in ombra e spazi attraversati dalla luce vibrante del mare della <strong>Casa Gramsci<\/strong> dello studio La Fotosintesi; gli <strong>Uffici NLG<\/strong> di Valentina Autiero, con gli ampi spazi di una societ\u00e0 del settore marittimo trasformati in una scatola volumetrica color sabbia, con tratti di colore e superfici increspate che rimandano al mare; la <strong>Mea Domus Mergellina<\/strong> di Sabina Martusciello, un grande appartamento disposto su pi\u00f9 livelli in un palazzo ottocentesco, una pagina di gusto liberty che dialoga efficacemente con il design contemporaneo: la <strong>Casa Bosco<\/strong> di Studio Sign\u00f2, che si apre sul verde della Chiesa di Santa Maria della Misericordia a Capodimonte, scandendo un modo di abitare giovane e contemporaneo, attraverso un linguaggio eclettico in equilibrio tra suggestioni vintage e rigore minimale;<strong> 480 Site Specific<\/strong>, home gallery progettata da Antonella D\u2019Orso per Luca Piciocchi e Gabriella Pascale, dove la casa si fa teatro per installazioni artistiche, favorendo il dialogo tra linguaggio creativo, architettura e valori paesaggistici; <strong>Villa De Rosa<\/strong> di Bianca Parenti e Marino Amodio, una casa al piano nobile della prestigiosa villa ottocentesca sulla discesa del Petraio, in un progetto in cui solo il legno di Okum\u00e8 e il marmo giallo di Verona spiccano in un ambiente minimale pensato per non distrarre gli occhi dalla vista del golfo; <strong>Casa PA<\/strong> di OC-16 Architects, che partendo da un ingresso collocato sul lato meno panoramico dell\u2019abitazione, trasforma il limite in un percorso che guida lo sguardo verso l\u2019esterno, con grandi vetrate sul Golfo e interni che amplificano la luce naturale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>FUTURO: RIGENERARE LA CITT\u00c0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A incidere profondamente sull\u2019identit\u00e0 della citt\u00e0 sono quei luoghi in grado di riscrivere il profilo di intere aree. Interventi a volte completamente nuovi, progetti di rigenerazione e riqualificazione, che recuperano e spesso reinventano dalle fondamenta edifici preesistenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il caso di <strong>Restart Scampia<\/strong>: il progetto, per il quale il Comune di Napoli ha ottenuto finanziamenti provenienti principalmente dai Fondi PNRR, PON METRO e Periferie, contempla la demolizione della Vela Gialla e della Vela Rossa, e la riqualificazione della Vela Celeste con la costruzione di circa 500 nuovi alloggi autosufficienti dal punto di vista energetico. All\u2019interno di questo pi\u00f9 ampio processo di rigenerazione urbana si inserisce l\u2019intervento su progetto di Studio Settanta7, che prevede la costruzione di tre nuovi edifici residenziali nell\u2019area dell\u2019ex Lotto M, che ospiteranno nuovi alloggi progettati secondo i pi\u00f9 elevati standard di efficienza energetica. Nel complesso si tratta di una grande opera, con l\u2019obiettivo di fare di Scampia un nuovo centro dell\u2019area metropolitana di Napoli, che i visitatori di Open House Napoli avranno l\u2019opportunit\u00e0 di visitare in anteprima assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel quadrante orientale di Napoli prosegue a pieno regime l\u2019intervento di rigenerazione urbana e industriale <strong>Italian Green Factory<\/strong>, firmato da Od\u2019A Officina d\u2019Architettura, che riscrive la morfologia di un sito industriale dismesso di oltre 53.000 mq per dar vita a un distretto dell\u2019innovazione sostenibile. Attraverso una dialettica tra preesistenze riqualificate e nuovi volumi trasparenti, l\u2019intervento eleva la fabbrica a infrastruttura urbana, dove il verde e la tecnologia agiscono come matrici di un unico ecosistema produttivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mancano le aperture infrastrutturali legate alla mobilit\u00e0, con stazioni e linee di collegamento che negli anni Duemila hanno rappresentato il segno pi\u00f9 rilevante nella definizione dei nuovi assetti urbani. E qui un contributo decisivo lo offrono <strong>ANM<\/strong> ed <strong>EAV<\/strong>, storici partner di Open House Napoli, che negli anni hanno permesso al festival di aprire le porte di numerose stazioni ancora in fase di cantiere, seguendone nel tempo l\u2019evoluzione e consentendo di gettare lo sguardo dietro le quinte della citt\u00e0 futura.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni di questi progetti sono presenti anche nel programma di quest\u2019anno: la <strong>Stazione EAV di Monte Sant\u2019Angelo<\/strong> con gli ingressi-scultura di Anish Kapoor; la <strong>Stazione Chiaia della Metropolitana Linea 6<\/strong> firmata da Uberto Siola con le installazioni artistiche di Peter Greenaway; l\u2019<strong>Ascensore Monte Echia<\/strong>, opera di notevole complessit\u00e0 ingegneristica che ha restituito la \u201crupe\u201d di Pizzofalcone a una nuova centralit\u00e0, riconnettendo al lungomare un luogo custode delle memorie legate alle origini mitiche di Parthenope. Una novit\u00e0 \u00e8 rappresentata dalla visita alle <strong>Officine ANM di Piscinola<\/strong>, 95.000 mq di superficie collocati in prossimit\u00e0 della stazione capolinea della Linea 1 della Metropolitana di Napoli, segreto cuore operativo del sistema della mobilit\u00e0, con i capannoni in cui si effettuano le operazioni di manutenzione di rete e treni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>OHN KIDS: IL VILLAGGIO PER PI\u00d9 PICCOLI A LA SANTISSIMA COMMUNITY HUB<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Appuntamento sempre pi\u00f9 centrale nel festival \u00e8OHN Kids, la sezione dedicata ai pi\u00f9 piccoli. Perch\u00e9 l&#8217;architettura e la citt\u00e0 non sono temi solo per adulti: i bambini le abitano, le attraversano, ci giocano, offrendone spesso una lettura pi\u00f9 libera e sorprendente. Laboratori, esplorazioni, attivit\u00e0 creative e manuali saranno concentrati nel rinnovato <strong>Villaggio OHN Kids<\/strong>, quest&#8217;anno di casa a<strong> La Santissima &#8211; Community Hub, <\/strong>nei locali recuperati dell&#8217;ex Ospedale Militare abbandonato per oltre 30 anni e oggi tornato a vivere con la presenza di studi e progetti culturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Un luogo che diventa esso stesso parte dell&#8217;esperienza di OHN Kids, da esplorare, abitare e reinterpretare attraverso gli occhi dei bambini, e che per l\u2019occasione si arricchir\u00e0 anche delle attivit\u00e0 de<strong> La Santissima Domenica<\/strong>, il format con cui la Community apre le proprie porte al quartiere attraverso musica, giochi e momenti di convivialit\u00e0. Accanto alle attivit\u00e0 dedicate all&#8217;architettura e alla citt\u00e0 arrivano cos\u00ec <strong>nuovi linguaggi, materiali e forme di espressione<\/strong>, dall\u2019argilla alla ceramica, dalla fotografia alla stampa, dall\u2019animazione alla lettura.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Villaggio l&#8217;architettura si legge, si costruisce e si sperimenta divertendosi, grazie a un programma di attivit\u00e0 curate dalle pi\u00f9 vivaci realt\u00e0 impegnate con l\u2019infanzia. Tra queste <strong>Archipicchia! Architettura per Bambini<\/strong>, che accompagner\u00e0 nell\u2019osservazione dello spazio costruito per reinterpretarlo attraverso il gioco e la progettazione. O anche <strong>Ludobus Artingioco<\/strong>, ludoteca itinerante con giocattoli in legno e city game, che trasformer\u00e0 La Santissima in un grande \u201cparco\u201d di sperimentazione. In campo anche le studentesse e gli studenti del corso in <strong>Design per la Comunit\u00e0 del DiARC &#8211; Universit\u00e0 Federico II,<\/strong> che mostreranno come il gioco sia un dispositivo indispensabile per interpretare lo spazio e favorire una costruzione condivisa e partecipata della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Protagonista al Villaggio Kids sar\u00e0 anche <strong>Coldiretti Napoli<\/strong> con iniziative che coinvolgono piccoli e grandi: con i laboratori ludici di educazione alimentare, bambine e bambini impareranno &#8211; insieme alle loro famiglie &#8211; l\u2019importanza di una corretta alimentazione, dalla stagionalit\u00e0 dei prodotti e l\u2019uso di materie prime fresche al legame con il territorio, mentre gli adulti potranno acquistare i prodotti a km0 delle aziende di Campagna Amica.<\/p>\n\n\n\n<p>Assolutamente da non perdere &#8211; e per tutte le et\u00e0 &#8211; \u00e8 la mostra <strong>Napoli in Mattoncini<\/strong> dell\u2019associazione Brickanti &#8211; Mattoncini al Sud, che ricostruisce fedelmente la citt\u00e0 pezzo dopo pezzo: lo Stadio Maradona riprodotto con 24mila mattoncini e otto mesi di lavoro, lo skyline dei monumenti cittadini in scala Architecture, Piazza Dante con le sue storiche bancarelle di libri, il vagone della Circumvesuviana animato da piccole scene di vita quotidiana e tanti altri luoghi di Napoli, tutti da scoprire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MOSTRA: \u201cL\u2019INVISIBILE QUOTIDIANO\u201d DI GEENO MERLINO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le proposte del festival c\u2019\u00e8 \u201c<strong>L\u2019invisibile quotidiano, esplorazioni fotografiche di Geeno Merlino<\/strong>\u201d la mostra, prodotta da Open House Napoli e visitabile per tutto il weekend presso l\u2019Arciconfraternita della Disciplina della Santa Croce a Forcella, che raccoglie il frutto del progetto creativo in continua evoluzione di Geeno Merlino, alter ego di Ciro Marino.<\/p>\n\n\n\n<p>Geeno Merlino \u00e8 un <strong>esploratore urbano enciclopedico<\/strong>, che rilegge la citt\u00e0 per temi e quartieri attraverso una fotografia che accosta dettagli inediti, reinterpretati e reinventati tramite l\u2019uso di un montaggio video spiazzante e musiche martellanti. \u00c8 una piccola opera d\u2019arte totale quella di Geeno Merlino, che incastra linguaggi diversi messi interamente al servizio dell\u2019architettura, scovando valori compositivi ed intelligenza progettuale anche in quella che molti definirebbero in maniera sprezzante \u201cedilizia\u201d. Sembra di vedere Napoli per la prima volta nei video fotografici di Ciro Marino, e talvolta pare di guardare persino un\u2019altra citt\u00e0, fatta di edifici che prendono letteralmente vita, grazie a uno sguardo in cui il pi\u00f9 minuzioso (iper)realismo si sposa a un\u2019attitudine insieme surrealista e psichedelica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I PARTNER DI OPEN HOUSE NAPOLI 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli organizzatori ringraziano i partner che sostengono il progetto, condividendone valori e visioni.&nbsp; In primis <strong>InStazione<\/strong>, tour operator specializzato in esperienze turistiche integrate con il trasporto ferroviario, che in pochissimi anni si \u00e8 affermato a livello nazionale con itinerari che combinano treni ad alta velocit\u00e0, collegamenti regionali, guide locali qualificate ed esperienze autentiche sul territorio. Una realt\u00e0 che ha come mission la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e architettonico, con la quale si \u00e8 immediatamente creato un dialogo vivace e stimolante, sulla base di una passione condivisa per il viaggio come esperienza e scoperta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ringraziamento anche a <strong>Accadia Relais<\/strong>, boutique hotel nel cuore del centro storico di Napoli, ospitato nel quattrocentesco Palazzo Dentice d\u2019Accadia, luogo che, grazie a un attento lavoro di recupero, conserva sorprendenti tracce di seicento anni di storia e che sar\u00e0 visitabile nelle giornate del festival.<\/p>\n\n\n\n<p>__________________________<\/p>\n\n\n\n<p><strong>OPEN HOUSE NAPOLI IN PILLOLE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Organizzato dall\u2019associazione culturale Open\u2019ness, che riunisce architetti, comunicatori, operatori culturali e creativi, Open House Napoli \u00e8 parte di <strong>Open House Worldwide<\/strong>, network internazionale nato a Londra nel 1992 e presente oggi in 63 citt\u00e0 dei 5 continenti &#8211; Roma, Milano e Torino le altre italiane &#8211; per dare forma al festival globale dell\u2019architettura, stimolando i cittadini alla conoscenza del proprio contesto urbano, delle istanze dei loro territori e al dialogo sul futuro delle citt\u00e0 al fianco di istituzioni e architetti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>SETTE EDIZIONI IN NUMERI<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>10 <\/strong>municipalit\u00e0 coinvolte, l\u2019intera citt\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>436<\/strong> edifici, percorsi ed eventi diversi proposti<\/p>\n\n\n\n<p><strong>144.000+<\/strong> visite totali (<strong>46.294<\/strong> nel 2025)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.420<\/strong> volontari impegnati<\/p>\n\n\n\n<p>info su openhousenapoli.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2 al 4 Ottobre Napoli apre le porte ad Open House con 160 appuntamenti tra palazzi storici, cantieri del futuro, case private ed eventi, raccontati con passione ed entusiasmo da oltre 600 volontari.<br \/>\nQuest\u2019anno il festival abbatte i confini urbani con Sconfinamenti, per raggiungere il territorio dei Campi Flegrei tra natura, archeologia e architettura. 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