{"id":27742,"date":"2026-03-04T12:30:00","date_gmt":"2026-03-04T12:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=27742"},"modified":"2026-03-16T22:14:40","modified_gmt":"2026-03-16T22:14:40","slug":"la-barchiglia-dolce-pegno-damore-di-ferdinando-iv-di-borbone-alla-duchessa-di-floridia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/la-barchiglia-dolce-pegno-damore-di-ferdinando-iv-di-borbone-alla-duchessa-di-floridia\/","title":{"rendered":"&#8220;La Barchiglia\u201d: dolce pegno d\u2019amore di Ferdinando IV di Borbone alla duchessa di Floridia"},"content":{"rendered":"\n<p>La chef e scrittrice stabiese Rosanna Fienga riscopre il &#8220;pasticcetto a forma di barchino&#8221; e lo dedica alla sua Citt\u00e0 insieme ad un affascinante versione di ci\u00f2 che accadde un tempo dentro e fuori le mura conventuali: la creazione di un piccolo capolavoro goloso per celebrare la gloria della flotta di un grande e potente Regno.<br>A sostegno, i documenti rinvenuti grazie ad una lunga e minuziosa ricerca dallo storico Giuseppe Plaitano, presentati nelle accoglienti sale di Francesco e Co, e tra essi una lettera del Sovrano alla sua amata<\/p>\n\n\n\n<p>Teresa Lucianelli<\/p>\n\n\n\n<p>Castellammare di Stabia. Nel Regno delle Due Sicilie era conosciuto come il &#8220;dolce stabiese&#8221;. Una deliziosa barchetta di pasta frolla dall\u2019intenso profumo di agrumi, come uno scrigno di golosa preziosit\u00e0, ripieno di un cuore rosso di ricotta e amarena, ricoperto da un candido manto di glassa sulla quale campeggia il sorriso radioso di una sottile buccia d&#8217;arancia candita.<br>La sua storia \u00e8 stata svelata ad un attento pubblico dalla scrittrice e chef stabiese Rosanna Fienga, colonna portante del ristorante Francesco e Co, nel corso del piacevole quanto interessante incontro che si \u00e8 tenuto nell\u2019accogliente location ristorativa in via Alcide De Gasperi. Insieme a lei, il prof. Giuseppe Plaitano, ricercatore stabiese, curatore di un Archivio storico di pregio che ne porta il nome, specializzato in significative testimonianze riguardanti il territorio di Castellammare di Stabia. Plaitano ha ritrovato interessanti scritti a riguardo, a seguito di una lunga e minuziosa quanto paziente ricerca. Su essi si \u00e8 soffermato, suscitando grande coinvolgimento dei presenti al pari della poliedrica Rosanna Fienga che \u00e8 stata ispirata felicemente dalla scoperta e principalmente dall\u2019affettuosa lettera scritta dal Re Ferdinando IV di Borbone (cio\u00e8 Ferdinando I delle Due Sicilie) alla Duchessa di Floridia e San Donato sua moglie morganatica &#8211; sposata dopo la morte di Maria Carolina e gi\u00e0 sua amante &#8211; alla quale tra l\u2019altro don\u00f2 la meravigliosa Villa Floridiana, tra le pi\u00f9 belle residenze antiche di Napoli.<br>La scrittrice e chef si \u00e8 figurata il Sovrano mentre osservava il mare dall&#8217;alto della Reggia di Quisisana dove dimorava, in attesa di tornare a Napoli per rivedere la nobildonna che aveva rapito per sempre il suo cuore.<br>\u201cL&#8217;ho immaginato mentre guardava il completamento della nave Vesuvio nel suo cantiere, desiderando stare cuore a cuore con la sua amata Lucia Migliaccio e quindi, le scrive tra l\u2019altro: \u2018ti mando delle barchiglie di Castell\u2019ammare. Ti abbraccio teneramente e sono tuo Affezzionatissimo Compagno,<br>Fedinando B.\u2019\u201d &#8211; ha rivelato Rosanna alla qualificata platea presente, trasportata dalle sue citazioni e dalle ipotesi formulate sulla scorta di dati certi, indietro nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 tra le missive nella raccolta epistolare appunto del Re: \u2018Lettere di Ferdinando IV alla duchessa di Floridia 1820-1824\u2019, curata da Salvatore di Giacomo e pubblicata nel 1914 e costituisce una delle prove documentali che la Barchiglia era considerato una specialit\u00e0 stabiese. Il primo documento \u00e8 da attribuire a Francesco Alvino che nel 1845, sosteneva che questo dolce \u2018solleticasse il gusto di chi spendeva pochi giorni di vita spensierata in Castellammare\u2019\u201d &#8211; ha raccontato Giuseppe Plaitano alla platea, con un occhio attento alla sua affascinante descrizione e l\u2019altro all\u2019invitante buffet sul quale campeggiavano 150 barchiglie classiche riprodotte con maestria e passione da Rosanna Fienga, che ha ricostruito la ricetta, con grande impegno e un certosino lavoro di sperimentazione, ottenendo ottimi risultati, sulla base dei pochi elementi di riferimento esistenti, tratti dagli scritti e da sue deduzioni logiche collegate agli studi e alle testimonianze sui gusti dell\u2019epoca e specificamente nel Regno delle Due Sicilie, per quanto non esista allo stato attuale la certezza di tutti gli ingredienti e delle dosi esatte. Candida ricotta sottile e cremosa come fosse panna, amarene dal sapore intenso, mandorle, limone e fiori d\u2019arancio, cannellla e.. tanto amore e la pazienza che esso sempre richiede.<br>Accanto a queste squisitezze d\u2019altri tempi, sulla lunga tavolata addobbata, nei variopinti vassoi di porcellana, pure molte altre barchiglie nella versione \u201ccassata\u201d, ideata dalla chef\/scrittrice quale omaggio goloso alla tradizione borbonica. Ancora, tanti altri dolcetti esclusivi targati \u201cLe Delizie di Stabia\u201d, prodotti sempre dalla bravissima Rosanna, gi\u00e0 diventati un must, che affiancano i suoi fragranti biscotti rustici, offrendo una moderna e appetitosa alternativa ai tipici di Castellammare.<br>Tutte queste creazioni irresistibili, capeggiate dalla \u201critrovata\u201d Barchiglia tesoro del palato per la Corte borbonica, sono state protagoniste della successiva degustazione, \u201cbagnata\u201d da numerosi brindisi propiziatori: un successo annunciato della riscoperta prelibatezza pasticciera di Castellammare di Stabia. Un tripudio di dolcezze sopraffine!<br>Altrettanto apprezzata per la ricca gustosit\u00e0 e il trionfo di sapori e profumi, pure l\u2019innovativa barchiglia con copertura in pasta di mandorla con la copertura di un pallido verde a richiamare la regina dei dolci siciliani, ideata sempre da Fienga. \u201c\u00c8 un tributo sentito, che ho voluto dedicare al Regno delle Due Sicilie &#8211; ha spiegato sorridente ed entusiasta la chef e scrittrice &#8211; ed \u00e8 un preciso richiamo alla cassata e a quello che essa ha rappresentato e continua a rappresentare come dolce caratteristico della Sicilia e prima ancora appunto del nostro Regno, e quale simbolo indimenticabile delle nostre radici\u201d.<br>Queste due versioni della barchiglia rappresentano infatti \u201cLe Due Sicilie borboniche\u201d, che sono state cos\u00ec omaggiate con motivato orgoglio ed altrettanto motivato e dovuto rispetto. \u201cPerch\u00e9 avevamo un Regno che ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9\u201d &#8211; ha ricordato con enfasi e sincero coinvolgimento la poliedrica Rosanna, menzionando un glorioso ed indimenticabile passato che continua a vivere nella dignit\u00e0 di un grande Popolo e nei cuori di tanti, tra gli applausi scroscianti. Una vera e propria ovazione.<\/p>\n\n\n\n<p>A quanto ha spiegato con dovizia di particolari Plaitano, sarebbe alquanto probabile che a produrre questo squisito pasticciotto stabiese o pasticcetto che dir si voglia, siano state le monache di clausura. A sostegno, ha sottolineato che \u201cuna testimonianza sul binomio barchiglia-monastero ci viene resa da Enrichetta Caracciolo che, costretta dalla madre alla monacazione, fu mandata nel convento benedettino di San Gregorio Armeno di Napoli dove si trovavano gi\u00e0 due zie paterne\u201d.<br>La maggior parte delle notizie sulla sua vita provengono dall\u2019opera autobiografica \u201dMisteri del chiostro napoletano\u201d, scritta da lei a Castellammare, una volta uscita dal convento ed apparsa poi nel 1864 a Firenze, ha indicato lo storico ed ha evidenziato attraverso le parole di Enrichetta come \u201cl\u2019occupazione principale, la summa rerum del convento, sta nella confezione dei dolci. La confezione de dolci nei monasteri di donne \u00e8 ci\u00f2 che la focaccia \u00e8 nell\u2019harem. Ciascun monastero ha la sua specialit\u00e0 ed una particolare rinomanza: questo \u00e8 per saper fare le sfogliatelle, quello per le barchiglie, l\u2019altro per la pasta reale, un altro per le monacelle, per i mostaccioli ecc.\u201d. Uno spaccato sociale dell\u2019epoca e di storia culinaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla presentazione del \u201cdolce del Regno delle Due Sicilie\u201d ha partecipato anche il sindaco Luigi Vicinanza che ha riservato meritate parole di elogio all\u2019indirizzo dell&#8217;iniziativa e del \u201cdolce buonissimo\u201d, stigmatizzando: \u201c\u2026che sia legato a un atto d&#8217;amore del Re Borbone, lo rende storicamente significativo\u201d, precisando: \u201cle tradizioni si difendono perch\u00e9 sono il fondamento della nostra identit\u00e0. Per questo apprezzo quanto hanno realizzato insieme Rosanna Fienga e Giuseppe Plaitano: partendo dalla nostra storia, hanno rinnovato ed anche innovato, un dolce che ci rende orgogliosi\u2026 Cos\u00ec noi andremo avanti: migliorando la nostra Citt\u00e0, con innovazione nella tradizione\u201d.<br>Il primo cittadino si \u00e8 complimentato con la chef e scrittrice Rosanna Fienga pure per l\u2019organizzazione della riuscita iniziativa, che si \u00e8 svolta nel noto ristorante di famiglia &#8211; affollato per l\u2019occasione dai tanti convenuti &#8211; grazie all\u2019ospitalit\u00e0 di Francesco Di Maio, erede della indiscussa tradizione di Ciccio di Pozzano e amatissimo marito di Rosanna. Il sindaco Vicinanza ha altres\u00ec auspicato un\u2019ampia diffusione di questa squisitezza storica che testimonia pi\u00f9 che degnamente l\u2019arte pasticciera stabiese, e della sua versione \u201cinnovativa\u201d comunque legata strettamente alla memoria culinaria del Regno delle Due Sicilie, rappresentando l\u2019augurio condiviso da tutti i presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appuntamento \u00e8 stato interamente impreziosito dalla voce e dalle note della chitarra di @gino_animalive che ha accompagnato fino a sera i vari momenti culturali e conviviali che si sono succeduti, interpretando una serie di canzoni tratte da una mirata selezione tratta dal suo vasto repertorio, appositamente elaborata per l\u2019occasione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"27745\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-12.41.37-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27745\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-12.41.37-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-12.41.37-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-12.41.37-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-12.41.37-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-12.41.37.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"747\" data-id=\"27744\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-13.03.29-1024x747.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27744\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-13.03.29-1024x747.jpeg 1024w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-13.03.29-300x219.jpeg 300w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-13.03.29-768x561.jpeg 768w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-13.03.29.jpeg 1155w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"27746\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-15.15.56-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27746\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-15.15.56-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-15.15.56-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-15.15.56-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-15.15.56-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-15.15.56.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chef e scrittrice stabiese Rosanna Fienga riscopre il &#8220;pasticcetto a forma di barchino&#8221; 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