{"id":27631,"date":"2026-02-27T03:50:14","date_gmt":"2026-02-27T03:50:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=27631"},"modified":"2026-02-27T03:50:14","modified_gmt":"2026-02-27T03:50:14","slug":"afghanistan-il-nuovo-codice-dei-talebani-percosse-lecite-alle-donne-purche-non-le-si-rompano-le-ossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/afghanistan-il-nuovo-codice-dei-talebani-percosse-lecite-alle-donne-purche-non-le-si-rompano-le-ossa\/","title":{"rendered":"Afghanistan, il nuovo codice dei Talebani: percosse \u201clecite\u201d alle donne purch\u00e8 non le &#8220;si rompano le ossa&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>In Afghanistan \u00e8 entrato in vigore con effetto immediato un nuovo testo normativo per i tribunali, <strong>firmato il 7 gennaio 2026<\/strong> dal leader supremo talebano <strong>Hibatullah Akhundzada<\/strong>: un corpus di <strong>119 articoli<\/strong> (in tre capitoli e dieci sezioni) che \u2013 secondo giuristi, osservatori e organizzazioni per i diritti umani \u2013 riscrive la gerarchia sociale e la gestione penale del Paese, spostando l\u2019asse della giustizia dall\u2019idea di uguaglianza davanti alla legge a un impianto <strong>punitivo, discrezionale e stratificato<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Il punto pi\u00f9 sconvolgente, perch\u00e9 incide sulla vita quotidiana e privata di milioni di donne, \u00e8 la <strong>normalizzazione della violenza domestica<\/strong>. Nel nuovo impianto, la \u201cdisciplina\u201d familiare rientra tra le punizioni discrezionali (<em>ta\u2019zir<\/em>) e viene riconosciuto spazio alla coercizione fisica del marito su moglie e figli: la soglia oltre la quale lo Stato ammette un intervento punitivo contro l\u2019uomo \u2013 nella lettura riportata da pi\u00f9 analisi \u2013 \u00e8 quando le percosse superano un livello considerato \u201ceccessivo\u201d, producendo <strong>fratture, ferite o segni visibili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel caso, il massimo previsto per il marito arriva \u2013 sempre secondo le ricostruzioni circolate su stampa internazionale e centri di ricerca \u2013 a <strong>15 giorni di detenzione<\/strong>, e solo se la donna riesce a \u201cprovare\u201d l\u2019accaduto davanti a un giudice. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella pratica, la prova diventa un labirinto: il sistema talebano impone alle donne vincoli di mobilit\u00e0, accompagnamento maschile e presenza pubblica che rendono la denuncia un percorso spesso irrealizzabile. Non \u00e8 un dettaglio tecnico: \u00e8 la trasformazione della violenza domestica da reato a <strong>strumento ordinario di governo della famiglia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Donne sotto controllo: fino a tre mesi di carcere se si spostano \u201csenza permesso\u201d<\/h3>\n\n\n\n<p>La stessa logica di controllo si estende alla libert\u00e0 personale. Tra le disposizioni pi\u00f9 citate nelle analisi del provvedimento compare la possibilit\u00e0 di punire una donna con <strong>fino a tre mesi di carcere<\/strong> se si reca da parenti o si sposta <strong>senza il permesso del marito<\/strong>. Il messaggio \u00e8 politico prima che giudiziario: la donna \u00e8 trattata come soggetto <strong>a capacit\u00e0 ridotta<\/strong>, la cui autonomia pu\u00f2 configurarsi come devianza. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una giustizia \u201ca classi\u201d: quattro categorie sociali, pene diverse per lo stesso fatto<\/h3>\n\n\n\n<p>Il testo viene descritto anche come un dispositivo di <strong>gerarchizzazione formale<\/strong> della societ\u00e0, con una struttura a pi\u00f9 livelli in cui la sanzione dipende dallo \u201cstatus\u201d. Diverse ricostruzioni \u2013 basate su quanto denunciato dall\u2019organizzazione afghana Rawadari e ripreso da media e analisti \u2013 parlano di una divisione in <strong>quattro classi<\/strong> (religiosi ai vertici, poi \u00e9lite, ceto medio e \u201cbasso\u201d): per lo stesso reato, ai livelli superiori corrisponderebbero ammonimenti o \u201cconsigli\u201d, mentre ai livelli inferiori carcere e punizioni corporali. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un ribaltamento della moderna idea di proporzionalit\u00e0 della pena: non conta (solo) ci\u00f2 che fai, ma <strong>chi sei<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u201cSchiavi\u201d e \u201cliberi\u201d: il controverso Articolo 15 e il ritorno di un lessico servile<\/h3>\n\n\n\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 discussi \u00e8 la presenza nel testo di termini che distinguono tra \u201clibero\u201d e \u201cschiavo\u201d (spesso riportato come <em>ghulam<\/em>). Alcune analisi sostengono che ci\u00f2 equivalga a un riconoscimento esplicito della schiavit\u00f9 nell\u2019architettura giudiziaria; altre, pi\u00f9 caute, parlano di un richiamo a categorie tradizionali del diritto islamico classico senza che il testo crei davvero un \u201cregime\u201d moderno di schiavit\u00f9 (ad esempio, senza disciplinare acquisto, vendita, status giuridico e relativo apparato). <\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole: <strong>il lessico servile c\u2019\u00e8<\/strong> ed \u00e8 politicamente esplosivo; <strong>la portata giuridica esatta<\/strong> (reintroduzione sostanziale della schiavit\u00f9 o formula dottrinale riattivata in chiave punitiva) resta oggetto di disputa tra commentatori.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Punizione \u201cdiffusa\u201d: non solo il marito, anche chi \u201cvede un peccato\u201d<\/h3>\n\n\n\n<p>Il nuovo sistema, secondo le letture pi\u00f9 allarmate, non si limita a consegnare potere al marito dentro casa: estenderebbe la logica della punizione all\u2019intero spazio sociale, autorizzando la correzione immediata di comportamenti ritenuti \u201cpeccato\u201d come parte di un dovere di \u201cprevenzione del vizio\u201d. \u00c8 un passo ulteriore: dalla giustizia come istituzione alla giustizia come <strong>pratica comunitaria coercitiva<\/strong>, che espone chiunque \u2013 e in particolare donne e minoranze \u2013 a violenze arbitrarie legittimate dal contesto. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u201cIl silenzio \u00e8 un crimine\u201d: obbligo di delazione e repressione della parola<\/h3>\n\n\n\n<p>Dentro questo impianto si colloca anche la criminalizzazione dell\u2019inerzia: un passaggio citato da analisti e centri di ricerca descrive come reato il <strong>non denunciare<\/strong> riunioni o attivit\u00e0 considerate \u201csovversive\u201d o ostili al sistema, punendo con <strong>fino a due anni di carcere<\/strong> chi sa e non informa o non interviene. \u00c8 una norma che trasforma il tessuto sociale in una rete di sorveglianza reciproca: vicini, parenti, colleghi diventano potenziali accusatori. <\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente, il codice viene interpretato come un\u2019ulteriore stretta sulla libert\u00e0 di espressione: insulti o critiche verso figure dell\u2019Emirato possono diventare perseguibili, con pene corporali e detentive. <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 solo il contenuto a colpire, ma anche la modalit\u00e0. Secondo diverse ricostruzioni, il provvedimento <strong>non sarebbe stato sottoposto a dibattito pubblico<\/strong> n\u00e9 diffuso apertamente dalle autorit\u00e0; sarebbe emerso con maggiore chiarezza dopo la pubblicazione e l\u2019attenzione di organizzazioni come Rawadari e di analisti internazionali. <\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 un diritto che non cerca consenso: lo sostituisce con obbedienza, paura e punizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Afghanistan \u00e8 entrato in vigore con effetto immediato un nuovo testo normativo per i tribunali, firmato il 7 gennaio 2026 dal leader supremo talebano Hibatullah Akhundzada: un corpus di 119 articoli (in tre capitoli e dieci sezioni) che \u2013 secondo giuristi, osservatori e organizzazioni per i diritti umani \u2013 riscrive la gerarchia sociale e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":551,"featured_media":27632,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[830],"tags":[1674,766],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27631"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/551"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27631"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27631\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27633,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27631\/revisions\/27633"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27632"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27631"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27631"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27631"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}