{"id":27585,"date":"2026-02-16T17:43:15","date_gmt":"2026-02-16T17:43:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=27585"},"modified":"2026-02-16T17:43:15","modified_gmt":"2026-02-16T17:43:15","slug":"i-quasi-cento-anni-della-pizzeria-da-pasqualino-1931","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/i-quasi-cento-anni-della-pizzeria-da-pasqualino-1931\/","title":{"rendered":"I (quasi) cento anni della pizzeria\u00a0 da Pasqualino 1931"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Presentato il nuovo libro di Luciano Pignataro \u201c Le pizzerie storiche di Napoli &#8211; Viaggio nell\u2019anima della citt\u00e0\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"808\" src=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Luciano-Pignararo-2-1024x808.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27586\" style=\"aspect-ratio:1.2673267326732673;width:419px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Luciano-Pignararo-2-1024x808.jpg 1024w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Luciano-Pignararo-2-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Luciano-Pignararo-2-768x606.jpg 768w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Luciano-Pignararo-2-1536x1212.jpg 1536w, https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Luciano-Pignararo-2-2048x1616.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Fra le zone pi\u00f9 caratteristiche della Napoli di una volta vi \u00e8 il borgo Loreto, chiamato un tempo&nbsp; b\u00f9vero, raffigurato in dipinti del XVII secolo, famoso nel Seicento per la ceramica, era noto infatti come il borgo dei vasai, e successivamente per l&#8217;ospedale e il conservatorio. Durante la seconda guerra mondiale \u00e8 stato quasi interamente distrutto a causa dei bombardamenti nel porto, unico riferimento il nome dell&#8217;Ospedale Loreto Nuovo. Era un quartiere in cui abitava&nbsp; il ceto borghese: militari, cavalieri e nobili. In questo luogo suggestivo sorge una delle pizzerie e trattorie pi\u00f9 antiche di Napoli: \u201cDa Pasqualino 1931\u201d, in questa cornice storica nei giorni scorsi \u00e8 stato presentato dal giornalista&nbsp; <strong>Renato Rocco<\/strong>, direttore del magazine La Buona Tavola, il nuovo libro del giornalista enogastronomo e scrittore <strong>Luciano Pignataro<\/strong>: \u201c Le pizzerie storiche di Napoli &#8211; Viaggio nell\u2019anima della citt\u00e0\u201d undici firme, ventitr\u00e9 pizzerie. Rocco ha introdotto l\u2019intervento di <strong>Gennaro Luciano<\/strong> &nbsp;presidente dell\u2019Unione Pizzerie Storiche Napoletane &#8220;Le Centenarie&#8221;&nbsp; il quale ha ricordato come al Vomero&nbsp; non c&#8217;\u00e8 persona che non ha varcato almeno una volta la porta della sua pizzeria Gorizia. Ha raccontato poi dei simpatici aneddoti. ? <em>Una volta, vennero dei signori che volevano un particolare tavolo, &nbsp;al momento occupato. Spieg\u00f2 che aveva promesso ai suoi nipoti di&nbsp; portarli a mangiare dove andava lui con il padre. In un\u2019altra occasione venne un signore che volle visitare il locale dopo la ristrutturazione, che ha lasciato le antiche mattonelle, esclam\u00f2 poi<\/em> : &#8220;Volevo vedere cosa avete fatto, alla mia pizzeria !&#8221;. <em>Vuol dire che la pizzeria non \u00e8 della mia famiglia ma \u00e8 la pizzeria di tutti<\/em>?. Questo testimonia cosa vuol dire un locale storico come quello delle sorelle Gallifuoco che &nbsp;fra circa cinque anni compir\u00e0 i famosi 100 anni. State gi\u00e0 preparando qualche iniziativa per un evento cos\u00ec importante, chiediamo a <strong>Lella Gallifuoco<\/strong> ? ?<em>S\u00ec, sicuramente faremo un bel evento. Anche se ogni anno, per noi \u00e8 una festa, perch\u00e9 abbiamo la fortuna di avere con noi i genitori, &nbsp;per noi \u00e8 sempre una festa. Confidiamo in &nbsp;Dio che ci saranno ancora mio padre e mia madre e faremo cos\u00ec veramente una bella&nbsp; festa, perch\u00e9 \u00e8 vero che il mio nonno ha fondato il locale ma i grandi lavoratori sono stati loro, Giovanni Gallifuoco e Anna Maria &nbsp;Mazzotta <\/em>?. E che cosa pensate di fare? ?<em>S<\/em><em>icuramente faremo una festa, inviteremo tutti i nostri clienti, amici e tutte le persone che ci vogliono bene, che ci hanno stimato, che ci seguono da tanti anni. Come si dice adesso, i follower, perch\u00e9 non bisogna dire pi\u00f9 amici e clienti ma follower. La nostra \u00e8 una pizzeria &nbsp;tutta al femminile,&nbsp; mio padre ha avuto quattro figlie femmine. Portiamo avanti l\u2019azienda di famiglia: mia mamma Anna Maria Mazzotta, mia zia Giovanna Mazzotta, noi ragazze: Lella, Linda, Angela, Rosa Gallifuoco. E poi ci sono altre due ragazze, Antonella e Flora, che lavorano con noi gi\u00e0 da tempo. Abbiamo poi Rosario, un pizzaiolo storico molto bravo che&nbsp; viene da tre generazioni. Nel nostro lavoro occorre tanta passione e a<\/em> <em>noi \u00e8 stata trasmessa<\/em>?. La pizzeria-trattoria \u201cDa Pasqualino 1931\u201d &#8211; a differenza di altre pizzerie &#8211; \u00e8 rimasta sempre dove \u00e8 nata, al borgo Loreto. ? <em>I nostri clienti vengono da noi anche se il&nbsp; quartiere ha i suoi problemi, per\u00f2 sono affezionati e vengono. Per noi il quartiere \u00e8 fondamentale. I clienti ci vogliono bene e tutti vogliamo bene al quartiere. Quindi per noi \u00e8 una sicurezza, tutti gli abitanti dicono che questa \u00e8 la loro pizzeria<\/em>?. La famiglia Gallifuoco \u00e8 giunta quasi alla quarta generazione, perch\u00e9 anche la nipote ha preso questa strada. Quali saranno i progetti per il futuro&nbsp; dato che i giovani sono sempre alla ricerca di novit\u00e0? ?<em>P<\/em><em>er il momento ci piace mantenere la tradizione &#8211; <\/em>commenta Lella Gallifuoco<em> &#8211; sar\u00e0 nostra nipote, che sta studiando all\u2019istituto alberghiero, a decidere cosa proporre per il futuro, poi la vita presenta tante sorprese<\/em>?. Bene, allora aspettiamo di spegnere le candeline della torta dei 100 anni ?<em>nel frattempo ci godiamo i 95 che sono gi\u00e0 fantasmagorici<\/em>? aggiunge Lella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Pasquale Gallifuoco e Rosa Cacace aprirono un piccolo locale \u201cCibi Cotti e Fritture\u201d senza neanche la licenza per vendere alcolici. Nel 1931 arriva la sospirata autorizzazione ed il locale si trasforma in pizzeria-ristorante; grazie alla passione ed alla forte determinazione dei coniugi Pasquale e Rosa, forti del sostegno lavorativo e spirituale dei figli pi\u00f9 grandi il ritrovo si sviluppa nel corso del tempo sempre di pi\u00f9, divenendo un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti del quartiere e di tutti quelli che svolgono la propria attivit\u00e0 nei dintorni. Gi\u00e0 la loro bisnonna aveva una cantina nel lontano 1917. Il biglietto da visita \u00e8 rappresentato dalla famosa \u201cbancarella\u201d esterna, per intenderci quella di Sofia Loren nel film di De Sica\u00a0 \u201cL\u2019Oro di Napoli\u201d del \u201854, dove si alternano le figlie e la madre perch\u00e9 \u00a0?<em>il \u201cpanzarotto\u201d non deve mai mancare quando si presenta la cucina tradizionale<\/em>?, ricorda Lella. All\u2019evento ha partecipato anche <strong>Ciro Fiola<\/strong>, presidente della Camera di Commercio di Napoli il quale ha subito precisato che la sua partecipazione non \u00e8 nella vesta istituzionale ma come legato per parentela alla famiglia Gallifuoco. ?<em>Ho accettato con piacere questo invito, io sono nato a Via Padre Ludovico da Casoria, una strada adiacente dove \u00e8<\/em> <em>nato<\/em> <em>Mario Merola. Tanti i ricordi della\u00a0 mia infanzia, dove noi bambini mangiavamo \u2018o cuzzetiello (<\/em>la parte croccante del pane cafone napoletano, svuotata e farcita con rag\u00f9 e polpette<em>). Nel quartiere Loreto ho avuto una macelleria, il sabato mangiavamo la pizza con la carne macinata sopra, perch\u00e9 non c&#8217;era tempo. La pizzeria Da Pasqualino 1931 era nota a tutti come di primo ordine, un vero punto di riferimento. Era un altro mondo<\/em>?. A chiusura dell\u2019intervento Fiola ha consegnato un attestato di benemerenza a Lella Gallifuoco con una foto del locale dell\u2019epoca. Per <strong>Luciano Pignataro<\/strong> la pizza \u00a0? non \u00e8 di nessuno e di tutti \u00bb, ecco perch\u00e9 si tratta di un libro corale, ecco perch\u00e9 la carta. Il libro non cerca l\u2019immagine della pizza pi\u00f9 bella da vedere, cerca l\u2019identit\u00e0. La pizza napoletana, quella vera, ha bisogno solo di storie ben raccontate. Gli fa eco la giornalista e scrittrice <strong>Giulia Cannada Bartoli<\/strong>,che haunavisione umanistica e che ama il quartiere, dove \u00e8 presente la pizzeria, autrice di uno dei capitoli del libro: \u201c Le pizzerie storiche di Napoli &#8211; Viaggio nell\u2019anima della citt\u00e0\u201d\u00a0 dove \u00a0illustra la storica antica pizzeria, il cui incipit \u00e8 \u201cun luogo della memoria\u201d. Si dilunga poi sull\u2019usanza ancora attuale di preparare la \u201cmarenna\u201d come nella tradizione dei \u201cMangiafoglie\u201d, napoletani di settecentesca memoria. Luciano Pignataro ricorda che i libri non sono di chi li scrive. Il volume nasce da un&#8217;idea di fare un omaggio a Napoli per i 2500 anni di storia. ?<em>Era giusto chiedere ai colleghi che si occupano \u00a0di gastronomia di esprimersi liberamente, fino in fondo, senza la costrizione dei grafici che dettano le regole. La pizza \u00e8 un cibo antico, ma contemporaneo. \u00c8 un settore quello delle pizzerie che sta togliendo dalla strada tanti ragazzi. In questa pizzeria una serata come questa \u00e8 una serata fra amici, che quasi tutti conosco da anni, in un ambiente che \u00e8 un punto di riferimento per tutto il quartiere.\u00a0 Le mode passano, ma la pizza non passer\u00e0 mai<\/em>?. La Cannada ha sinteticamente riportato l\u2019allegria che si respira appena varcata la soglia della pizzeria dove la comanda passa a voce, sembra di essere in famiglia, senti proprio l&#8217;affetto come a casa: ?<em>Impossibile restare indifferenti alla spontaneit\u00e0, ci si ritrova a scambiare chiacchiere con sconosciuti, ammaliati dall\u2019amore e dalla gentilezza presenti in ogni angolo. Vai via e vorresti tornare<\/em>?. In attesa di brindare ai cento anni, la serata si \u00e8 chiusa con un brindisi per il compleanno congiunto di Renato Rocco e Lella Gallifuoco, anni diversi ma accomunati dalla stessa passione per la pizza d\u2019eccellenza e la buona cucina. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0                                                                                                                                             Ha<em>rry di Prisco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato il nuovo libro di Luciano Pignataro \u201c Le pizzerie storiche di Napoli &#8211; Viaggio nell\u2019anima della citt\u00e0\u201d Fra le zone pi\u00f9 caratteristiche della Napoli di una volta vi \u00e8 il borgo Loreto, chiamato un tempo&nbsp; b\u00f9vero, raffigurato in dipinti del XVII secolo, famoso nel Seicento per la ceramica, era noto infatti come il borgo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27587,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[326],"tags":[152,9],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27585"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27585"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27585\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27588,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27585\/revisions\/27588"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27585"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27585"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}