{"id":25574,"date":"2025-12-06T07:06:38","date_gmt":"2025-12-06T07:06:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=25574"},"modified":"2025-12-06T07:06:38","modified_gmt":"2025-12-06T07:06:38","slug":"alla-scoperta-degli-antichi-borghi-caratteristici-del-cilento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/alla-scoperta-degli-antichi-borghi-caratteristici-del-cilento\/","title":{"rendered":"Alla scoperta degli antichi Borghi caratteristici del Cilento"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Il fascino nascosto del Cilento in inverno un viaggio tra natura e cultura, castelli, trekking, storia, sapori e borghi da riscoprire: Lustra, Rutino, Sessa Cilento, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota dove il tempo scorre con un ritmo pi\u00f9 lento<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Cilento stizze re sango asciute ra lu core<\/em>&#8220;: Cilento schizzi di sangue usciti dal cuore. Localit\u00e0 della Campania conosciuta principalmente per le spiagge pi\u00f9 belle d\u2019Italia \u00e8 una destinazione che affascina in ogni stagione, in inverno acquista un\u2019attrazione unica. Il Cilento in inverno risplende di una nuova luce, \u00e8 un rifugio ideale per chi cerca tranquillit\u00e0, natura e cultura. I borghi storici hanno un fascino particolare e magico dove si respira la pace e la bellezza dei luoghi. In questa fortunata terra si pu\u00f2 fare un turismo esperienziale in modo che i visitatori non siano \u201csolo turisti\u201d ma desiderosi di vivere insieme agli abitanti del posto i luoghi che visitano, conoscere i prodotti enogastronomici ed artigianali, la natura e i monumenti dei centri storici. Recentemente si \u00e8 concluso un Press Trip alla scoperta dei borghi antichi organizzato dall\u2019Associazione Cilentomania &#8211; comunicazione integrata per il turismo, senza finalit\u00e0 di lucro. Il Press Tour rientra nelle strategie di comunicazione per promuovere la rete territoriale di 6 comuni uniti per realizzare il progetto &#8220;La Congiura dei Baroni e .. altre storie&#8221; finanziato dalla Regione Campania attraverso il fondo Fsc 2021\/2027. Il partenariato \u00e8 composto dai comuni di Lustra, Sessa Cilento, Rutino, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota. &nbsp;Si tratta di un evento itinerante tra i borghi delle aree interne e della costa del Cilento con&nbsp; tanti spettacoli di musica, teatro e rievocazioni storiche, un viaggio nella natura e nelle tradizioni del Cilento alla scoperta della vera identit\u00e0 locale per la promozione culturale, naturalistica ed enogastronomica del Cilento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cilentomania punta sui viaggi esperienziali per lo sviluppo turistico del Cilento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Orlando Di Scola<\/strong>, presidente dell\u2019Associazione Turistica Cilentomania APS chiarisce gli obiettivi dell\u2019associazione che da oltre vent&#8217;anni si occupa di promuovere il Cilento in Italia e all\u2019estero attraverso svariate iniziative e tramite gli uffici di informazione che sono lungo la costa del Cilento. ?<em>L&#8217;obiettivo di questo tour, che \u00e8 un progetto che nasce all&#8217;interno di un Fsc della&nbsp; Regione Campania, \u00e8 di far conoscere&nbsp; le potenzialit\u00e0&nbsp; d&#8217;inverno del Cilento interno con i piccoli borghi,&nbsp; tra cui: Lustra, Rutino, Sessa Cilento, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota. Far conoscere le aziende vitivinicole, quello che possono essere le esperienze e le emozioni da vivere all&#8217;interno dei borghi, come le passeggiate naturalistiche che hanno il loro perch\u00e9. Cilentomania sta cercando di sviluppare questo tipo di progetto perch\u00e9 \u00e8 vero che abbiamo il mare pi\u00f9 bello d\u2019Italia e quindi siamo ricchi di turismo estivo, per\u00f2 abbiamo anche tantissime risorse ancora sconosciute, paesaggi inesplorati e emozioni da vivere a tutto tondo<\/em>?.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>I Borghi storici avvolti in inverno nella pace e nel silenzio: riti religiosi e contadini, paesaggi naturalistici, artigianato locale<\/em><\/strong><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lustra&nbsp; e&nbsp; il&nbsp; castello&nbsp; di &nbsp;&nbsp;Rocca Cilento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il borgo conserva il fascino delle sue radici storiche, immerso nella natura, con stradine in pietra e case in stile tradizionale. Gli ulivi secolari consentono la produzione di un olio extravergine pregiato, che si pu\u00f2 degustare nei frantoi della \u201cStrada dell\u2019Olio del Cilento\u201d. La frazione di Rocca Cilento \u00e8 nota per il Castello medievale oggi dimora di charme, dove si \u00e8 svolto il banchetto nuziale di&nbsp; Ellea Taylor, figlia del batterista dei Duran Duran Roger. Incastonato sulla cima di una collina da cui si gode &nbsp;un panorama spettacolare con una vista che spazia da Capo Palinuro a Punta Campanella. Il Castello \u00e8 di origine longobarda e risale alla fine del IX secolo a difesa del borgo dalle invasioni saracene. Il Maniero fu centro delle attivit\u00e0 giudiziarie ed amministrative, feudo dei Sanseverino fino al 1552. Il Castello \u00e8 stato restaurato dall\u2019Architetto Stefano Sgueglia, custodisce intatta l\u2019identit\u00e0 e il fascino di un tempo, in una veste moderna e dal design contemporaneo. Stefano Sgueglia \u00e8 stata una figura carismatica, concreta e lungimirante, ha dedicato la sua vita a realizzare le iniziative che ha sempre sognato, con il costante sostegno della famiglia che si \u00e8 impegnata a continuare i progetti che con passione e coraggio ha sognato e realizzato. Nella splendida cornice del Castello di Rocca si tiene un&#8217;importante rassegna dedicata all&#8217;olio EVO per valorizzare e comunicare l\u2019extravergine di oliva, esaltando le produzioni e i territori.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Rutino &nbsp;riti &nbsp;religiosi &nbsp;e vino buono che &#8220;ogni male stuta&#8221; &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;San Michele Arcangelo \u00e8 la principale chiesa da visitare, deve l&#8217;aspetto attuale alla ristrutturazione ottocentesca voluta da Don Antonio Verdoliva che la trasform\u00f2 radicalmente, allungandola ed alzandola, eliminando la parte inferiore. Di rilievo le dodici vetrate policrome che raffigurano i sette Sacramenti; nella cripta sono custoditi preziosi oggetti sacri, un vero patrimonio religioso. Fa parte del Cammino di San Nilo, un itinerario spirituale che attraversa il Cilento interno. Molto sentita la \u201cVia Crucis vivente\u201d del Venerd\u00ec Santo. A Rutino si respira ancora il fascino delle antiche tradizioni e dei ritmi naturali della vita di un tempo. Si pu\u00f2 visitare il Parco Palustro per passeggiate e escursioni, con sentieri immersi nel verde da percorrere a piedi o in bicicletta per raggiungere&nbsp; zone panoramiche, ideale per gli amanti del birdwatching. Un luogo ricco di storia, tradizioni e spiritualit\u00e0 a misura di coloro che ricercano cultura, natura o la gastronomia cilentana. A Rutino si producono i famosi vini che hanno un&#8217;ottima sapidit\u00e0 non dovuta alla&nbsp; salsedine del mare ma&nbsp; ai sali minerali presenti nel terreno cilentano. I vigneti della cantina Barone si estendono su dodici ettari di terreno, a volte difficili e spesso indomabili, ma generosi quanto l&#8217;impegno che vi \u00e8 stato dato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Sessa Cilento e la Valle dei Mulini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sorge sul versante del Monte Stella, riserva naturale ricca d&#8217;acqua, da cui si gode una vista che abbraccia tutto il Cilento e parte del golfo di Salerno. Lungo il torrente Sorrentino, da San Mango a valle,&nbsp; sono stati costruiti nel secolo XIII&nbsp; 23 mulini ad acqua, attivi fino a met\u00e0 &#8216;900, che fanno parte della Valle dei Mulini lunga due chilometri. Testimonianza di un\u2019attivit\u00e0 caratteristica del territorio basata sullo sfruttamento delle ingenti risorse idriche. Esiste un progetto per il recupero degli antichi mulini e dei grani cilentani. I terreni comunali saranno affidati a giovani agricoltori e startup per coltivare variet\u00e0 autoctone di grano e stimolare nuove economie locali. Il progetto mira a contrastare l\u2019abbandono delle aree interne, favorendo la nascita di imprese nei settori culturale, agricolo e turistico, per riportare lavoro, competenze e visione nei piccoli borghi. Una chicca nel centro storico: il museo Casa della Musica con strumenti e banchi di scuola dell\u2019epoca. Fuori del centro di Sessa vi \u00e8 un vero gioiello: Il Palazzo Coppola, a pianta quadrata con torre interna e una torre medievale del \u2018400, costruito tra il 1750 e il 1800, \u00e8 diventato il simbolo della memoria e della storia del Cilento, ospita la sede dell\u2019Ecomuseo del \u201cParco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni\u201d ed \u00e8 destinato a diventare il motore di una ripresa per dare nuova vita all\u2019intero territorio. Gli ultimi &#8220;vuttari&#8221; del Cilento sono qui: riparano tini e botti per la fermentazione e l&#8217;invecchiamento dei pregevoli vini autoctoni cilentani come: Falanghina,&nbsp; Piedirosso e &nbsp;Primitivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stella Cilento \u201cU\u2019 Paese re i Maistri re cofana e canistri\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo chiamato Porcili, il nome derivava dal greco \u201c<em>pro kyrios<\/em>\u201c, ovvero \u201cdavanti al signore\u201d, in quanto sul Monte Stella era posta la residenza del Guastaldo, il delegato ad operare in ambito civile, militare e giudiziario di cui sono ancora visibili i resti in localit\u00e0 Castelluccio. La denominazione&nbsp; del nome attuale probabilmente \u00e8 a causa della posizione panoramica del paese, quasi \u201csospesa tra cielo e terra&#8221;. Il Monte Stella \u00e8 meta di pellegrinaggi i cui pellegrini percorrono il \u201cSentiero del Monte Stella\u201d, con antiche cappelle e panorami mozzafiato. La cima del monte ospita un piccolo santuario dedicato alla Madonna del Monte Stella, a cui si pu\u00f2 arrivare anche con autovetture, &nbsp;il cui edificio risale intorno all\u2019anno 1000&nbsp; ed \u00e8 stato restaurato nel 1993. Il santuario appartiene alle sette chiese mariane maggiori del Cilento ribattezzate le \u201cSette Sorelle\u201d, il culto delle \u201cSette Sorelle\u201d ha una matrice arcana e risulta strettamente connesso a credenze magico-simboliche pre-cristiane. La frazione di Droro negli anni &#8217;50 era nota per l&#8217;attivit\u00e0 artigianale di ceste. Ora \u00e8 rimasto solo l\u2019artigiano Antonio Di Benedetto che non ha apprendisti che vogliano imparare l&#8217;arte dell&#8217;intreccio per creare vari oggetti intrecciando materiali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Caselle in Pittari &nbsp;il&nbsp; \u201cPalio del Grano\u201d &nbsp;e &nbsp;il festival &nbsp;\u201cFiori alle Porte\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome deriva da \u201c<em>casellae<\/em>\u201d (piccoli casali) e \u201c<em>pittari<\/em>\u201d (dal greco pietra, roccia).<\/p>\n\n\n\n<p>Il paesino \u00e8 arroccato su di una collina con alla cima una torre medievale, &nbsp;nei&nbsp; pressi del fiume Bussento, dove vi sono le spettacolari Grotte. Conosciuta &nbsp;per l\u2019accoglienza diffusa e per il recupero dei borghi rurali. Per gli amanti della natura vi sono numerosi sentieri e percorsi per poter fare delle passeggiare nei boschi ricchi di sorgenti con panorami mozzafiato. Percorrendo il Cammino di San Michele dell&#8217;omonimo monte &#8211; dove il culto di San Michele \u00e8 presente fin dall&#8217;VIII secolo d.C. &#8211; &nbsp;si raggiunge&nbsp; un luogo incantevole: l\u2019Eremo di San Michele vicino al punto in cui il fiume Bussento scompare nel suo inghiottitoio. L&#8217;acqua ha scavato la roccia calcarea dando origine ad un fenomeno di grande interesse. Per la comunit\u00e0 di Caselle in Pittari, San Michele non \u00e8 solo un\u2019immagine da venerare, nel giorno a lui dedicato gli abitanti salgono in processione fino all\u2019eremo, rinnovando un rito antico che tiene unite le generazioni. In agosto si celebra la \u201cFesta dell\u2019Emigrante\u201d con l\u2019intento di rendere omaggio a tutti coloro che hanno lasciato la propria terra in cerca di nuove opportunit\u00e0, mantenendo vivo il legame con il proprio paese d\u2019origine. Sempre ad agosto si tiene il festival \u201cFiori alle Porte\u201d, un evento di arti performative ideato e diretto dall\u2019artista <strong>Ramona Pisano<\/strong>. Il Festival \u00e8 anche l\u2019occasione per riscoprire le vecchie serenate popolari dette Fiori, quelle d&#8217;amore e quelle a ingiuria. Le serenate dispregiative venivano fatte per denigrare una donna che aveva lasciato un uomo. Il \u201cPalio del Grano\u201d si tiene nell&#8217;ultima settimana di luglio, con l&#8217;intento di far conoscere alle nuove giovani generazioni la pratica contadina della mietitura del grano, una rievocazione storica per celebrare le antiche tradizioni agricole del territorio coinvolgendo la comunit\u00e0 in gare e festeggiamenti che richiamano numerosi partecipanti e turisti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Camerota stupende Grotte e il racconto delle Strambaie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Marina di Camerota, perla del Cilento, custodisce nelle famose Grotte un patrimonio naturalistico e storico di straordinaria bellezza. Si pu\u00f2 prendere l&#8217;aperitivo al tramonto su di una barca con bagno alla Grotta degli Innamorati, all&#8217;Occhio di Venere e all&#8217;incantevole Grotta Azzurra\u2026 oppure partecipare alle suggestive Lamparate (pesca notturna seguita da cena a bordo con pesce appena pescato) cosa si pu\u00f2 volere di pi\u00f9 dalla vita !&nbsp; &nbsp;La leggenda racconta che Palinuro, il nocchiero di Enea, si innamor\u00f2 perdutamente di Kamaraton senza essere ricambiato, la fanciulla venne perseguitata e trov\u00f2 la morte in fondo al mare. Venere trasform\u00f2 Kamaraton in una roccia che divent\u00f2 l&#8217;altura su cui sorge oggi Camerota.&nbsp; La Marina di Camerota \u00e8 una destinazione ideale per gli amanti del mare, la storia e la natura, offrendo un\u2019esperienza autentica tra acque limpide, cultura millenaria e una cucina ricca di sapori tradizionali. &nbsp;A Camerota vi sono le spiagge pi\u00f9 belle: come Baia degli Infreschi, che \u00e8 stata \u201cla spiaggia pi\u00f9 bella d\u2019Italia nel 2014\u201d di Legambiente; Cala Bianca; Spiaggia del Troncone dove l\u2019acqua del mare prende una variet\u00e0 di colori dal verde al blu cobalto. Secondo la leggenda nella Grotta degli Innamorati due amanti trovarono rifugio per sfuggire a un destino avverso, da allora \u00e8 considerata un simbolo d\u2019amore eterno. Alcune Grotte sono accessibili dalla spiaggia come la Grotta della Cala, &nbsp;al suo interno sono stati rinvenuti reperti risalenti a circa 45.000 anni fa che testimoniano la presenza sia dell&#8217;Homo di Neanderthal che dell&#8217;Homo Sapiens. La \u201cFesta del Mare e dei Pescatori\u201d evoca atmosfere del borgo antico, rappresentazioni teatrali, dove arti, mestieri, la musica e la poesia riproducono e ricordano il borgo di un tempo, attraverso il racconto delle Strambaie, donne del vicolo, che raccoglievano l&#8217;erba spartea e la lavoravano trasformandola in funi per i pescatori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>La parola ai protagonisti&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesco Barone<\/strong> dell\u2019Azienda Agricola Vitivinicola Barone di <strong>Rutino<\/strong>, che accoglie numerosi visitatori, fondata nel 2004 da Giuseppe Di Fiore, Francesco Barone e Perrella &nbsp;ama profondamente la sua terra: <em>? Il Cilento era una zona arretrata agli inizi dell&#8217;Ottocento, veniva considerata la zona pi\u00f9 arretrata d&#8217;Italia, dove i moti cilentani hanno favorito il brigantaggio, ma perch\u00e9 questo? Perch\u00e9 era una zona dove veramente si soffriva la fame a causa di una geologia complessa, per lavorare i terreni diventa molto molto complicato. Quando si riesce&nbsp; a impiantare la vite da vino pu\u00f2 dare delle&nbsp; grandi soddisfazioni perch\u00e9 \u00e8 un terroire fatto apposta per la vite dove le radici affondano nella roccia micronizzata. I vini del Cilento e di Rutino in particolare hanno un&#8217;ottima sapidit\u00e0 non dovuta alla&nbsp; salsedine del mare ma&nbsp; ai sali minerali presenti nel terreno cilentano?.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo Vaccaro<\/strong> &nbsp;vice sindaco di <strong>Stella Cilento<\/strong>, cos\u00ec illustra la cittadina:<\/p>\n\n\n\n<p><em>?Dal punto di vista turistico il nostro paese ha un&#8217;offerta importante, anche perch\u00e9 noi siamo attualmente seicento persone e riusciamo ad avere, quasi trecento posti letto fra B&amp;B e agriturismi. Abbiamo tre frantoi attivi e un frantoio storico da visitare inserito nel progetto La Via dell&#8217;Olio. Sul Monte della Stella c&#8217;\u00e8 un&#8217;area attrezzata, &#8220;Il Vivaio&#8221; raggiungibile anche con percorsi di trekking.&nbsp; Vi sono numerosi sentieri, fra cui uno circolare che unisce Stella con tre delle quattro frazioni, l&#8217;antico sentiero per il pellegrinaggio alla Madonna della Stella, dove si partiva dalla chiesa e si arrivava fin su in montagna. Tanti gli eventi durante l&#8217;arco dell&#8217;anno, soprattutto nel periodo estivo, il principale&nbsp; \u00e8 \u201cCuntaria\u201d,&nbsp; un festival nella frazione di Droro che si svolge nella terza settimana del mese di agosto, negli anni \u201950 vi era la produzione artigianale e la lavorazione di ceste e utensili in legno, alcuni artigiani mantengono ancora viva questa tradizione. Per una settimana&nbsp; Stella Cilento si trasforma tra installazioni artistiche, teatro di strada, attori, narrazioni, la popolazione e i ragazzi del luogo sono consapevoli che&nbsp; l&#8217;obiettivo \u00e8 quello del recupero della nostra identit\u00e0 culturale. Siamo arrivati all&#8217;ottava edizione, quest&#8217;anno siamo riusciti ad avere delle presenze molto importanti superando le diecimila persone. In tale occasione organizziamo un campo di volontariato internazionale con degli studenti che vengono da tutta Europa. Abbiamo poi la \u201cFesta del Borgo\u201d nella frazione San Giovanni, dedicata alla notte magica del Cilento antico. &nbsp;Nella frazione Amalafede (originariamente Bonafida) &nbsp;proprio per il suo nome &nbsp;aleggia un&#8217;antica leggenda che parla delle Janare, streghe della tradizione popolare del Sud Italia, legate principalmente all&#8217;area di Benevento, che per secoli ha caratterizzato la paura. Quando avvenivano delle cose senza poterle spiegare, si dava sempre colpa a qualcosa di magico. L\u2019evento ogni anno si rinnova intreccia leggenda, arte e tradizione popolare, evocando la figura della janara, strega custode di saperi antichi e protagonista di racconti tramandati da padre in figlio<\/em><em>?.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stella Salomone<\/strong> del comune di <strong>Caselle in Pittari<\/strong> \u00e8 la delegata ai rapporti con la scuola e&nbsp; alle pari opportunit\u00e0, cos\u00ec presenta il&nbsp; piccolo centro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>?Noi siamo inseriti in un contesto che \u00e8 pi\u00f9 ampio di quello del nostro comune e abbiamo sicuramente tantissime caratteristiche che ci accomunano a tutti i paesi del nostro territorio. Caselle ha per\u00f2 delle caratteristiche che secondo noi sono interessanti, una tra tutte \u00e8 l&#8217;accoglienza. Chiunque giunge a Caselle,&nbsp; da un giorno a dieci giorni a un mese, va via con quel senso di essere stato accolto. Caselle \u00e8 come una mamma che quando ti vede ti abbraccia, facendoti innanzitutto mangiare e ospitandoti nel modo pi\u00f9 autentico. Questa \u00e8 l&#8217;immagine che vogliamo dare del Paese, ma \u00e8 questa l&#8217;immagine che Caselle e il Casellese d\u00e0 a chiunque viene da fuori. Lo stare a Caselle \u00e8 determinato da tantissime cose, da un albergo, da un B &amp; B e dal turismo di ritorno, l&#8217;accoglienza nelle famiglie originarie da coloro che tornano da noi, cosa che ancora \u00e8 molto praticata nel nostro Paese. Fra le attivit\u00e0 vi \u00e8 una&nbsp; manifestazione molto importante legata al grano, il \u201cPalio del Grano\u201d che si tiene nell&#8217;ultima settimana di luglio, una manifestazione che&nbsp; oltre ad una festa \u00e8 una partecipazione comunitaria sulla ripresa delle coltivazioni che non erano pi\u00f9 praticate. Si tratta&nbsp; proprio di un riappropriarsi di un&#8217;identit\u00e0 &#8211; che \u00e8 quella contadina di questi nostri territori &#8211; facendola approdare nell&#8217;enogastronomia. Vi \u00e8 poi un altro evento importante il festival \u201cFiori alle Porte\u201d, che noi portiamo avanti nel nostro Paese. Inoltre abbiamo riscoperto il canto a fiore cilentano proprio della nostra tradizione<\/em><em>?<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per conoscere la natura del canto a fiore, quale caratteristica aveva e come si \u00e8 trasformato nel tempo in arte, sentiamo <strong>Ramona Pisano<\/strong>, direttore artistico del festival \u201cFiori alle Porte\u201d di <strong>Caselle in Pittari<\/strong>. ?<em>Il festival Fiori alle Porte \u00e8 un festival di arte e arti visive, l&#8217;ispirazione \u00e8 nata dai fiori, che sono le vecchie serenate che si cantavano nel paese. Dalle ricerche fatte abbiamo evinto che c&#8217;erano due tipi di serenate: i fiori d&#8217;amore e i fiori a ingiuria. I fiori a ingiuria erano quelle serenate che per esempio venivano fatte&nbsp; per denigrare, richieste da un uomo lasciato da una donna. Erano delle serenate dispregiative dedicate alle donne provocando dissapori delle famiglie a cui venivano destinate. Mio nonno Domenico \u00e8 stato l&#8217;ultimo banditore di Caselle, si occupava di portare delle comunicazioni&nbsp; alle persone del paese che fondamentalmente erano analfabete e non riuscivano a leggere eventuali manifesti, suonava tre volte la trombetta e poi leggeva il bando. Il progetto \u201cFiori alle Porte\u201d ha come obiettivo quello di recuperare i vecchi portoni del centro storico attraverso opere pittoriche di artisti contemporanei oppure di ragazzini. Ogni anno diamo un tema per&nbsp; raccontare la tradizione della serenata. L&#8217;idea \u00e8 quella di trascrivere il nostro patrimonio orale. Da dieci anni cerchiamo di far conoscere alle nuove generazioni quella che era una forma comunicativa ormai in disuso ma che fa parte della nostra cultura, soprattutto del Sud Italia. Attraverso la porta possiamo comunicare ed esprimerci?.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Serena&nbsp; Palumbo<\/strong> \u00e8 un\u2019accompagnatrice turistica per la grotta della Cala che lavora all&#8217;ufficio turistico&nbsp; di <strong>Marina di Camerota<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>? <\/em><em>A Camerota in inverno cerchiamo di ampliare l&#8217;offerta turistica anche grazie al Museo del Mare e alla grotta della Cala con i suoi reperti preistorici, fa parte di un complesso di siti e grotte preistoriche, come anche la grotta del Poggio che si trova poco pi\u00f9 avanti. La grotta della Cala ha una grande importanza,&nbsp; al suo interno troviamo reperti che riguardano sia l&#8217;Homo Neanderthal che l&#8217;Homo Sapiens. Gli studi condotti dall&#8217;Universit\u00e0 di Siena&nbsp; proseguono ancora. Nella grotta della Cala sono collocati dei pannelli che illustrano lo scavo&nbsp; con la stratigrafia e la riproduzione dei reperti che sono stati ritrovati, come per esempio i ciottoli dipinti del Mesolitico, gli ami in osso dell&#8217;Et\u00e0 del Rame, l&#8217;amigdala con le punte in pietra e il giavellotto. Nella parte pi\u00f9 interna, che per\u00f2 purtroppo non \u00e8 visitabile, sono state rinvenute &nbsp;delle tombe dell&#8217;Et\u00e0 del Bronzo, delle ossa umane, del vasellame e delle perle in pasta vitrea e ambra. \u00c8 una scoperta molto rilevante perch\u00e9 la pasta di vetro ci indica i commerci&nbsp; di questo periodo probabilmente con i Micenei e sono le uniche di questo tipo in Campania e sono ancora oggetto di studio?.<\/em><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Harry di Prisco<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fascino nascosto del Cilento in inverno un viaggio tra natura e cultura, castelli, trekking, storia, sapori e borghi da riscoprire: Lustra, Rutino, Sessa Cilento, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota dove il tempo scorre con un ritmo pi\u00f9 lento &#8220;Cilento stizze re sango asciute ra lu core&#8220;: Cilento schizzi di sangue usciti dal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":25575,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[326],"tags":[1151,322],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25574"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25574"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25574\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25576,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25574\/revisions\/25576"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}