{"id":25547,"date":"2025-12-05T16:30:11","date_gmt":"2025-12-05T16:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/?p=25547"},"modified":"2025-12-05T16:30:11","modified_gmt":"2025-12-05T16:30:11","slug":"dalla-nato-alleuropa-trump-presenta-la-nuova-strategia-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/dalla-nato-alleuropa-trump-presenta-la-nuova-strategia-usa\/","title":{"rendered":"Dalla Nato all&#8217;Europa, Trump presenta la nuova strategia Usa"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una presenza militare pi\u00f9 forte degli Stati Uniti nell&#039;emisfero occidentale per combattere l&#039;immigrazione, la droga e l&#039;ascesa di potenze avversarie nella regione. Questo prevede la &#039;Strategia per la sicurezza nazionale&#039; elaborata dal presidente americano Donald Trump, come si legge nel documento di 33 pagine reso noto dalla Casa Bianca e che spiega la visione trumpiana della politica estera Usa, basato sul principio di &#039;&#039;America first&#039;&#039;. \u00a0Un documento che contiene parole brutali nei confronti dell&#039;Europa, vista come una civilt\u00e0 in declino, e dedica relativamente poca attenzione al Medio Oriente e all&#039;Africa. Il focus \u00e8 invece sull&#039;emisfero occidentale, con l&#039;obiettivo primario individuato nella protezione del territorio nazionale degli Stati Uniti.\u00a0&quot;La sicurezza dei confini \u00e8 l&#039;elemento primario della sicurezza nazionale&quot;, si legge nel documento, &quot;gli Stati Uniti devono avere un ruolo preminente nell&#039;emisfero occidentale come condizione per la nostra sicurezza e prosperit\u00e0, una condizione che ci consenta di affermarci con sicurezza dove e quando necessario nella regione&quot;. Rispetto ai partner, il testo diffuso dalla Casa Bianca afferma che &quot;i termini delle nostre alleanze e le condizioni in base alle quali forniamo qualsiasi tipo di aiuto devono essere subordinati alla riduzione dell&#039;influenza esterna avversaria, al controllo di installazioni militari, porti e infrastrutture chiave e all&#039;acquisto di asset strategici in senso lato&quot;.\u00a0Tra le priorit\u00e0 della politica estera statunitense sotto la seconda amministrazione di Donald Trump spicca &quot;porre fine alla percezione, e prevenire la realt\u00e0, della Nato come alleanza in perpetua espansione&quot;. Secondo Trump &quot;a lungo termine \u00e8 pi\u00f9 che plausibile che, nel giro di pochi decenni al massimo, alcuni membri della Nato diventino a maggioranza non europea&quot; a causa del declino del continente e delle politiche europee. &quot;Di conseguenza, resta aperta la questione se questi Paesi vedranno il loro ruolo nel mondo, o la loro alleanza con gli Stati Uniti, nello stesso modo di coloro che firmarono la Carta della Nato&quot;.\u00a0&quot;L\u2019amministrazione Trump si trova in disaccordo con funzionari europei che nutrono aspettative irrealistiche sul conflitto&quot; in Ucraina, &quot;radicate in governi di minoranza instabili, molti dei quali calpestano i principi democratici di base sopprimendo l\u2019opposizione&quot;, si legge ancora. &quot;Una grande maggioranza europea desidera la pace, ma tale desiderio non si traduce in politiche, in larga parte a causa della sovversione dei processi democratici da parte di quei governi&quot;, prosegue il testo, che sottolinea come questo sia &quot;strategicamente importante per gli Stati Uniti proprio perch\u00e9 gli Stati europei non possono riformarsi se restano intrappolati in crisi politiche&quot;.\u00a0La strategia, che pone l&#039;enfasi sul rischio di declino della civilt\u00e0 europea ed esorta le singole nazioni a resistere all&#039;influenza dell&#039;Ue, delinea come &quot;interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una cessazione delle ostilit\u00e0 rapida in Ucraina, per stabilizzare le economie europee, prevenire un\u2019escalation o un\u2019espansione indesiderate del conflitto, ristabilire la stabilit\u00e0 strategica con la Russia e consentire la ricostruzione postbellica dell\u2019Ucraina, affinch\u00e9 sopravviva come Stato vitale&quot;. \u00a0Sul versante europeo, la Casa Bianca spiega che le nazioni hanno perso fiducia a causa del declino, pur godendo di un &quot;notevole vantaggio di potenza rispetto alla Russia in quasi tutte le misure, tranne che per le armi nucleari. A seguito della guerra della Russia in Ucraina, le relazioni europee con la Russia sono oggi fortemente deteriorate e molti europei considerano la Russia una minaccia esistenziale. Gestire i rapporti europei con la Russia richieder\u00e0 un significativo impegno diplomatico statunitense, sia per ristabilire condizioni di stabilit\u00e0 strategica attraverso la massa continentale eurasiatica, sia per mitigare il rischio di conflitto tra la Russia e gli Stati europei&quot;.\u00a0La strategia spiega anche che la guerra in Ucraina ha avuto &quot;l\u2019effetto perverso di aumentare la dipendenza esterna dell\u2019Europa, in particolare della Germania. Oggi le aziende chimiche tedesche costruiscono alcuni dei pi\u00f9 grandi impianti di lavorazione al mondo in Cina, utilizzando gas russo che non possono ottenere in patria. Eppure, l\u2019Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti&quot;, continua il documento, sottolineando che il commercio transatlantico &quot;\u00e8 ancora uno dei pilastri dell\u2019economia globale e della prosperit\u00e0 americana&quot;.\u00a0&quot;Coltivare la resistenza alla traiettoria attuale dell\u2019Europa all\u2019interno delle singole nazioni europee&quot;: questo uno degli obiettivi fondamentali delineati dalla nuova Strategia di sicurezza nazionale Usa. Secondo il testo, le &quot;questioni pi\u00f9 gravi che l\u2019Europa deve affrontare includono le attivit\u00e0 dell\u2019Unione europea e di altri organismi transnazionali che minano la libert\u00e0 politica e la sovranit\u00e0, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e generando conflitti, la censura della libert\u00e0 di parola e la soppressione dell\u2019opposizione politica, il crollo dei tassi di natalit\u00e0 e la perdita di identit\u00e0 e fiducia nazionali&quot;.\u00a0Nel testo, Washington avverte che &quot;se le tendenze attuali continueranno, il continente sar\u00e0 irriconoscibile in vent\u2019anni o meno&quot;, e &quot;non \u00e8 dunque affatto certo che alcuni Paesi europei manterranno economie e forze armate abbastanza solide da restare alleati affidabili&quot;. Molte di questi Stati-nazioni, che rimangono &quot;l&#039;unit\u00e0 politica fondamentale del mondo&quot;, al momento stanno intensificando gli sforzi che contraddistinguono il loro percorso attuale, rileva la strategia: &quot;Vogliamo che l\u2019Europa rimanga europea, che ritrovi la fiducia nella propria civilt\u00e0 e abbandoni l\u2019attenzione fallimentare alla soffocante regolamentazione&quot;, si legge nel documento.\u00a0Il documento evidenzia anche come i funzionari Usa siano &quot;abituati a considerare i problemi europei in termini di carenze di spesa militare e stagnazione economica. In parte \u00e8 vero, ma i problemi reali dell\u2019Europa sono ancora pi\u00f9 profondi. L\u2019Europa continentale ha visto la propria quota del Pil globale diminuire, dal 25% nel 1990 al 14% di oggi, in parte a causa di regolamentazioni nazionali e transnazionali che minano la creativit\u00e0 e l\u2019operosit\u00e0. Ma questo declino economico \u00e8 oscurato dalla prospettiva, ancora pi\u00f9 seria, di una cancellazione della civilt\u00e0&quot;. Altrove, nella sezione che riguarda l&#039;Ucraina, il documento parla anche di &quot;sovversione dei processi democratici&quot; da parte dei governi europei.\u00a0&quot;Eppure, l\u2019Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti&quot;, continua il documento, sottolineando che il commercio transatlantico &quot;\u00e8 ancora uno dei pilastri dell\u2019economia globale e della prosperit\u00e0 americana&quot;, i settori industriali europei &quot;restano tra i pi\u00f9 solidi al mondo&quot; e il continente ospiti &quot;ricerche scientifiche d\u2019avanguardia e istituzioni culturali di livello mondiale. Non possiamo permetterci di abbandonare l\u2019Europa: farlo sarebbe controproducente per gli obiettivi di questa strategia&quot;. La diplomazia americana deve quindi &quot;continuare a difendere la vera democrazia, la libert\u00e0 di espressione e la celebrazione senza complessi del carattere e della storia delle singole nazioni europee. L\u2019America incoraggia i propri alleati politici in Europa a promuovere questa rinascita dello spirito, e la crescente influenza dei partiti patriottici europei \u00e8 motivo di grande ottimismo&quot;.\u00a0&quot;Il nostro obiettivo \u00e8 aiutare l\u2019Europa a correggere la propria traiettoria attuale. Avremo bisogno di un\u2019Europa forte per competere con successo e collaborare con noi nel prevenire che qualsiasi avversario domini il continente europeo&quot;, continua il testo, specificando che gli Stati Uniti rimangono &quot;comprensibilmente legati sentimentalmente al continente europeo, e naturalmente alla Gran Bretagna e all\u2019Irlanda. Il carattere di questi Paesi \u00e8 anche strategicamente importante, perch\u00e9 contiamo su alleati creativi, capaci, fiduciosi e democratici per creare condizioni di stabilit\u00e0 e sicurezza. Vogliamo collaborare con Paesi allineati che desiderano ristabilire la loro antica grandezza&quot;.\u00a0Gli Stati Uniti ridefiniscono la loro strategia per l\u2019Asia con l&#039;obiettivo di &quot;vincere il futuro economico e prevenire il confronto militare partendo da una posizione di forza&quot;. \u00c8 quanto si legge nella nuova Strategia sulla sicurezza nazionale diffuso dalla Casa Bianca, che delinea la visione del presidente Donald Trump per la Cina e l&#039;area dell\u2019Indo-Pacifico, che Washington considera &quot;uno dei principali campi di battaglia economici e geopolitici del prossimo secolo&quot;. Riconoscendo che il baricentro mondiale della crescita economica si sia spostato verso est, gli States devono &quot;competere l\u00ec&quot; per &quot;prosperare in patria&quot;.\u00a0Trump, si legge nel testo, &quot;ha invertito da solo pi\u00f9 di tre decenni di erronee supposizioni americane sulla Cina&quot;, ossia che l&#039;apertura dei mercati Usa, incoraggiare le imprese americane a investire in Cina e delocalizzarvi la produzione avrebbe favorito l\u2019ingresso di Pechino &quot;nel cosiddetto &#039;ordine internazionale basato su regole&#039;. Questo non \u00e8 accaduto. La Cina \u00e8 diventata ricca e potente, e ha usato la sua ricchezza e il suo potere a proprio vantaggio&quot;, con &quot;le \u00e9lite americane, attraverso quattro amministrazioni successive di entrambi i partiti politici, o complici volontarie della strategia cinese o in stato di negazione&quot;.\u00a0L&#039;approccio trumpiano parte dunque dal riequilibrio del rapporto economico con la Cina &quot;dando priorit\u00e0 alla reciprocit\u00e0 e all\u2019equit\u00e0 per ripristinare l\u2019indipendenza economica americana&quot; e concentrandolo su &quot;fattori non sensibili&quot;. Il testo menziona la crescita cinese e l&#039;adattamento di Pechino alle politiche tariffarie Usa con l&#039;aumento del controllo sulle catene di approvvigionamento, &quot;soprattutto nei Paesi a reddito medio e basso&quot;, tra &quot;i pi\u00f9 grandi campi di battaglia economici dei prossimi decenni&quot; e verso cui le esportazioni cinesi sono aumentate fino a quattro volte quelle Usa.\u00a0Al riassetto economico si deve accompagnare &quot;un impegno costante e deciso sulla deterrenza per prevenire la guerra nell\u2019Indo-Pacifico&quot;, dato che l&#039;approccio combinato &quot;pu\u00f2 diventare un circolo virtuoso: una forte deterrenza americana apre lo spazio a un\u2019azione economica pi\u00f9 disciplinata, mentre un\u2019azione economica pi\u00f9 disciplinata porta a maggiori risorse per mantenere la deterrenza nel lungo periodo&quot;. Per farlo spiega la strategia, serve difendere l&#039;economia Usa da &quot;qualsiasi danno&quot; come sussidi statali, politiche industriali deleterie, pratiche commerciali sleali, deindustrializzazione, furto di propriet\u00e0 intellettuale e spionaggio industriale, minacce alle supply chain &quot;che rischiano di compromettere l\u2019accesso statunitense a risorse critiche, incluse quelle minerarie e le terre rare&quot;, ma anche export dei precursori di fentanyl e &quot;propaganda, operazioni di influenza e altre forme di sovversione culturale&quot;.\u00a0Secondo, gli Usa devono collaborare con alleati e partner al fine di contrastare tali pratiche predatorie e usare il potere economico combinato &quot;per salvaguardare la nostra posizione di primo piano e impedire che le economie alleate diventino subordinate a potenze concorrenti&quot;. In quest&#039;ottica, la Casa Bianca intende trasformare il &quot;Quad&quot;, formato da Usa, India, Giappone e Australia, in un pilastro di sicurezza collettiva e cooperazione economica. &quot;L\u2019Indo-Pacifico libero e aperto non \u00e8 solo uno slogan&quot;, chiarisce il documento, richiamando la formula con cui gli Stati democratici indicano il contenimento dell&#039;assertivit\u00e0 cinese. \u00a0La strategia pone grande enfasi sull\u2019economia come strumento di potere. La Casa Bianca promette di mobilitare l\u2019industria americana per mantenere la leadership tecnologica in settori chiave quali intelligenza artificiale, sistemi autonomi e calcolo quantistico. Allo stesso tempo, prevede l\u2019uso combinato di incentivi e deterrenza: tra le misure operative figurano la deregolamentazione di alcune filiere industriali, la tutela delle catene di approvvigionamento critiche e una maggiore cooperazione tra governo e settore privato per contrastare minacce nell&#039;ambito cyber e spionaggio tecnologico.\u00a0Sul fronte della sicurezza, il documento ribadisce che &quot;dissuadere un conflitto su Taiwan, idealmente mantenendo una superiorit\u00e0 militare schiacciante, \u00e8 una priorit\u00e0&quot;, e che Washington manterr\u00e0 la sua tradizionale politica sull&#039;isola, secondo cui gli Usa &quot;non sostengono alcuna modifica unilaterale dello status quo nello Stretto di Taiwan&quot;. Obiettivo \u00e8 costruire un apparato militare in grado di negare aggressioni e spingere gli alleati regionali a spendere e agire di pi\u00f9 per la difesa collettiva, in maniera non dissimile da quanto fatto con gli alleati Nato.\u00a0Una sfida di sicurezza correlata \u00e8 anche il controllo del Mar Cinese Meridionale, su cui Pechino avanza pretese, da parte di una &quot;potenza rivale&quot;, poich\u00e9 da esso transita circa un terzo del commercio marittimo mondiale: &quot;questo potrebbe consentire a una potenza potenzialmente ostile di imporre un sistema di pedaggi su una delle rotte commerciali pi\u00f9 vitali del mondo o, peggio, di chiuderla e riaprirla a proprio piacimento. Entrambi gli scenari sarebbero dannosi per l\u2019economia e gli interessi pi\u00f9 ampi degli Stati Uniti&quot;, per cui devono &quot;essere sviluppate misure forti, insieme alla deterrenza necessaria per mantenere quelle rotte aperte, libere da &#039;pedaggi&#039; e non soggette a chiusure arbitrarie da parte di un solo Paese&quot;.\u00a0&quot;Rafforzeremo e induriremo anche la nostra presenza militare nel Pacifico occidentale e, nelle nostre relazioni con Taiwan e Australia, manterremo una retorica decisa sull\u2019aumento della spesa per la difesa&quot;, conclude il testo chiudendo il capitolo sull&#039;Asia, ribadendo che prevenire i conflitti &quot;richiede una postura vigile nell\u2019Indo-Pacifico, il rinnovo della base industriale della difesa, maggiori investimenti militari da parte nostra e degli alleati, e la vittoria nella competizione economica e tecnologica nel lungo periodo&quot;.\u00a0<br \/>\n&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una presenza militare pi\u00f9 forte degli Stati Uniti nell&#039;emisfero occidentale per combattere l&#039;immigrazione, la droga e l&#039;ascesa di potenze avversarie nella regione. Questo prevede la &#039;Strategia per la sicurezza nazionale&#039; elaborata dal presidente americano Donald Trump, come si legge nel documento di 33 pagine reso noto dalla Casa Bianca e che spiega la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3534],"tags":[3535,3536],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25547"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25547"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25547\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}