{"id":24605,"date":"2025-11-03T11:34:27","date_gmt":"2025-11-03T11:34:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/anthony-hopkins-si-racconta-e-rivela-e-un-miracolo-essere-vivi\/"},"modified":"2025-11-03T11:34:27","modified_gmt":"2025-11-03T11:34:27","slug":"anthony-hopkins-si-racconta-e-rivela-e-un-miracolo-essere-vivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newmediapress.it\/magazine\/anthony-hopkins-si-racconta-e-rivela-e-un-miracolo-essere-vivi\/","title":{"rendered":"Anthony Hopkins si racconta e rivela: &#8220;E&#8217; un miracolo essere vivi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Che cosa siamo, davvero? Non lo so. Ma siamo vivi, e questo basta. \u00c8 un miracolo&quot;. A 87 anni Anthony Hopkins l&#039;attore gallese con due Oscar che ha terrorizzato il mondo nei panni di Hannibal Lecter non sembra interessato alla gloria, ma al semplice fatto di esistere. &quot;Ogni mattina mi alzo e penso: &#039;Ehi, sono ancora qui&#039;. E ancora non me ne capacito&quot;. \u00c8 con questa limpida meraviglia che Hopkins presenta la sua autobiografia, &#039;We Did OK, Kid&#039;, un viaggio intenso e spesso doloroso dentro la mente di un uomo che non si \u00e8 mai sentito all&#039;altezza, in uscita in contemporanea mondiale marted\u00ec 4 novembre (in Italia \u00e8 pubblicata da Longanesi con il titolo &quot;E&#039; andata bene, ragazzino&quot;).\u00a0&quot;Non posso prendermi il merito del mio successo&quot;, dichiara in un&#039;intervista alla Bbc rilasciata nella sua casa a Beverly Hllls. &quot;Non l&#039;ho pianificato, non l&#039;ho cercato. \u00c8 solo accaduto. Fortuna, destino, chi lo sa?&quot;.\u00a0Il piccolo Tony di Port Talbot, Galles del Sud, era il classico bambino che nessuno voleva in squadra. &quot;Mi chiamavano &#039;testa d&#039;elefante&#039;. Gli insegnanti mi picchiavano, i compagni mi deridevano. Mi davano del cretino, e forse lo ero, ma nel mio modo&quot;. Quel senso di esclusione, racconta, &quot;mi ha dato una rabbia che mi ha tenuto in vita. Volevo dimostrare qualcosa, anche se non sapevo bene cosa&quot;.\u00a0Poi arriv\u00f2 il teatro, ma anche l\u00ec Hopkins si sentiva un intruso. &quot;Non mi adattavo allo stile britannico, troppo impostato. Io volevo vivere, non reggere una lancia in calzamaglia per tutta la vita&quot;. La svolta fu Katharine Hepburn, sul set de &#039;Il leone d&#039;inverno&#039; (1968): &quot;Mi disse: &#039;Non recitare, d\u00ec solo le battute&#039;. \u00c8 stato il miglior consiglio della mia vita&quot;.\u00a0\u00a0Da allora, Hopkins ha fatto della sottrazione la sua arte. &quot;Be still. Sii fermo. Non muoverti, non esibire la recitazione. Semplifica. \u00c8 tutto l\u00ec&quot;. Cos\u00ec nacque Hannibal Lecter di &#039;Il silenzio degli innocenti&#039; che ancora oggi fa tremare: sguardo fisso, voce ferma, un sussurro che taglia pi\u00f9 di un urlo. &quot;Ho letto poche pagine della sceneggiatura e ho capito subito: questo cambier\u00e0 la mia vita. Ho il diavolo dentro, come tutti. So cosa spaventa la gente: la quiete&quot;. Quel sibilo dopo la battuta &#039;Mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave ed un buon Chianti?&#039;. &quot;L&#039;ho copiato da Bela Lugosi in Dracula. Una follia improvvisata. Il regista Jonathan Demme la tenne. E il resto \u00e8 storia&quot;.\u00a0\u00a0Negli anni Settanta, per\u00f2, dietro la maschera del talento si nascondeva l&#039;abisso. &quot;Ero perso. L&#039;alcol mi aveva reso cattivo. L&#039;ho pagata cara con chi mi voleva bene&quot;. Fino a quella notte del 1975, quando, ubriaco, si ritrov\u00f2 a guidare in stato di blackout totale. &quot;Avrei potuto uccidere qualcuno. Quando mi sono svegliato, ho capito che era finita. Ho chiamato per chiedere aiuto. E una voce dentro di me ha detto: &#039;\u00c8 tutto finito. Ora puoi vivere&#039;. Da allora non ho pi\u00f9 toccato un goccio&quot;.\u00a0Alle riunioni degli Alcolisti Anonimi l&#039;attore scopr\u00ec qualcosa di inaspettato: &quot;Eravamo tutti uguali. Tutti fuori posto. Persone che non si sentono mai a casa. E per la prima volta ho pensato: non sono solo&quot;. Nel libro, Hopkins affronta con onest\u00e0 il dolore pi\u00f9 profondo: l&#039;estraneit\u00e0 con la figlia Abigail, nata dal suo primo matrimonio. &quot;Ero un padre terribile. L&#039;ho lasciata quando era piccola. \u00c8 la mia ferita pi\u00f9 grande&quot;. Durante le riprese di &#039;Re Lear&#039; nel 2018, le parole del re che chiede perdono a Cordelia lo travolsero: &quot;Quando Lear dice &#039;Le ho fatto del male&#039;, ho capito. Era come se lo dicessi a mia figlia. E ho pianto come non avevo mai pianto in vita mia&quot;. &quot;Spero che lei sappia che la mia porta \u00e8 sempre aperta&quot;, scrive ora. &quot;Forse \u00e8 troppo tardi, ma le parole, a volte, sanno ancora arrivare&quot;.\u00a0Anche davanti all&#039;attualit\u00e0, Hopkins non filtra: &quot;Nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 avere un&#039;opinione diversa. \u00c8 follia pura. \u00c8 fascismo. Se continuiamo con quest&#039;odio, siamo morti&quot;. Poi, nell&#039;intervista alla Bbc, si ferma, sorride e quasi si scusa per il tono accorato: &quot;Ma sai, alla fine siamo solo di passaggio. Litighiamo per le idee, ma un giorno saremo tutti morti. Tanto vale darsi una calmata&quot;. Accanto alla moglie Stella Arroyave, l&#039;attore ha trovato una serenit\u00e0 che lo sorprende. Ha perso due pianoforti negli incendi che hanno distrutto la sua casa di Los Angeles, ma non si lamenta: &quot;Erano solo cose. Ne ricomprer\u00f2 uno. O magari no&quot;. (di Paolo Martini)\u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Che cosa siamo, davvero? Non lo so. Ma siamo vivi, e questo basta. \u00c8 un miracolo&quot;. 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